Punture di Spillo: podio e contropodio, a cura di Nicola Strazzacapa

sudtirol

in foto: Subito dopo il triplice fischio (ElevenSports)

IL PODIO
1) Sul gradino più alto di giornata non può che andarci Leonardo Acori: nelle condizioni più difficili, con soli tre giorni a disposizione, dopo due sconfitte di fila e sei gare senza vittorie, con il reparto offensivo ai minimi termini per squalifiche (Volpe) e acciacchi (Cicarevic, Buonaventura, Bandini in rifinitura e Simoncelli addirittura nel riscaldamento) ha tirato su un punto d’oro contro un avversario molto tosto. Il “solito” pareggio che accompagna i suoi esordi e ne aveva caratterizzato anche i due precedenti debutti in biancorosso. E visto come è andata a finire poi… Potenza dell’innata carica positiva e del carissimo fattore C (vedi il sinistro di De Cenco in Curva Est da sottomisura): “Leo, Leo, Leo, la-la-lalla-lla!!!”

2) Seconda piazza per la fase difensiva. Per la prima volta in campionato la porta di Francesco Scotti è rimasta inviolata. E, pur meritandosi un plauso sia Petti che Ferrani, l’applauso va a tutti i quattordici scesi in campo, capaci appunto in soli tre giorni di ridisegnarsi dal 3-4-1-2 a un ordinato 4-4-2. Applausi alla solidità da frangiflutti di Alimi, al dinamismo di Montanari, all’attenzione di Badjie e Guiebre nel non sguarnire la retroguardia, al sacrificio di Cecconi e Candido, per una volta più impegnato a cercare pressing e intercetti che magie. È uno 0-0 che vale molto più di un punto per tutte queste ragioni e per i risultati degli altri campi, viste anche le condizioni in cui è maturato.

3) Terza piazza per il mattoncino portato alla causa dai tre invitati al “ballo dei debuttanti” dal primo minuto. A Giorgio Viti, che ha onorato l’esordio assoluto fra i professionisti con un primo tempo di grande attenzione e generosità, rimanendo poi a presidiare il fortino quando il serbatoio del carburante raschiava la riserva. A Badjie, che ha saputo di essere fra i titolari praticamente al fischio d’inizio e ha seguito alla lettera le istruzioni per l’uso di Acori costruendo una cerniera più difensiva che offensiva con il sempre diligente Venturini. Infine a Giacomo Cecconi, che si è dedicato più alla caccia del pallone recuperato che a quello da infilare nel sacco, ma ieri era di questo che c’era bisogno come il pane. Era giornata da tutta blu da operai e non da frac, per i ghirigori ci sarà tempo.

IL CONTROPODIO
1) L’altra faccia della medaglia di una porta di Scotti finalmente inviolata è la porta avversaria che è rimasta immacolata. Le attenuanti di giornata non mancano di certo – tutte quelle elencate sopra in fatto di infermeria e giudice sportivo – e sicuramente Acori in settimana si dedicherà a dare un colpo di ramazza alle polveri bagnate e a rispolverare l’argenteria per presentarsi a Gubbio con una fase offensiva da… lupi famelici…

2) La litania è sempre la stessa ma di fronte a 1.859 spettatori (1.261 abbonati e 598 passati per il botteghino) come non ripeterla? Il ritorno sotto quota 2000 sarebbe l’occasione anche per la seconda litania, l’esigenza di un
impianto che invogli a sedersi sugli spalti anche quando come ieri Giove Pluvio ha deciso di scaricare tutta la sua rabbia. Per una volta invece che prendersela con la Rimini modaiola che sceglie il Neri solo quando si viaggia col vento in poppa mettiamola così, il “derby” dei prosceni è andato al Galli e le centinaia di persone mancanti erano impegnate nei preparativi per la storica prima da godersi nei palchetti o in piazza Cavour dopo 75 anni senza teatro. Ma fra 15 giorni, niente bis…

3) Dopo le farse e contro-farse degli ultimi giorni fra Tar, Consiglio di Stato e Lega come non mettere sul contro-podio il “sistema Italia Football Club”? Anche perché, restando in ambito teatrale, la tragicommedia non è affatto finita e, per dirla alla Dante, a inizio novembre sei squadre sono come “color che stan sospesi” in attesa di conoscere il campionato in cui iniziare una vera e propria maratona di partite. Molto meno prosaicamente, un collega commenterebbe con l’efficacissimo “È circo!” marchio di fabbrica: ma qui c’è da piangere invece che da ridere…

Nicola Strazzacapa

Icaro Sport

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