venerdì 14 dicembre 2018
In foto: repertorio
di Serena Saporito   
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lun 8 ott 2018 17:49 ~ ultimo agg. 9 ott 14:59
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Una riunione lunga e tempestosa. E’ durato molte ore il vertice in Regione Emilia-Romagna tra il governatore Bonaccini e i rappresentanti dei 30 Comuni, tra cui Rimini e Riccione, coinvolti nel blocco dei diesel euro 4, previsto dal piano regionale dell’aria. E i toni sarebbero stati piuttosto tesi, stando alle indiscrezioni trapelate dal colloquio, da cui è uscito un sostanziale dietrofront sul provvedimento di stop alla circolazione degli euro 4.

Ritirato il blocco per i motori diesel euro 4, viene portato da quattro a tre giorni il limite degli sforamenti in seguito ai quali far scattare le misure di blocco del traffico di emergenza (compresi gli euro 4). Saranno inoltre aumentate le domeniche ecologiche.

Previsto anche lo stanziamento di cinque milioni di euro, a partire dal 2019, in forma di incentivi ai privati per cambiare l’auto, oltre all’eco bonus già previsto per i mezzi commerciali, con la richiesta al governo di stanziarne altrettanti per raddoppiare la cifra. “Abbiamo fatto una lunghissima riflessione con i comuni – è il commento del presidente Bonaccini – le misure per il bacino padano che abbiano validità devono essere prese tutte insieme”.

In attesa di un commento da parte dell’amministrazione comunale di Rimini, i primi a commentare gli esiti dell’incontro sono i Cinque Stelle in Regione Silvia Piccinini e Andrea Bertaniche parlano di “pasticcio” e dietrofront da parte di “ambientalisti a giorni alterni”. I Cinque Stelle parlano inoltre di “provvedimenti senza una seria programmazione né tantomeno un’adeguata informazione ai cittadini”, chiedendo che il PAIR torni al più presto in aula visto che il testo deliberato non prevede le deroghe individuate oggi.

E sul tema interviene Confcommercio, che aveva chiesto un incontro urgente al presidente della Regione. “Siamo particolarmente felici che la Regione Emilia Romagna abbia preso in considerazione le nostre osservazioni” commenta il presidente provinciale Gianni Indino.  “Quella presa adesso dagli amministratori è una decisione di buon senso per l’intero sistema produttivo e commerciale dei nostri territori e una semplificazione delle vita dei cittadini. Come del resto accade già in Regioni molto produttive e a noi vicine come Veneto e Lombardia, finalmente potremo utilizzare le auto diesel Euro4 che, come già abbiamo sottolineato, sono dotate di filtri anti-particolato che riducono al minimo le emissioni nocive” conclude Indino.


Le misure che restano in vigore (a cura della Regione Emilia Romagna):

Restano invariate le altre misure per migliorare la qualità dell’aria con il blocco alla circolazione nei Comuni che hanno sottoscritto il Pair 2020 degli autoveicoli veicoli diesel fino all’euro 3, benzina fino all’euro 1 e i ciclomotori pre-euro. I divieti si applicano in via ordinaria dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle 18,30, e nelle domeniche ecologiche e si estendono alle altre domeniche in caso di superamento per più di 4 giorni dei livelli di pm10 nell’aria.
Sono interessate da queste limitazioni 30 città dell’Emilia-Romagna: 19 tra capoluoghi di provincia o comunque aree urbane con oltre 30 mila abitanti – in ordine alfabetico Bologna, Castelfranco Emilia (Mo), Carpi (Mo), Cento (Fe), Cesena, Faenza (Ra), Ferrara, Forlì, Formigine (Mo), Imola (Bo), Lugo (Ra), Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio nell’Emilia, Riccione (Rn), Rimini, Sassuolo (Mo) – e gli 11 centri dell’agglomerato di Bologna.
L’attuazione delle misure del Pair 2020 è affidata all’adozione di apposite ordinanze da parte dei sindaci dei Comuni interessati. Sul sito regionale “Liberiamo l’aria” (www.liberiamolaria.it) saranno tempestivamente pubblicate, comune per comune, tutte le informazioni per i cittadini, con i testi delle ordinanze, i dati in tempo reale, le mappe, le misure emergenziali e le deroghe in vigore. Tra queste ultime, ricordiamo, il via libera alla circolazione per i mezzi alimentati a metano, gpl, elettrici, ibridi e quelli che viaggiano con almeno 3 persone a bordo, se omologati per 4 o più posti, e con almeno 2 persone, se omologati per 2 o 3 posti a sedere (car pooling).
Confermate inoltre le restrizioni già in vigore nel 2017 per i camini più vecchi, e cioè quelli aperti tradizionali (senza sportello a chiusura della sede di fiamma), le stufe o “caldaiette” con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti e più inquinanti, di classe “1 stella”.
Il divieto si applica però solo per l’uso riscaldamento e solo nelle abitazioni dotate di sistemi alternativi per riscaldare gli ambienti, e, nel caso, solo nelle aree situate sotto i 300 metri di altitudine. Sono esclusi i Comuni montani per il loro intero territorio.
Dunque, se in casa non ci sono altri tipi di impianti di riscaldamento i caminetti possono sempre essere accesi e utilizzati. Lo stesso vale per cucinare cibi o per fini commerciali: nessun rischio di spegnimento per pizzerie, ristoranti, barbeque, ecc.
Non sono previsti divieti nemmeno per gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore (la classe di appartenenza è indicata nella documentazione fornita dal costruttore e consegnata all’acquisto), che comprendono la stragrande maggioranza di quelli recenti o di nuova installazione come quelli acquistati con il contributo del Conto termico nazionale, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

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