lunedì 17 dicembre 2018
di Redazione   
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mer 14 nov 2018 12:14 ~ ultimo agg. 15 nov 11:30
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Appena uscito dal carcere, dov’era stato rinchiuso per maltrattamenti e percosse nei confronti della fidanzata, 25enne, è tornato da lei e l’ha massacrata di botte, mandandola all’ospedale. Un tunisino di 30 anni è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Rimini su ordinanza del gip Benedetta Vitolo, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Davide Ercolani. L’uomo, con numerosi precedenti di polizia, nel 2015 era stato condannato a 4 anni di reclusione, ma è stato scarcerato prima della fine della pena per i benefici previsti dalla legge. E una volta libero ha ricominciato a tormentare la donna, picchiandola brutalmente e costringendola persino ad assumere sostanze stupefacenti.

La donna ha raccontato che, fin dal 2014, l’ex compagno, accecato dalla gelosia, l’avrebbe in diverse occasioni minacciata di morte e picchiata violentemente, tanto da costringerla a ricorrere più volte a cure mediche. Inoltre, una sera, mentre la giovane era in sella alla propria bici, era stata avvicinata dall’uomo che, per una banale lite, dopo averla colpita al volto, l’aveva fatta cadere a a terra e le aveva rubato il telefono, per poi andarsene.

Uscito dal carcere all’inizio della scorsa estate, il 30enne era riuscito a convincere la ex a tornare insieme, giurando di aver compreso i propri errori e di essere cambiato. Ma in realtà le cose sono andate diversamente: scenate di gelosia e minacce sono tornate ad essere la quotidianità, sfociando, nell’agosto scorso, in un ulteriore violenta aggressione fisica.

Esasperata, la donna ha denunciato nuovamente il tutto, spiegando l’ulteriore escalation di violenza dell’uomo dopo l’uscita da carcere. Una situazione intollerabile, che ha provocato nella ragazza  un perdurante stato di ansia e di angoscia, costringendola a trasferirsi ed a cambiare abitudini di vita.

Condotta in caserma, il 30enne è stato tratto in arresto ed associato presso la casa circondariale di Rimini a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

 

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