giovedì 27 giugno 2019
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di Simona Mulazzani   
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lun 15 ott 2018 08:13 ~ ultimo agg. 17:53
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La famiglia di un imprenditore di 66 anni si è rivolta alla Procura di Rimini per fare chiarezza sulla morte di un loro caro. L’uomo, raccontano i quotidiani, il 26 agosto era stato portato dall’ambulanza al Pronto Soccorso di Rimini per un’emicrania fortissima, vomito e convulsioni. Era stato dimesso dopo qualche ora, spiega l’avvocato di famiglia Marco Lunedei, senza che gli fosse stata fatta una Tac. Le condizioni dell’uomo erano tornate a peggiorare dopo qualche giorno, e il primo settembre, dopo aver perso nuovamente conoscenza, era stato riportato in ospedale a Rimini e da li inviato d’urgenza al Bufalini di Cesena. In quel caso la Tac aveva evidenziato un’emorragia cerebrale molto estesa e grave. Il 66enne è morto l’8 settembre. La Procura ha deciso di aprire un’inchiesta per omicidio colposo, il pubblico ministero ha sequestrato la documentazione e disposto l’autopsia.

E il caso è stato oggetto di un’interrogazion in Regione a firma della consigliera riminese Raffaella Sensoli del Movimento 5 stelle.
Secondo la pentastellata “occorre un’attenta indagine interna”da parte dell’Ausl.

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