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Alloggi canone calmierato. Via libera al regolamento con un no in maggioranza. I commenti

PoliticaRimini

9 novembre 2018, 14:44

Alloggi ERP, Misano adotta il nuovo regolamento

in foto: repertorio

Anthea ed edilizia pubblica sono stati al centro dell’ultimo Consiglio Comunale di Rimini. Sei ore e mezza di seduta che si è accesa, in particolare, sul regolamento per l’assegnazione degli alloggi a canone calmierato che rappresentano una parte importante degli alloggi di edilizia pubblica (dal 2009 al 2016 ne sono stati realizzati 332). Le modifiche introdotte, in linea con le disposizioni regionali, vedono la modifica del valore ISEE massimo per l’accesso che passa a 40.125 euro e il valore del reddito minimo (15.000 euro per i nuclei familiari composti da 1/2 persone e 20.000 per nuclei di 3 persone ed oltre). Introdotti anche punteggi per ultrasessantacinquenni e per giovani coppie e accolto l’emendamento del consigliere Mauro che prevede un aumento di punteggio per le famiglie vittime di violenza di genere. A votare no al regolamento però è stato un consigliere del PD, Simone Bertozzi, critico sull’introduzione del criterio di anzianità di residenza.


Il resoconto a cura dell’ufficio stampa del comune di Rimini

Primo punto all’ordine del giorno l’accordo quadro che disciplina i rapporti tra il Comune e la Società Anthea per l’esecuzione del servizio strumentale integrato di conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio edilizio, della infrastruttura stradale, del verde urbano e del territorio comunale, compresi i servizi accessori ad esso collegati. La delibera (approvata con 19 voti favorevoli, 9 contrari e un astenuto) dà il via libera alla proroga dell’affidamento dei servizi fino a fine 2035 (inizialmente fissata al 31 dicembre 2024), scelta motivata dalla volontà di varare una serie di ulteriori investimenti strategici. Inoltre sono stati formalizzati una serie di servizi accessori che vanno ad aggiungersi a quelli già in carico alla società, come l’assistenza per manifestazioni ed eventi; demolizioni coattive e pubblica incolumità; assistenza per elezioni; Piano neve; comunicazione urbana.

Il Consiglio è poi passato alla discussione di due delibere legate al tema dell’edilizia pubblica. Approvata con 19 voti a favore, 8 consiglieri astenuti e nessun contrario la “Disciplina generale dell’intervento pubblico nel settore abitativo”, il regolamento predisposto dal Tavolo territoriale di concertazione delle politiche attive a cui partecipano, oltre ai Comuni della provincia di Rimini, anche i sindacati degli inquilini.

Il “Regolamento per l’assegnazione degli alloggi di proprietà comunale in locazione a canone calmierato”, è stato varato dal Consiglio con 17 voti favorevoli e 6 contrari. Entrato in vigore nel febbraio del 2015, il Regolamento è stato aggiornato per consentire l’applicazione di una disciplina uniforme a livello provinciale, alla luce della nuova legislazione regionale in materia: diversi Comuni infatti negli ultimi tre anni hanno realizzato alloggi in locazione permanente regolamentandone liberamente l’accesso e la permanenza per cui, allo stato attuale, le discipline d’accesso presentano difformità.

Gli alloggi a canone calmierato rappresentano una parte importante degli alloggi di edilizia pubblica (dal 2009 al 2016 sono stati realizzati 332 nuovi appartamenti su tutto il territorio) e si rivolgono ad un’utenza diversa da quella a cui sono destinati gli alloggi Erp. Le modifiche introdotte “sono mirate a evitare che si generi un livello insostenibile di morosità – sottolinea l’assessore con delega alle politiche abitative Gloria Lisi – consentendo l’accesso agli alloggi ad un’utenza in grado di garantire il pagamento di questi livelli di canone di locazione”.

Rispetto al Regolamento del 2015 sono stati modificati alcuni requisiti per l’accesso; fra questi il valore ISEE massimo per l’accesso che passa a 40.125 euro ed il valore del reddito minimo che la famiglia deve possedere per accedere agli alloggi a canone calmierato (15.000 euro per i nuclei familiari composti da 1/2 persone e 20.000 per nuclei di 3 persone ed oltre).

