giovedì 17 gennaio 2019
In foto: ROBERTO BOLLE
di Simona Mulazzani   
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dom 4 nov 2018 10:01 ~ ultimo agg. 5 nov 15:33
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Si apre il sipario e Roberto Bolle riempie, unicamente con la sua corporeità, il palco. E’ la danza la protagonista del terzo degli appuntamenti inaugurali del Teatro Galli di Rimini. Dopo la lirica di Cecilia Bartoli e la prosa dei fratelli Servillo, Roberto Bolle e alcuni tra i più bravi danzatori al mondo danno ancora vita allo spazio scenico. E’ un susseguirsi di pezzi unici e spettacolari: balletto classico e danza contemporanea, in un avvincente percorso che incanta il pubblico. I ballerini disegnano forme perfette, tagliano lo spazio e lo ridisegnano con i loro corpi, forti e armonici al contempo.

Il teatro è sold out e in platea e sui palchi si coglie lo sguardo di un pubblico eterogeneo. Ci sono gli appassionati della danza, capaci di capire l’intenso e duro lavoro che sta dietro ogni passo, ci sono i tanti che al mondo del balletto si sono avvicinati proprio grazie a Bolle e al suo desiderio di farlo diventare un’arte più vicina, ma anche tante bambine e bambini, che studiano danza e che magari sognano di diventare un giorno etoile. C’è la magia di quello che accade sul palco, ma anche lo stupore di chi entra per la prima volta nel teatro, che da 75 anni attendeva nuovamente di essere ammirato. E anche questo è uno spettacolo.

Quasi due ore di esibizione scorrono tra applausi scroscianti e stupore. Al termine tutti i protagonisti sono insieme sul palco, per ricevere il grazie del pubblico riminese e della città. E’ il sindaco Andrea Gnassi a consegnare a Bolle e agli altri protagonisti i fiori. Bolle è riuscito anche a Rimini a portare vicino alla gente la meraviglia della danza: un’arte antica ma sempre in evoluzione.

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