mercoledì 12 dicembre 2018
di Andrea Polazzi   
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mar 13 nov 2018 10:59 ~ ultimo agg. 14 nov 09:25
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I lavoratori e i pensionati riminesi sono i paperini della Regione. Nel 2017, in base ai dati elaborati dalla Cisl Romagna, hanno dichiarato un reddito medio di 19.244 euro, il più basso in Emilia Romagna dove la media si è attestata a 22.737. Guardando ai soli lavoratori il reddito medio si alza a 19.340 euro (oltre 4mila in meno però rispetto al resto della Regione). A preoccupare anche il forte calo rispetto alle dichiarazioni 2016, oltre il 6% in meno. Le cose non vanno meglio focalizzando l’analisi ai soli “under 35”: i giovani riminesi con 12.783 euro sono i più poveri dell’Emilia Romagna, con un calo del 15,6% rispetto al 2016. Resta notevole anche la differenza di genere, anche se in questo caso la forbice è minore nel riminese rispetto al resto del territorio: tra i redditi da lavoro di uomini e donne c’è un gap del 26,42%. Aumenta invece dell’1,44% il reddito dei pensionati che raggiunge quota 19.689 euro, pur restando il più basso in Regione. “Redditi di lavoro bassi danno pensioni basse – sottolinea il segretario della Cisl Romagna Filippo Pieri – aprendo un problema di sostegno sociale, con costi più alti per la collettività e rischio di riduzione dell’intervento pubblico.Dal sindacato arrivano poi tre proposte per il rilancio dei redditi: in primis un piano strategico romagnolo per favorire lo sviluppo e attirare investimenti. La Cisl suggerisce anche di attivare un volano con istituzioni, università e parti sociali che indirizzi le imprese verso attività ad alto valore aggiunto e infine l’adeguamento dei premi di produttività per i lavoratori all’andamento positivo delle imprese tramite la contrattazione.


Le tabelle

anno 2017 – Reddito medio da 730 Lavoratori e Pensionati

Provincia

Redditi 2017

Emilia Romagna 22.737,57
RA 21.965,55
FC 21.291,40
Romagna 21.122,14
RN 19.244,15
elaborazione CISL Romagna su dati CAF CISL

anno 2017 – Reddito medio da 730 solo Lavoratori

Provincia

Redditi 2017

Diff. % 2017-2016

Emilia Romagna 23.808,79

-1,85

RA 22.334,05

0,30

FC 21.826,55

-1,35

Romagna 21.494,00

-1,78

RN 19.340,89

-6,05

elaborazione CISL Romagna su dati CAF CISL

anno 2017

Differenza redditi donna – uomo lavoratori

Provincia

Diff. %

Emilia Romagna

-28,70%

RA

-27,30%

RN

-26,42%

Romagna

-25,48%

FC

-24,20%

elaborazione CISL Romagna su dati CAF CISL

anno 2017 – Reddito medio da 730 solo Pensionati

Provincia

Redditi 2017

Diff. % 2017-2016

RA 22.487,50

1,04

Emilia Romagna 21.761,52

0,88

Romagna 21.337,00

1,39

FC 21.141,01

1,77

RN 19.689,07

1,44

elaborazione CISL Romagna su dati CAF CISL

anno 2017 – Reddito medio da 730 solo Under 35

Provincia

Redditi 2017

Diff. % 2017-2016

RA 15.463,57

-6,41

FC 15.321,46

-8,87

Romagna 14.821,28

-9,65

RN 12.783,94

-15,65

Emilia Romagna 16.325,58

-1,65

elaborazione CISL Romagna su dati CAF CISL

La nota stampa della Cisl Romagna

“I lavoratori ed i pensionati riminesi nel 2017 hanno dichiarato il più basso reddito medio della regione per un valore di euro 19.244,15 a dimostrazione che è necessario migliorare la qualità del lavoro nei nostri territori per poter aumentare anche la capacità reddituale.”
E’ questa l’estrema sintesi fatta da Filippo Pieri, segretario generale della Cisl Romagna, nel presentare il dossier “I redditi 2017 in Romagna” realizzato dal sindacato su un campione di 54.531 dichiarazioni dei redditi dell’anno 2017 effettuate presso i CAF Cisl del territorio romagnolo nel 2018.

