mercoledì 12 dicembre 2018
di Redazione   
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mer 3 ott 2018 13:34 ~ ultimo agg. 15:01
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Dibattito aperto sulle chiusure dei negozi. La Confcommercio ha portato alla X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo le proposte per la revisione della legge sulle aperture dei negozi. Per il presidente riminese Indino è importante che Sia dato alle Regioni il compito di decidere le specifiche giornate di chiusura previa consultazione con le rappresentanze. Ma la questione degli orari da sola non basta: per il nostro territorio è fondamentale estendere i voucher a tutte le aziende turistiche

Si dovrebbero individuare, nell’ambito delle festività, un numero minimo di giornate di chiusura fissato dalla legge statale, che dovrebbe anche fissare un ragionevole numero di ulteriori chiusure, rimettendo ad ogni Regione il compito di decidere le specifiche giornate (domenicali e/o festive) previa consultazione con le rappresentanze delle imprese e degli altri interlocutori istituzionali. Alle Regioni inoltre, andrebbe rimesso il compito di fissare le deroghe per opportune e accertate esigenze turistiche e territoriali”.

Confcommercio ribadisce la propria contrarietà alla turnazione dei negozi perché si introdurrebbe un obbligo di apertura in date fissate per via amministrativa, che è impossibile da controllare e di difficile gestione. La turnazione sarebbe inoltre difficilmente conciliabile con un sistema che vede due soli settori merceologici (alimentare e non alimentare) e, assai spesso, la compresenza nello stesso esercizio di più merceologie appartenenti a settori differenti.

Inoltre, si è evidenziato come la questione degli orari, pur importante, non sia sufficiente da sola a realizzare le condizione per il mantenimento e il rafforzamento del pluralismo distributivo. 

Riteniamo necessario puntare su misure fiscali, modificando la disciplina del commercio elettronico per garantire parità di regole nel fare impresa come la web tax, progettare una nuova programmazione commerciale che faccia perno sulla rigenerazione urbana, offrire alle imprese strumenti di flessibilità per l’attività lavorativa. Riteniamo dunque fondamentale l’estensione dei voucher a tutte le aziende turistiche, anche con più di 5 dipendenti, rimediando la stortura per cui sono valutate imprese turistiche solo gli alberghi. Un’esigenza questa sentita molto forte in particolare da un territorio a vocazione turistica come il nostro”.

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