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Stop a camini e stufe inquinanti. Anche Coriano firma ordinanza

AttualitàCoriano

14 ottobre 2018, 12:27

in foto: L'Assessore regionale Paola Gazzolo, il sindaco Domenica Spinelli, il consigliere comunale Gaia Cecilia Codecà, l'assessore Anna Pazzaglia e l'assessore Beatrice Boschetti, durante la visita di questa estate dell'Assessore Gazzolo a Coriano

Il provvedimento, contenuto nel piano per la qualità dell’aria regionale, aveva fatto molto discutere prima che l’attenzione si spostasse sullo stop ai diesel Euro 4. Ma se su quest’ultimo c’è stato il passo indietro della Regione, sul divieto d’uso di stufe e caminetti più inquinanti tutto è stato confermato. Anche il sindaco del comune di Coriano Domenica Spinelli, che aveva atteso chiarimenti in un incontro con l’assessore regionale Gazzolo, ha firmato ieri l’ordinanza. Il Comune di Coriano, posto ad una altezza al di sotto dei 300 m slm e con una popolazione di poco superiore alle 10.500 persone, è soggetto alle limitazioni per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento a biomassa. “La problematica – spiega l’assessore Anna Pazzaglianasce dalla necessità di risanare la qualità dell’aria e in particolare di ridurre le concentrazioni di ossido di azoto e di PM10, inquinanti per i quali ancora si verificano superamenti dei valori limiti nelle zone di pianura del territorio regionale” e “il caminetto aperto è una importante fonte di inquinamento non solo all’esterno ma anche all’interno della abitazione . In Emilia-Romagna oltre il 50% delle emissioni di Pm10 è dovuto al riscaldamento domestico a biomassa (legna o pellets). Le emissioni di un camino aperto tradizionale sono stimate in 2.880 tonnellate di Pm10 all’anno e quelle di una stufa a legna di 1.228, a fronte delle 17 tonnellate all’anno degli impianti a metano (dati 2013 Inventario emissioni di Arpae)”. L’assessore regionale ha preannunciato per il 2019 incentivi per la sostituzione di caldaiette e stufe con apparecchiature maggiormente performanti e che gli incentivi saranno possibili solo per i cittadini residenti nei comuni che hanno emesso l’ordinanza.

Nel dettaglio i contenuti del provvedimento

Nessuna limitazione o divieto d’uso dei caminetti tradizionali, delle stufe o “caldaiette” quando costituiscono il solo impianto di riscaldamento dell’abitazione o dei locali interessati. Quindi, se in casa non ci sono termosifoni o altri tipi di impianti di riscaldamento, i caminetti possono essere accesi e utilizzati.

Allo stesso modo, nessun divieto di accensione e utilizzo, per cucinare cibi o per fini commerciali ( ristoranti , pizzerie, ecc) in tutto il territorio regionale .

Infine, utilizzo libero per gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore (la classe di appartenenza è indicata nella documentazione fornita dal costruttore e consegnata all’acquisto), nei quali rientra la stragrande maggioranza di quelli recenti o di nuova installazione come quelli acquistati con il contributo del Conto termico nazionale, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

Dal 1^ ottobre 2018, e per il periodo autunno-inverno, fino al 31 marzo 2019, si confermano pertanto le restrizioni già in vigore nel 2017 per i camini aperti tradizionali (senza sportello a chiusura della sede di fiamma) e le “caldaiette” con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti e più inquinanti, di classe “1 stella”. Il divieto riguarda però solo le abitazioni dotate di sistemi alternativi di riscaldamento (ad esempio i termosifoni), nelle aree situate sotto i 300 metri di altitudine.

Redazione Newsrimini

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