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Attualità Provincia

Servizio Idrico. In provincia tariffe in aumento del 4% anche nel 2018

In foto: (archivio)
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 8 set 2018 11:32 ~ ultimo agg. 9 set 09:00
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Dopo un periodo di crescita costante, dal biennio 2018/2019 dovrebbe arrivare un primo calo delle tariffe del Servizio idrico Integrato. È quanto emerge dai dati elaborati da ATERSIR e approvati dal Consiglio d’ambito. Purtroppo però la provincia di Rimini rappresenta un’eccezione: dopo il +8% del 2016 e del 2017, nell’anno in corso è previsto un nuovo aumento del 4% mentre nel 2019 le tariffe dovrebbero restare stabili. Un dato, spiega Atersir, dettato dagli investimenti infrastrutturali legati in particolare al Piano di Salvaguardia della Balneazione. Rimini è la provincia che negli ultimi tre anni ha visto l’impennata più consistente.

 

Variazione percentuale annua delle tariffe del Servizio Idrico Integrato (rispetto all’anno precedente)

GESTORE

2016

2017

2018

2019

IRETI Piacenza

5,5%

5,5%

3,3%

4,3%

IRETI Parma

5,5%

5,5%

– 3,0%

– 1,4%

IRETI Reggio Emilia

5,0%

-1,6%

– 4,9%

– 1,3%

Hera Modena

4,2%

– 3,7%

– 3,0%

– 0,1%

Hera Bologna

6,0%

6,0%

– 11,6%

0,0

Hera Ferrara

5,5%

3,9%

0,6%

0,0

Hera Ravenna

5,5%

5,5%

2,0%

0,0

Hera Forlì Cesena

5,5%

5,5%

– 2,5%

0,0

Hera Rimini

8,0%

8,0%

4,0%

0,0%

Romagna Acque

5,9%

2,6

– 4,5%

2,6%

La nota stampa Atersir

Un primo calo delle tariffe del Servizio idrico Integrato si prefigura, per il biennio 2018/2019, nel territorio dell’Emilia Romagna, secondo i dati elaborati da ATERSIR e approvati dal Consiglio d’ambito.
L’Agenzia ha infatti presentato, ai Sindaci del Consiglio d’ambito, i moltiplicatori tariffari di ciascun gestore per le due annualità, ovvero un complesso sistema di calcolo che, partendo dal metodo tariffario definito dall’Autorità nazionale ARERA, fissa i costi complessivi del servizio e il piano economico finanziario.
Si configura una tendenziale fase di ribasso delle tariffe che si concretizzerà, per molti utenti, in un calo o in una sostanziale stabilizzazione del costo della propria bolletta.

Dopo un periodo di aumenti, dovuti alla necessaria ripresa degli investimenti per cominciare a riqualificare il settore e tendere ai livelli degli altri paesi europei, e all’introduzione dei metodi tariffari definiti dall’Autorità Nazionale – che hanno riconosciuto ai gestori costi lasciati sospesi nel precedente periodo di incertezza e assenza di norme – si assisterà, in questo biennio, ad un prevalente calo dei costi complessivi del servizio rispetto agli anni precedenti, accompagnato da una stabilizzazione delle tariffe ed in molti casi da una riduzione.

Oggi quindi, dopo anni di aumenti, la dinamica delle tariffe si manterrebbe in linea generale abbastanza stabile, com’è il caso ad esempio di Ferrara e Ravenna; alcuni territori hanno potuto beneficiare di un inizio di ripresa economica e di crescita dell’industria con conseguente aumento dei volumi di acqua fatturati e riduzione – in taluni casi anche sensibile – delle tariffe.
Le principali eccezioni riguardano i gestori che hanno dovuto affrontare maggiori investimenti negli ultimi anni, sia per necessità infrastrutturali (è il caso dell’ambito territoriale di Rimini e delle importanti opere di riqualificazione del sistema di collettamento delle acque) sia per affrontare emergenze esterne quali la crisi idrica o, nel caso dell’ambito territoriale di Piacenza, dove si aggiungono importanti interventi su opere acquedottistiche, legati sia alla crisi idrica dello scorso anno che ad adeguamenti normativi.

La tariffa del servizio idrico è stata calcolata dall’Agenzia sulla base dei criteri deliberati da ARERA per gli aggiornamenti tariffari 2018-2019. I dati, che vengono approvati definitivamente dell’Autorità Nazionale, migliorano significativamente lo scenario regionale a dimostrazione che la semplificazione e razionalizzazione della struttura dei corrispettivi da una parte, e l’importante mole di investimenti e manutenzione del sistema operati sul territorio hanno, in questi anni, garantito la qualità del servizio e consentono, ora, un generale assestamento anche della componente tariffaria che pagano i cittadini.

“Oggi possiamo dire – spiega il Direttore di ATERSIR Vito Belladonna – che dopo gli aumenti degli anni scorsi, aumenti che abbiamo cercato di accompagnare con azioni di tipo “sociale” come il bonus idrico regionale, anche grazie ad un recupero dei volumi di acqua fatturati, i costi medi si mantengono o si riducono in regione, salvo alcune comprensibili eccezioni”.

“La sostanziale stabilità, che finalmente si rispecchierà anche nelle tariffe al cittadino, non esclude, anche per i prossimi anni, l’attento monitoraggio del territorio e degli interventi necessari al mantenimento degli standard qualitativi del servizio – aggiunge il Presidente di ATERSIR Tiziano Tagliani, Sindaco di Ferrara. Particolare attenzione sarà rivolta, anche grazie ai dieci milioni di euro di finanziamenti che arriveranno dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione del Ministero dell’Ambiente, al miglioramento della rete e a interventi di riduzione delle perdite”.

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di Maurizio Ceccarini