sabato 19 gennaio 2019
di Andrea Polazzi   
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dom 14 ott 2018 13:42 ~ ultimo agg. 15 ott 10:39
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Nei primi otto mesi del 2018 gli infortuni sul lavoro denunciati in provincia di Rimini sono stati 3610, 63 in meno dello stesso periodo 2017. Un calo dell’1,9%, superiore a quello medio nazionale (-0.6%) e regionale (-1%). Nella altre provincia romagnole si registra addirittura una crescita. A diffondere i dati è l’Anmil in occasione della 68ª Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Le statistiche evidenziano anche una diminuzione degli incidenti con conseguenze mortali, che passano dai 6 del 2017 ai 3 del 2018, e delle malattie professionali denunciate, che nel riminese scendono da 285 a 257 (-9,8%).

In mattinata, dopo la Messa in suffragio delle Vittime del lavoro nella Chiesa di S. Agostino a Rimini, la sezione riminese dell’Anmil ha organizzato un corteo fino a Piazza Cavour con la deposizione di una corona alla lapide in ricordo dei Caduti sul Lavoro (Porticato Palazzo dell’Arengo) insieme alle autorità locali.

Per questa 68ª Giornata vogliamo rimarcare che la salute e la sicurezza sul lavoro sono una priorità per il futuro del nostro Paese e per le nuove generazioni – spiega Antonia Traficante, Presidente territoriale Anmil Rminiuna riflessione che si impone prepotentemente in un momento storico in cui l’incertezza e la preoccupazione per il futuro sono diventate una costante, dopo anni di crisi che hanno avuto riflessi negativi sia a livello sociale che economico e, di conseguenza, anche sull’andamento del fenomeno infortunistico, a conferma di quanto la precarietà sia strettamente correlata alla numerosità degli incidenti. Approfondendo i Dati INAIL si scopre che a partire dal 2015, con la ripresa dell’occupazione, le denunce di infortunio sono cresciute dalle 637.000 unità circa alle 641.000 del 2017, con un incremento dello 0,6% e, anche per il 2018, sembra profilarsi un andamento infortunistico in linea con questa tendenza. Ma tale crescita appare ancora più rilevante e significativa se guardiamo l’età dei lavoratori da cui emerge che, nello stesso triennio 2015-2017, sotto i 35 anni c’è un incremento di infortuni del 2,2% (da circa 167.000 a 191.000), più che triplo rispetto a quello medio. Così come a livello generale va detto che, per i giovani lavoratori, gli infortuni mortali si mantengono su quote ancora molto elevate: 192 casi nel 2015 ed altrettanti nel 2016, con un calo nel 2017 che potrebbe però risultare solo apparente o quantomeno ridimensionato, trattandosi di un dato ancora provvisorio e non consolidato”. “Sono numeri che ci preoccupano perché fanno riflettere sull’importanza di rivolgere il massimo impegno alla diffusione della cultura della sicurezza e alla formazione professionale” – conclude.

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