Sono stati introdotti anche nuove condizioni rilevanti per la formulazione della graduatoria: un punteggio per sovraffollamento, per ultrasessantacinquenni, per giovani coppie, per anzianità di residenza. Accolto anche l’emendamento presentato che prevede un aumento di punteggio in graduatoria per le domande di accesso agli alloggi presentate da famiglie vittime di violenza di genere. “Una proposta che tutto il Consiglio ha accolto favorevolmente – sottolinea il vicesindaco Gloria Lisi – tanto più che cade a pochi giorni dal 25 novembre, giornata dedicata al contrasto alla violenza sulle donne”.


Il commento di Gioenzo Renzi (FdI)

La modifica del Regolamento per l’assegnazione degli alloggi di proprietà comunale in locazione a “canone calmierato” ha rimesso al centro del dibattito il riconoscimento dell’anzianità di residenza per il quale mi batto da 10 anni.

Mi fa piacere che sia stato recepito il criterio dell’anzianità di residenza, come già avvenuto nel Regolamento ERP, anche se in modo non del tutto soddisfacente, per tutelare i cittadini residenti da lungo periodo nel nostro Comune rispetto coloro appena arrivati.

E’ un minimo di riconoscenza a coloro che sono nati, hanno vissuto e lavorato in questa città, pagato le tasse, contribuito al suo sviluppo e a costituire proprio il patrimonio pubblico delle case popolari.

E non è giusto che vengano scavalcati nelle graduatorie ERP o in quella degli alloggi a Canone Calmierato che parlano da sole.

Graduatorie ERP (edilizia Residenziale Pubblica)

1315 domande nel 2008 composte da 1136 italiani (86%) e 179 stranieri (14%);

1553 domande nel 2018 composte da 971 italiani (63%) e 562 stranieri (37%)

Alloggi a canone calmierato :

145 domande nel 2015 composte da 107 italiani (76%) e 33 stranieri (24%).

414 domande nel 2018 composte da 269 italiani (65%) e 145 stranieri (35%)

Gli alloggi a Canone Calmierato assegnati a tutt’oggi vedono questa composizione :

216 a italiani (65%)
115 a stranieri (35%)

L’ultima assegnazione dei 27 nuovi alloggi a “canone calmierato” di Via Toni (ex Macello) ha visto come beneficiari 19 richiedenti stranieri (70%) e solo 8 italiani.

Sottolineo che i richiedenti stranieri rappresentano il 12% della popolazione residente ma attualmente dispongono delle case dell’edilizia popolare pubblica nella misura del 35% con tendenza in forte aumento.

Per questo era necessario recepire il criterio dell’anzianità di residenza, approvato dalla Regione nel 2015 e già nel Regolamento ERP.

Anche se ho sostenuto l’attribuzione di un punteggio maggiore a quello stabilito di 7.300 punti, corrispondenti a 2 punti per ogni giorno di anzianità di residenza a partire dal 5° anno di iscrizione anagrafica nel Comune, per non limitare il riconoscimento della residenza al massimo di 10 anni.

Certo dinnanzi al problema dell’emergenza abitativa non bastano le modifiche di buon senso al Regolamento per la gestione del patrimonio residenziale pubblico che va ampliato e potenziato rispetto ai 1.195 alloggi ERP con un turnover annuo di circa 50/60 alloggi e ai 318 alloggi a Canone Calmierato con un turnover annuo di circa 10 alloggi.

L’Amministrazione Gnassi, dal suo insediamento nel 2011 ad oggi, si è limitata a “tagliare i nastri” per la consegna degli alloggi di Via Toni e Tomba Nuova gli ultimi del programma edilizia residenziale “ 20.000 abitazioni in affitto” deliberato dalla Regione nel lontano 2003.

E nei Bilanci del Comune non si è visto un soldo né un progetto di alloggi pubblici per il presente ed il futuro.

Andrea Polazzi

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