“Il campione utilizzato – continua il sindacalista – è assolutamente rappresentativo in quanto analizza il 12,9% delle dichiarazioni compilate con modello 730. Questi dati sono una novità assoluta, in quanto neppure il ministero competente li ha ancora pubblicati.”

L’ufficio studi della CISL Romagna ha elaborato i numeri sulla base delle province in cui sono state presentate le dichiarazioni dei redditi, suddividendoli poi per tipologia di dichiarante, il quale all’interno del proprio modello 730 oltre al reddito da lavoro o pensione può avere altre tipologie di rendita.

“I lavoratori della provincia di Rimini hanno un reddito medio di euro 19.340,89 – illustra Pieri – che li classifica ultimi in regione, con un differenziale del 18,8% sulla media regionale.”
“Per capire meglio abbiamo svolto anche un focus sulla situazione reddituale dei lavoratori under 35 – precisa Filippo Pieri – riscontrando anche per questo tipo di dichiarazioni fiscali il record negativo in regione con un valore assoluto di euro 12.783,94 che è più basso del 15,6% rispetto al 2016 e del 21,7% sulla rispettiva media regionale. Da notare che il confronto con la media generale dei lavoratori presenta un differenziale negativo di ben il 39,9%.”

“Il nostro dossier conferma appieno la recente ricerca della Caritas di Rimini intitolata Poveri giovani – approfondisce il responsabile della CISL romagnola – in cui gli stessi ragazzi intervistati denunciavano il lavoro sottopagato e irregolare. Il mondo delle imprese dovrebbe assumersi le proprie responsabilità rispetto alle ricadute sociali del non rispetto dei contratti di lavoro.”
“infatti con entrate così esigue i ragazzi hanno ovviamente difficoltà nel programmare la propria vita e confidano nell’azione di sostegno dei familiari.”

“Passando alla questione di genere nei redditi dei lavoratori – evidenzia il segretario – persiste una differenza marcata tra donne e uomini: le lavoratrici presentano redditi minori del 26,4% in confronto a quelli maschili. Indubbiamente su questo aspetto incide la qualità del lavoro praticato dalle donne nella provincia di Rimini.”

“Le dichiarazione dei pensionati di Rimini – spiega il sindacalista cislino – sono lo specchio di quelle dei lavoratori attivi. La media assoluta è di euro 19.689,07 che è aumentata di euro 279,04 sul 2016, ma segna una distanza negativa del 9,5% sulla media regionale, ponendo i pensionati riminesi al penultimo posto in regione prima dei ferraresi”
“Redditi di lavoro bassi danno pensioni basse – sottolinea il segretario della Cisl Romagna – aprendo un problema di sostegno sociale, con costi più alti per la collettività e rischio di riduzione dell’intervento pubblico.”

“I numeri che emergono da questo dossier confermano le tre proposte che come CISL Romagna sosteniamo con decisione” dichiara Pieri.
“La prima è la necessità di agire insieme tra i comuni delle tre province romagnole: la possibilità di redigere un Piano Strategico Romagnolo, come abbiamo recentemente dichiarato, è una priorità e va assolutamente realizzata per favorire lo sviluppo e attirare investimenti.”
“La seconda – prosegue il segretario – è quella di attivare un volano con istituzioni, università e parti sociali che indirizzi le nostre imprese verso attività ad alto valore aggiunto. Solo così potremo migliorare la qualità dell’economia romagnola, distribuire più ricchezza ai lavoratori e ai pensionati, costruire un welfare adeguato ai nuovi bisogni.”
“La terza proposta – conclude il leader cislino – è adeguare i premi di produttività per i lavoratori all’andamento positivo delle imprese tramite la contrattazione anche per godere delle agevolazioni fiscali previste.”

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