mercoledì 20 febbraio 2019
In foto: Guardia di Finanza, il comando di Rimini
di Redazione   
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mer 28 nov 2018 17:28 ~ ultimo agg. 29 nov 18:14
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C’è la mano della Camorra dietro alle due società sammarinesi create ad hoc per riciclare denaro sporco. E’ quanto emerge dalla complessa indagine eseguita dalla Guardia di Finanza di Rimini, coordinata dalla Procura della Repubblica di Rimini, che ha indagato a piede libero per riciclaggio internazionale un commercialista riminese di 61 anni che vive in città ma che ha uno studio a San Marino, il suo collaboratore sammarinese e due gioiellieri (marito e moglie) residenti a Ferrara.

Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, tutto partiva da decine di piccoli imprenditori della provincia di Napoli (estranei all’indagine) che usavano assegni postdatati per pagare i fornitori. Assegni, questi, non trasferibili e con cambio beneficiario in bianco, che venivano intercettati dalla malavita campana. E’ a questo punto che il denaro veniva versato sui conti correnti delle due società sammarinesi create ad hoc dal commercialista riminese (ritenuto la mente) e intestate ai due gioiellieri ferraresi, per poi essere ripulito e trasferito dal Titano verso società che si occupano dell’acquisto di gioielli con sede in Paesi offshore come Panama, Dubai, Emirati Arabi. Hong Kong. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni patrimoniali per 10 milioni di euro, ma le indagini sono tutt’altro che concluse.

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