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West Nile, il punto in Regione: 87 casi di malattia neuro-invasiva, 14 morti

RegioneSanità

11 settembre 2018, 18:31

Il virus West Nile, portato dalla zanzara comune, ha colpito in Regione in particolare nel bacino padano. Nel riminese non si sono registrati finora casi mentre in tutta l’Emilia Romagna sono stati 87 i casi di malattia neuro-invasiva, con 14 decessi (di cui tre a Ravenna e sette a Ferrara), 65 le forme febbrili e 22 i casi di infezione senza sintomi in donatori di sangue. A fare il punto oggi in commissione regionale è stato l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, che ha parlato di una stagione “anomala” non tanto per la quantità di zanzare-vettore (nella media), ma per precocità nella circolazione virale – in anticipo di circa un mese rispetto al passato -, l’elevata intensità della circolazione stessa in zanzare e uccelli e la particolare aggressività del virus.
Motivo per cui la Regione, oltre al Piano di sorveglianza e controllo inviato a giugno a tutti i sindaci e alle AUsl, ad agosto ha attivato una sorveglianza straordinaria chiedendo ai Comuni di aumentare l’attenzione dove era maggiore la presenza di persone più fragili con trattamenti di disinfestazione a cadenza settimanale fino al 30 settembre. Interventi, ha detto l’assessore, che l’anno prossimo saranno intensificati. L’età media dei deceduti è di circa 80 anni (il più giovane ne aveva 69), tutti soggetti già debilitati. In Emilia Romagna si sono verificati oltre la metà dei 148 casi di forma neuroinvasiva registrati in Italia.

La protezione individuale – hadetto l’assessore-, e dunque l’uso di spray repellenti, abiti dai colori chiari, zanzariere, resta fondamentale, soprattutto a partire dagli anziani. Poi, naturalmente, ci sono misure di tipo più generale, che sono in parte dovere dei Comuni, in parte dei cittadini privati. I Comuni stanno facendo ciò che a loro compete. Tra l’altro abbiamo dato indicazione di effettuare, soprattutto nelle province più colpite, gli interventi vicino agli ospedali e ai servizi socio-assistenziali, compresi quelli sugli insetti adulti. I Comuni agiscono nei posti pubblici, mentre i privati lo devono fare per conto loro, con gli interventi peraltro più efficaci, che sono sulle larve. È necessario il senso della comunità, altrimenti non si va da nessuna parte”.

Allarmarsi non serve–  ha sottolineato l’assessore-, stiamo facendo tutto quello che è necessario fare. C’è molto meno virus in circolazione di un mese fa: al momento i pazienti più gravi ancora nelle terapie intensive sono quattro, ma sono stati ricoverati da tempo, tre a metà agosto ed uno da due settimane, indice che l’epidemia sta scemando, ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, anche dei cittadini”.

Una scheda di dettaglio

Densità di infestazione e circolazione del virus nelle zanzare
Si è osservato che in giugno il numero di zanzare catturate dalla rete di trappole apposite era leggermente più alto degli anni precedenti, ma in breve c’è stato un decremento: ora la media segue il trend del passato. Per quanto riguarda la circolazione del virus nelle zanzare catturate e testate, è risultata una percentuale di campioni positivi del 15% (negli anni precedenti si è sempre aggirata attorno al 4-5%), oltre ad un andamento temporale anticipato (la circolazione virale è iniziata a metà giugno invece che a metà luglio). Il fenomeno della circolazione ha interessato maggiormente la parte centrale della pianura regionale e attualmente è in fase decrescente.

La sorveglianza entomologica straordinaria
Osservando una presenza anomala di parecchi casi di malattia neuro-invasiva nei centri urbani dei capoluoghi di provincia, nel mese di agosto si è attivata una sorveglianza entomologica straordinaria (extra piano) per raccogliere e testare le zanzare in aree verdi urbane a Bologna, Ferrara, Ravenna e Modena, soprattutto per verificare l’eventuale “coinvolgimento” della zanzara tigre in questo ciclo di circolazione virale. Tutti i campioni raccolti di zanzara tigre si sono rivelati negativi mentre le Culex, anche in città, hanno mostrato positività. È la prima volta da quando West Nile si è presentata in regione che questo fenomeno viene osservato. Per quanto riguarda gli uccelli, nel 2018 la percentuale di positività di uccelli campionati ha mostrato un aumento a metà giugno, circa
un mese prima del triennio precedente, ma ha poi raggiungo lo stesso picco (a luglio) dell’8%, come nel triennio precedente.

I provvedimenti adottati
Dal 2007 le attività di sorveglianza e controllo delle arbovirosi in Emilia-Romagna sono in capo a un gruppo di lavoro regionale coordinato dal servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica. Come ogni anno, il Piano di sorveglianza e controllo delle arbovirosi, che contiene uno specifico capitolo dedicato al West Nile virus, è stato trasmesso ai Comuni all’inizio della stagione estiva. L’obiettivo principale del Piano, e cioè ridurre il rischio di malattia nell’uomo, viene perseguito attraverso diversi interventi: prevenzione del rischio di trasmissione attraverso donazioni di sangue e di organi e tessuti, lotta larvicida alle zanzare (ai Comuni viene richiesto di procedere alla distribuzione di prodotti larvicidi in caditorie, tombini), lotta adulticida in caso di emergenza sanitaria e attività di
comunicazione rivolte alla popolazione per la protezione individuale e l’adozione di corretti comportamenti per la gestione del verde privato (la campagna regionale www.zanzaratigreonline.com).
Quest’anno, in base al particolare andamento dell’infezione, ad agosto è stata data indicazione ai Comuni delle provincie più colpite di intensificare il numero degli interventi larvicidi, portandoli da cadenza mensile a quindicinale fino al 30 settembre. La prima indicazione è stata quella di fare interventi per manifestazioni che
comportassero il ritrovo di molte persone nelle ore serali in aree verdi all’aperto. Successivamente, si è chiesto ai Comuni di aumentare l’attenzione sui luoghi di concentrazione delle persone più fragili (anziani o persone con patologie gravi), quali ad
esempio strutture socioassistenziali e ospedali; nel caso siano dotate di spazi verdi circostanti fruibili dagli utenti, vanno effettuati trattamenti con prodotti adulticidi con cadenza settimanale fino al 30 settembre.
Gli interventi di disinfestazione sono effettuati dai Comuni con il supporto tecnico dei Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Aziende sanitarie. Come ogni anno, dal 2008, gli interventi di disinfestazione straordinaria richiesti ai Comuni per la circolazione di virus trasmessi dalle zanzare saranno rimborsati interamente dalla Regione a fine stagione. Nel 2018 il finanziamento regionale ammonta a un milione di euro

Redazione Newsrimini

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