mercoledì 12 dicembre 2018
di Simona Mulazzani   
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mer 28 nov 2018 14:18 ~ ultimo agg. 15:33
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Pronto al trasferimento l’Osservatorio Provinciale sulla Criminalità che attualmente aveva uno spazio nei locali della provincia a Rimini. Il trasloco sarà entro la fine dell’anno n un comune del territorio, che sarà annunciato a giorni, con l’idea di una sede itinerante che possa toccare di anno in anno i diversi luoghi del territorio. Alla vigilia dello spostamento il presidente della provincia Riziero Santi e il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, rivolgono un plauso per il lavoro compiuto dall’osservatorio dalla sua nascita nel 2012. Negli anni, grazie al so lavoro, si è sviluppata la consapevolezza di quanto la criminalità organizzata sia presente: “Per comprendere la portata innovativa dell’Osservatorio, basti pensare che dieci anni fa il solo parlare di una presenza della criminalità organizzata nella nostra Riviera provocava solenni levate di scudi in difesa di una sua presunta intangibilità rispetto alle infiltrazioni mafiose” affermano Santi e Gnassi.

“E’ doveroso rivolgere il nostro ringraziamento a tutte le persone che, a partire dal 2012, hanno contribuito a far nascere e a sviluppare nella fase di start up l’Osservatorio provinciale sulla criminalità organizzata e per la diffusione di una cultura della legalità. La genesi di questo Osservatorio, tra le prime esperienze italiane di questo tipo, data almeno tre lustri, con le prime indagini demoscopiche sulla percezione della sicurezza commissionate dalla Provincia di Rimini. Quel primo germoglio fatto di ricerche, analisi e banche dati, si è poi evoluto dando vita ad uno strumento finalizzato a sviluppare e promuovere una cultura antimafia nel territorio riminese, studiare e analizzare la presenza della criminalità organizzata nella Regione Emilia-Romagna e in provincia di Rimini, fungere da punto di riferimento per tutte quelle associazioni di volontariato che si impegnano in questo settore. Per comprendere la portata innovativa dell’Osservatorio, basti pensare che dieci anni fa il solo parlare di una presenza della criminalità organizzata nella nostra Riviera provocava solenni levate di scudi in difesa di una sua presunta intangibilità rispetto alle infiltrazioni mafiose. Purtroppo i fatti di cronaca hanno dato torto agli struzzi confermando e rafforzando l’utilità e, diremmo, la necessità di disporre di un presidio per il monitoraggio e l’analisi dei fenomeni di illegalità collegati alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Negli anni all’interno dell’Osservatorio si sono creati un Centro di Documentazione sulla Criminalità Organizzata in Emilia-Romagna per il monitoraggio della presenza mafiosa nel territorio e la diffusione di tutto il materiale disponibile in materia, e lo Sportello Giustizia, un help desk operativo per fornire un servizio gratuito di consulenza, ascolto e orientamento ai percorsi di denuncia per i reati di mafia, estorsione ed usura. Oggi dopo sei anni, alla vigilia dello spostamento logistico degli uffici dell’Osservatorio in una giusta ottica di rete provinciale, oltre al ringraziamento per quanto fatto sinora, vogliamo ribadire l’importanza presente e futura del lavoro e dell’attività dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata e per la diffusione di una cultura della legalità a completo, totale servizio dell’intera comunità dell’area riminese. Un servizio prezioso, indispensabile, che ha trovato, trova e troverà sempre l’adesione di tutte le istituzioni della nostra provincia e di tutte le comunità locali”.

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