mercoledì 12 dicembre 2018
di Redazione   
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sab 24 nov 2018 23:06 ~ ultimo agg. 26 nov 11:45
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Venerdì 23 novembre il Grand Hotel di Parco Federico Fellini ha aperto le sue porte ad una grande serata di solidarietà: il Charity Dinner di Rimini, un evento che vedeva eccezionalmente unite due grandi realtà no profit del territorio, l’Istituto Oncologico Romagnolo e l’Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma.

Il richiamo è stato quello delle grandi occasioni: erano 165 le persone che hanno risposto all’appello di una manifestazione il cui scopo era quello di raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica contro le leucemie acute, tipo di neoplasia che colpisce soprattutto in giovane età, risultando il tumore più comune tra gli under 14. Una missione che ha evidentemente mosso in maniera determinante le coscienze del tessuto sociale ed imprenditoriale del riminese: oltre ovviamente ai partecipanti molti hanno voluto contribuire alla causa pur non potendo essere presenti.

Alla fine il ricavato è stato di circa 11.000 euro, sebbene l’importanza della serata vada ben oltre il mero dato statistico: gli interventi di alcuni dei massimi esperti, come il prof. Dino Amadori, Presidente IOR; il dott. Eduardo Pinto, Presidente RiminiAIL; il prof. Giovanni Martinelli, Direttore Scientifico IRST IRCCS; la dott.ssa Patrizia Tosi, Direttore della U.O. di Ematologia dell’Ospedale Infermi di Rimini; e la dott.ssa Roberta Pericoli, Responsabile della U.O. di Oncoematologia Pediatrica della medesima struttura, hanno contribuito a fare il punto della situazione e mostrare future suggestioni della lotta alle leucemie.

«Quella di stasera è stata un’occasione un po’ particolare – ha spiegato il Presidente di RiminiAIL, Eduardo Pinto, sono stato coinvolto dal Direttore Generale dello IOR, Fabrizio Miserocchi, per organizzare questa bella manifestazione. Io ho accettato volentieri perché credo che la sinergia tra le associazioni che operano nello stesso territorio con mission simili possa portare a grandi risultati: noi abbiamo la fortuna di operare in un’area in cui l’Azienda Sanitaria Locale recepisce l’importanza del terzo settore e ci consente di operare al meglio per il bene dei pazienti. Non abbiamo avuto molto tempo per preparare questo Charity Dinner ma mi sembra che la risposta sia tale da poter giustificare una certa soddisfazione: l’auspicio è che possa rappresentare l’inizio di una bella collaborazione di più ampio respiro per il futuro.»

Gli ha fatto eco il prof. Dino Amadori, Presidente IOR: «È sicuramente bello vedere come due realtà importanti del no profit come IOR e AIL abbiano saputo fare squadra per una serata che ha saputo riunire il meglio della lotta alle leucemie allo stesso tavolo. I volontari di queste due associazioni si danno molto da fare e lavorano ogni giorno al fianco dei pazienti e delle strutture pubbliche per fare la differenza contro i tumori. È vero che la leucemia è la patologia più comune tra i bambini ma è altrettanto vero che, grazie alla ricerca scientifica, risulta spesso guaribile: i progressi fatti negli ultimi anni, d’altronde, hanno portato a trovare soluzioni a malattie che fino a poco tempo fa erano considerate inguaribili. La strada è quella giusta: speriamo di poter dare presto scacco matto ai tumori.»

«Andando a lavorare sul DNA abbiamo scoperto dove si rompe il codice che mantiene integra una cellula – ha affermato il prof. Giovanni Martinelli grazie a questo ritrovamento ora siamo in grado di intervenire e ripristinare la sua funzionalità, andando a colpire selettivamente le cellule tumorali e risparmiando quelle sane. In questo modo possiamo curare anche persone debilitate o anziane, con problematiche come diabete e ipertensione. La ricerca scientifica è la missione principale in IRST: ho la fortuna di poter contare su dei meravigliosi professionisti che dedicano la loro vita a scoprire nuove cause di tumore, nuove possibilità terapeutiche, nuovi farmaci per smascherare il tallone d’Achille delle neoplasie. Il loro entusiasmo e la loro dedizione ci permettono di essere molto ottimisti per il futuro.»

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