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sabato 6 marzo 2021
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La band del capodanno clementino

I Modena City Ramblers dai sold out nei club alla piazza di Santarcangelo

In foto: i Modena City Ramblers
di Maurizio Ceccarini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 28 dic 2018 21:45 ~ ultimo agg. 21:49
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Per i Modena City Ramblers il concerto del Capodanno in un km quadrato a Santarcangelo arriva in un momento quanto mai positivo della loro ormai quasi trentennale storia: nel mezzo di un tour che vede date aggiunte in corsa per rispondere alle richieste e con una campagna di crowfunding per realizzare un nuovo disco che ha visto l’obiettivo raggiunto ben prima della scadenza.

I Modena City Ramblers si esibiranno in piazza Ganganelli dalle 22.30 Dopo il saluto del sindaco e il brindisi di mezzanotte, la serata proseguirà con il dj set di Africa Unite System of a Sound e gli eventi diffusi per il centro storico.

L’intervista a Francesco “Fry” Moneti dei Modena City Ramblers:

 

Modena City Ramblers (da Rockol.it) – Nati nel 1991 come gruppo folk irlandese, nel 1993 incidono il loro primo demotape, “Combat folk”. Nel 1994 esce il loro primo album, “Riportando tutto a casa”, per l'etichetta indipendente romana Helter Skelter; il disco viene ripubblicato alla fine dello stesso anno dalla Blackout-Mercury. Nel 1996 arriva il secondo album, “La grande famiglia”, in cui il folk suonato con attitudine punk si contamina con il rock. Nel 1997 esce il
terzo album, “Terra e libertà”, mentre il gruppo continua un’intensa attività dal vivo. Nel 1998 i Modena City Ramblers realizzano “Raccolti”, album dal vivo completamente acustico registrato in un pub emiliano. L’album seguente, “Fuori campo”, è pronto all’inizio dell’estate del 1999. Dopo alcune variazioni nella formazione danno il via al tour “Gang City Ramblers” insieme ai Gang seguito dall’uscita dell’album “Radio Rebelde”.

Dopo “Modena City Remix” e “¡Viva la vida,
muera la muerte!” (2003 e 2004), nel 2005 i Modena City Ramblers pubblicano “Appunti partigiani”; poco dopo il cantante Stefano “Cisco” Bellotti lascia il gruppo. Il disco successivo, “Dopo il lungo inverno”, è pubblicato nel novembre 2006, mentre da marzo dello stesso anno i Ramblers riprendono i concerti con la nuova formazione, dapprima nei club poi nelle piazze italiane. “Bella ciao – Italian combat folk for the masses”, sorta di ‘best of’ con brani riarrangiati per il
mercato estero, esce nel 2008. Nel 2011 esce invece “Sul tetto del mondo”, a vent’anni dalla formazione del gruppo, mentre l’anno successivo viene pubblicato “Battaglione alleato”, insieme agli Yonders, ai Popinga, agli Elizabeth, ai Nuju, ai Ned Ludd, a Jason McNiff, all'ex fisarmonicista Daniele Contardo e al raeggeman LionD.

Nel 2013 esce “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, disco doppio a cui segue un tour. Nel 2015 e nel 2017 è la volta di “Tracce clandestine”
e “Mani come rami, ai piedi radici”, che segnano anche un cambio di etichetta discografica.

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di Redazione