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Spari verso Forestali e Guardie impegnati nel Wolf Howling, due denunce

CronacaMontefeltro

14 settembre 2018, 10:16

Spari verso Forestali e Guardie impegnati nel Wolf Howling, due denunce

in foto: la conferenza stampa

Sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria due fratelli residenti nella provincia di Pesaro che nella notte del 18 agosto scorso avevano sparato, in località Serra di Valpiano del Comune di Pennabilli,  nella direzione di una pattuglia di Carabinieri Forestali e Guardie Venatorie. La pattuglia era impegnata nell’attività di monitoraggio del lupo con la tecnica del Wolf Howling: l’emissione di ululati pre-registrati a cui rispondono i lupi presenti in zona. Ed evidentemente i due fratelli erano convinti che fossero dei lupi: hanno detto di avere sparato il colpo perché spaventati. Sequestrati due revolver autorizzati per il solo uso sportivo illecitamente detenuti e individuati abusi edilizi.

L’attività di censimento stata avvenendo alle 22.
Non appena i militari hanno azionato il dispositivo è stato esploso un colpo di arma da fuoco che oltre a rendere inutile e far cessare l’attività di censimento ha destato preoccupazione.
I militari sono però riusciti a risalire al sito, a circa 240 metri di distanza in linea d’aria, da dove erano stati esplosi i colpi. Si trattava, di un’area nei pressi di un incrocio di valico, con una roulotte abusiva, corredata di tettoia, tamponamenti e recinzioni anch’essi abusivi, dove erano accampati
due fratelli residenti in Provincia di Pesaro proprietari del terreno.

Icaro Tv. Sparo verso Forestali e Guardie impegnate nel wolf howling, due denunce


    Dopo aver inizialmente negato di avere esploso il colpo, di fronte alle evidenze investigative, uno dei due uomini ha ammesso di avere sparato con una delle 2 armi ad uso sportivo in loro possesso, una Rivoltella marca Wesson Firearms – modello Palmer USA calibro 44 Magnum con 13 cartucce e una Rivoltella marca Smith & Wesson – modello Revolver calibro 500 con 20 cartucce.
    I militari hanno provveduto all’immediato sequestro delle armi in quanto le stesse non potevano essere detenute nel luogo e soprattutto non potevano in nessun modo essere utilizzate per finalità diverse da quelle sportive visto che i due indagati sono risultati in possesso di Licenza di Porto di Armi ad esclusivo uso sportivo. La loro condotta è risultata estremamente pericolosa e assolutamente vietata. Sono stati al momento contestati ai due uomini diversi reati.
    Porto abusivo di arma comune da sparo e di armi (Artt. 4 e 7 Legge 895/67 e art 699 CP); Getto pericoloso di cose (Art. 674 CP). Il sequestro delle due pistole è già stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.
    Sono in corso accertamenti per valutare eventuali ulteriori responsabilità in merito allo svolgimento dei fatti con riferimento anche ad un analogo episodio avvenuto lo scorso anno con modalità similari. Si stanno inoltre concludendo i rilievi necessari per la contestazione degli i abusi edilizi commessi (roulotte e altre pertinenze connesse).

    Commenta il comandante dei Carabinieri Forestali di Rimini, col. Aldo Terzi: “L’attività di monitoraggio della popolazione di lupo presente in provincia viene svolta dal 2010 dalla Provincia di Rimini sotto il coordinamento della Polizia Provinciale che si avvale di esperti appartenenti alle Guardie Venatorie Volontarie Provinciali coadiuvati dai militari della specialità Forestale dell’Arma che oltre ad assicurare supporto tecnico-scientifico garantiscono che le attività vengano svolte in sicurezza.
    Il riconoscimento della reale entità della presenza del lupo nel territorio provinciale consente di conoscere e monitorare il fenomeno avendo la possibilità di fornire dati utili ed aggiornati alle amministrazioni competenti a vario titolo interessate (Regione Emilia-Romagna, Provincia, Prefettura, Comuni) con la riservatezza necessaria a garantire la protezione degli esemplari di lupo, specie fortemente protetta dalla legislazione nazionale ed europea.
    I dati consentono altresì ai Carabinieri Forestali di valutare, prevenire ed evitare eventuali attività di bracconaggio programmando mirati servizi di vigilanza e prevenzione e altresì di monitorare, in alcune aree di particolare vocazione faunistica, il disturbo arrecato alle popolazioni di lupo presenti dall’attività venatoria con conseguenti rischi di dispersione di esemplari in aree a maggiore presenza antropica”

    Redazione Newsrimini

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