martedì 22 gennaio 2019
di Redazione   
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mer 17 ott 2018 16:16
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Come richiesto dai sindaci, impugneremo davanti alla Corte costituzionale la norma del decreto Milleproroghe che ha cancellato le risorse destinate al recupero delle periferie”. A dirlo è il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. “Abbiamo atteso che si arrivasse a un’intesa – prosegue – come più volte promesso dal Governo, ma ad oggi tutti gli impegni sono stati disattesi e non possiamo né vogliamo ignorare la sacrosanta protesta montata dai Comuni e dai sindaci di ogni schieramento politico“. I Comuni però non possono adire direttamente alla Consulta ma possono farlo le Regioni. “E noi lo facciamo – continua Bonaccini -. Perché quasi 120 milioni di investimenti scippati in una notte al territorio regionale sono un oggettivo danno all’Emilia-Romagna, in particolare alla parte più fragile delle nostre città, dove più c’è bisogno di investimenti di riqualificazione, di sicurezza e di servizi”.

In Emilia-Romagna, tra i progetti e i cantieri già previsti con i fondi stanziati per le periferie, ci sono anche i 18 milioni per il lungomare di Rimini Nord. Stesso ammontare anche per Bologna e Ferrara, 17 milioni per Reggio-Emilia e Parma, 12 milioni per Ravenna, 8 milioni per Piacenza e Forlì, 1,8 milioni per Cesena.

Il presidente della Regione solleva anche un problema istituzionale. “E’ necessario – dice – un rapporto di leale e corretta cooperazione tra le istituzioni; un Governo non può fare carta straccia dei provvedimenti adottati e degli impegni assunti. Ancora lunedì ho promosso un accordo tra Stato e Regioni su tutto il comparto extra sanità per la legge di bilancio 2019 e ho agito esattamente con questo spirito di collaborazione: non si può certo rimproverare a me un’ostilità preconcette, visto che 9 volte su 10 ho costruito l’unanimità delle Regioni nelle intese coi governi di prima come con questo. Parlano gli atti e parlano i fatti. Io auspico che questa iniziativa induca il Governo a una correzione, a rispettare gli impegni presi. Se ci sarà saremo i primi a prenderne atto e a ritirare il ricorso. Ma fino a quel momento andremo avanti e non lasceremo soli i sindaci e i Comuni”.

 

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