sabato 23 febbraio 2019
In foto: l'ingresso del Tribunale
di Redazione   
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gio 18 ott 2018 15:00 ~ ultimo agg. 19 ott 13:49
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I sindacalisti della Uil riminese Nicoletta Perno e Vito Nicola Lombardi sono stati assolti oggi con formula piena “perché il fatto non costituisce reato” dall’accusa di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico aggravato. I fatti sotto inchiesta risalgono al periodo 2012-13 quando avrebbero chiesto permessi per attività sindacale assentandosi dal lavoro senza plausibili riscontri. L’esposto era partito dall’Ausl: entrambi sono dipendenti dell’ospedale di Rimini. Il Gip Cantarini aveva però rigettato la richiesta di sospensione dal servizio dall’azienda, che si è costituita anche come parte civile.

In attesa di conoscere le motivazioni del pronunciamento di oggi i due, che sono marito e moglie, e il loro legale incassano con soddisfazione il proscioglimento. L’equivoco, spiega l’avvocato difensore Marco Ferri, nasceva dalla prassi dei permessi in questione: permessi che solitamente che si richiedono per l’orario standard 8-14, che copre l’orario di lavoro, quando poi l’esercizio sindacale, che è libero, viene eseguito anche in orari diversi come diverse possono essere le sedi di riunione. “Se la prassi crea confusione, si può discutere. Ma questo è un altro discorso”, commenta il legale. Una sentenza seguita con attenzione dal mondo sindacale anche fuori dall’ambito di Rimini, proprio per le conseguenze che avrebbe potuto avere come precedente.

Per l’inchiesta erano state utilizzati anche apparecchiature Gps posizionate sull’auto degli indagati. Era stato poi richiesto un supplemento delle indagini dal quale era emerso, raccogliendo testimonianze, che nelle giornate in questione c’erano state effettivamente riunioni sindacali ma in orari diversi da quelli dei permessi richiesti. Con durate a volte spezzate e che, nel complesso, potevano anche superare le ore richieste.

Nel pomeriggio il duro commento, nei confronti dell’azienda e del direttore Tonini che firmò l’esposto, della CST UIL e UILFPL di Rimini: “La UIL non lucra sui permessi sindacali”; “Non avevamo dubbi sulla piena e totale fiducia nella magistratura di Rimini, nella nostra piena estraneità a qualsiasi lesione dal punto di vista giuridico e amministrativo. La cattiveria con la quale è stata perpetrata la denuncia su un fatto che secondo noi si poteva redimere e definire a livello di confronto e di dialogo ha dell’illogico”.  Per concludere: “questa non è solo una nostra vittoria ma di tutto il movimento sindacale”.

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