mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: Il campo nomadi di via Islanda (repertorio)
di Maurizio Ceccarini   
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ven 5 ott 2018 16:42 ~ ultimo agg. 21:38
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In merito a quanto emerso in settimana su un’operazione della Polizia di Forlì contro un traffico di accumulatori rubati dai ripetitori della telefonia e poi rivenduti illegalmente, Matteo Drudi, da anni impegnato con gli abitanti del campo di via Islanda a Rimini e conoscitore della loro realtà, spiega che non risulta nessun coinvolgimento del campo con l’inchiesta.

“Nessun abitante del campo di via Islanda appare nell’elenco degli arrestati”, spiega Drudi che contesta anche l’affermazione che una delle aziende fittizie coinvolte nel traffico avesse sede legale nello stesso campo di via Islanda: “Come può un’azienda avere una sede legale in un parcheggio pubblico nel quale non risulta neanche un numero civico?”.

Una considerazione di merito: “gli abitanti di Via Islanda (per i quali il Comune di Rimini sta progettando le cd micro aree) sono tutti Sinti italiani e non nomadi, e sono a Rimini da svariate decine di anni”.

E una riflessione sul rischio delle tensioni che si possono creare: “Nel clima generale che stiamo respirando è sempre più imperante il principio del NOI e LORO che dal punto di vista culturale è un dato di fatto ma dal punto di vista sociale e umano non può esistere”.

“Noi non ci stiamo, non vogliamo contribuire a distruggere la società, anzi è nostro impegno costruire a creare una coscienza di popolo da realizzare insieme. Proprio in questi giorni all’interno delle giornate di Assisi durante le quali si svolgerà anche la marcia della Pace, si discuterà della responsabilità della comunicazione, si discuterà come essere informatori di verità per non lasciare soli gli ultimi”.

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