12 novembre 2018

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Rincari abbonamenti bus. La protesta di un gruppo di genitori

in foto: repertorio

E’ firmata da 63 genitori riccionesi la lettera di protesta per gli aumenti del costo dell’abbonamento scolastico dei mezzi pubblici. Le novità erano state presentate quest’estate ma molte famiglie si sono trovate a farci i conti quando, nelle settimane scorse, sono andate ad acquistare ex novo o a rinnovare l’abbonamento per i figli. “Quest’anno abbiamo avuto una sorpresa molto amara, che si è aggiunta ad una situazione già  di per sé non rosea. Gli abbonamenti Rimini-Riccione – scrivono i genitori nella lettera – sono aumentati di 50 euro, si arriva a 100 euro per le tratte Rimini-entroterra”. Un costo imputatile, ha spiegato Start, all’estensione della validità da 10 a 12 mesi. “Ma perché – si chiedono i genitori – dobbiamo pagare un abbonamento valido tutto l’anno quando nei mesi estivi i nostri figli non vanno a scuola? Perché dobbiamo pagare a così caro prezzo un servizio che spesso costringe i ragazzi a viaggiare ammassati l’un l’altro?” “L’’acquisto/rinnovo degli abbonamenti – spiegano i genitori – non è segno di una lieta accettazione del servizio, bensì il risultato di un ricatto: o così o niente, visto che non c’è alternativa

Il gruppo di genitori poi sollecita la riflessione su alcuni punti che riguardano anche il sovraffollamento di alcuni mezzi e le multe comminate.

1. Il rincaro inaccettabile dei costi giustificato con un servizio esteso a tutto l’anno,estensione che nessuno ha richiesto, di cui nessuno o quasi usufruisce (perché in estate molte linee vengono soppresse), e che non prevede opzioni di scelta.

2. Il disservizio, consistente in un numero di mezzi di trasporto insufficiente rispetto al numero di fruitori: capita che i nostri ragazzi vedano sfrecciare davanti alla fermata il “proprio” bus, che non si ferma perché già troppo pieno oppure, più frequentemente, che riescano a salire spintonandosi e garantendosi l’arrivo a scuola stipati oltre l’accettabile, certamente non in condizioni di sicurezza. 

3. La multa che i controllori appioppano in caso di mancata esibizione dell’abbonamento perché dimenticato a casa. Visto che i ragazzi sono tutti schedati nel computer dell’azienda, ci sarà pure un modo per verificare che l’abbonamento è stato regolarmente pagato? Perché gravare di una ulteriore spesa le famiglie, che già hanno sostenuto un costo iniziale di 300/380€?”

E concludono: “Risparmiare e non subire aumenti: questo è un nostro diritto, altroché aggiungere due mesi di servizio a scuola chiuse! Veniamo a sapere dalla stampa locale che dalla Regione potrebbe esserci la volontà di aprire un confronto. Adesso? Meglio tardi che mai. Noi, come crediamo tantissimi altri genitori dei comuni della provincia Rimini, ci siamo, aspettiamo e confidiamo in un passo indietro per il bene della nostra economia familiare”.

La polemica era già scoppiata nei giorni scorsi anche in altri comuni e sul merito Start aveva risposto, spiegando che da ente gestore non ha potestà tariffaria: “in merito al tema delle nuove tariffe del trasporto pubblico applicabili agli studenti, con passaggio da 10 a 12 mesi di validità, si precisa che tale modalità è stata introdotta dalla legge regionale 2055 del 2010 che ha definito le tariffe obiettivo valide per tutti i servizi della Regione, nell’ambito del sistema Stimer-Mi Muovo (abbonamenti Under 26)

Start Romagna si è messa a disposizione degli enti competenti (si ricorda che Start in quanto soggetto gestore non ha potestà tariffaria) per facilitare l’introduzione delle nuove tariffe, che in alcuni territori della Romagna sono già applicate da tempo. In particolare le facilitazioni Isee, deliberate da diversi Comuni del riminese a sostegno delle famiglie, sono state applicate direttamente agli sportelli Start, semplificandone la fruizione, inoltre è stata offerta l’opportunità agli studenti abbonati di poter utilizzare tutta la rete romagnola gestita da Start durante i mesi estivi, promuovendo l’uso dei servizi non solo per il percorso acquistato e dunque anche al di fuori del percorso casa-scuola. È inoltre in fase di rinnovo l’accordo con un istituto di credito per la concessione di finanziamenti a basso tasso per le famiglie che devono affrontare le varie spese di avvio anno scolastico. Va infine ricordato che per l’anno 2018 sarà possibile detrarre fiscalmente le spese per abbonamenti al trasporto pubblico fino ad un importo di 250 euro”.

 

Sempre sul tema interviene anche la Uil Rimini che chiede a Start di tornare sui suoi passi e invita “i Comuni interessati dagli aumenti tariffari a richiedere una convocazione urgente con l’assessore alla mobilità regionale, con i vertici di AMR e Start Romagna, per discutere, anche in chiave normativa, della gestione del trasporto pubblico locale e della sua zonizzazione ai fini tariffari“.

Simona Mulazzani

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