venerdì 14 dicembre 2018
di Simona Mulazzani   
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dom 7 ott 2018 09:37 ~ ultimo agg. 8 ott 13:28
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Scende a circa 11 mila quintali la produzione di olio d’oliva dell’Emilia Romagna con un calo del 10% rispetto agli oltre 12.400 quintali del 2017. A darne notizia la Coldiretti Emilia Romagna commentando i dati delll’Ismea per l’Italia alla Giornata nazionale dell’extravergine italiano a Roma.

A pesare – spiega Coldiretti regionale – sono stati il gelo invernale di Burian e i venti accompagnati dalla pioggia durante la fioritura che hanno ridimensionato pesantemente i raccolti in tutta Italia, dove la produzione è in calo del 38 per cento. Un andamento che  si riflette sulla produzione a livello mondiale dove si prevede un forte calo dell’8% dei raccolti per una previsione di poco più di 3 miliardi di chili. Ad influire è anche il crollo della produzione anche in Grecia e in Tunisia. In controtendenza la Spagna che si conferma leader mondiale, dove si stimano circa 1,5-1,6 miliardi di chili con un aumento del 23%, oltre la metà della produzione mondiale.

La coltura dell’olivo in Emilia-Romagna ha due dop: Brisighella e Colline di Romagna e si sviluppa su una superficie complessiva ripartita per il 56% in provincia di Rimini, il 30% in provincia di Forlì-Cesena, il 13% in provincia di Ravenna e l’1% in provincia di Bologna. Le aree geografiche di riferimento e più importanti per la coltivazione dell’olivo in Regione sono: le valli dei fiumi Marecchia, Marano e Conca in provincia di Rimini, le valli del Rubicone, del Savio, del Bidente e del Montone in provincia di Forlì-Cesena e le valli del Senio e del Lamone in provincia di Ravenna. Una recente e significativa ricomparsa della coltura dell’olivo si ha anche in provincia di Bologna. Il numero complessivo di piante di olivo presenti in Regione è circa 1.100.000 unità che occupano una superficie approssimativa di circa 5.000 ettari.

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