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Criminalità, Lega all’attacco. Galli: dati allarmanti; Morrone chiede tavolo sicurezza

AttualitàPoliticaProvincia

22 ottobre 2018, 15:38

Non tardano ad arrivare i commenti sulla classifica relativa ai reati denunciati pubblicata dal Sole 24 Ore e che vede la provincia di Rimini al secondo posto in Italia (vedi notizia). Secondo il segretario provinciale della Lega Bruno Galli si tratta di “dati allarmanti che dimostrano l’assoluta inefficacia ed inefficienza delle politiche del Partito Democratico sul fronte sicurezza”.
Galli ripercorre i numeri dell’Osservatorio parlando di “cifre spietate” per la provincia di Rimini. “La ciliegina sulla torta – evidenzia – arriva con i numeri relativi a due tipologie di reati altrettanto gravi e spregevoli. Con una variazione percentuale del +15% rispetto al 2016, la provincia di Rimini svetta per numero di violenze sessuali su scala regionale ed è quinta nella graduatoria nazionale con un incremento addirittura maggiore rispetto a Milano (+ 10%) e un trend di denunce in netto aumento. Non va meglio sul fronte delle rapine; ancora una volta Rimini è sul podio con un preoccupante terzo posto e un + 20% di segnalazioni rispetto al 2016.
Galli si scaglia contro le amministrazioni di centro sinistra: “i dati sulla concentrazione di fatti criminosi segnalati all’autorità giudiziaria nel 2017 dimostrano, se mai ce ne fosse stato bisogno, come il Partito Democratico abbia intenzionalmente voltato le spalle in questi anni all’emergenza sicurezza nei nostri Comuni. E se da un lato è encomiabile l’attività di prevenzione e contrasto agli episodi criminosi condotta sul territorio dalle nostre Forze dell’Ordine, dall’altro è innegabile – e ce lo dicono i numeri – come le Amministrazioni locali di sinistra abbiano soprasseduto sul fenomeno criminale e non siano state in grado di dare una risposta concreta alla richiesta di maggiore sicurezza proveniente dai nostri cittadini”.
Ricordiamoci poi” – conclude il segretario provinciale del Carroccio – “che il report non tiene conto del ‘sommerso’, ovvero di tutte quelle violazioni – piccole o di media entità – che la gente non denuncia e che restano nell’ombra. Ma è anche con questi dati che la politica e le Istituzioni hanno il dovere di confrontarsi e di reagire perché non c’è libertà, senza sicurezza”.

Secondo l’onorevole del Carroccio Jacopo Morrone: “Se Rimini piange Bologna non ride. La classifica dei reati per area provinciale stilata dal Sole 24 ore per il 2017, in pieno regime Pd, pur con leggeri cali percentuali ma solo in alcune voci, non premia le politiche sulla sicurezza delle amministrazioni cattodem dell’Emilia-Romagna, con Rimini che si attesta a un non invidiabile secondo posto e Bologna al terzo. Dati che smentiscono il facile alibi di certi sindaci che parlano di insicurezza solo percepita e non reale e che minimizzano, in questo senso, il ruolo di flussi immigratori incontrollati”. Morrone annuncia anche che a breve chiederà di convocare anche a Rimini, come accaduto a Forlì, un Tavolo sulla Sicurezza.

Andrea Polazzi

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