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Chiusure domenicali. Vagnini (Confeserc.): bene parlarne ma problemi sono anche altri

EconomiaProvincia

10 settembre 2018, 17:29

in foto: Di Maio e Vagnini

Da una parte ci sono le nuove abitudini, ormai consolidate, di chi è abituato a fare spesa o shopping anche la domenica. Dall’altro l’esigenza dei lavoratori, specie quelli delle piccole attività, di trascorrere più tempo in famiglia. La proposta del ministro Di Maio di porre un freno alle liberalizzazioni e chiudere i negozi (centri commerciali compresi) la domenica sta creando discussioni. Per qualcuno è una battaglia contro i mulini a vento che si tradurrà anche in un impatto negativo sull’occupazione (i vertici Conad e Federdistribuzione parlano di 40mila posti a rischio). Il ministro oggi ha spiegato che non si tratterebbe comunque di una chiusura totale ma ci sarebbe una sorta di turnazione. Il provvedimento potrebbe essere varato entro l’anno. Nel 2012 c’era già stata una campagna di raccolta firme, “liberate la domenica”, portata avanti a livello nazionale dalla Confesercenti. Secondo il presidente provinciale Fabrizio Vagnini è bene che se ne parli anche se Rimini, in quanto area turistica, sarà toccata marginalmente. “Ci fa piacere che si apra un dibattito – spiega ai microfoni di Icaro Tv – perché il commercio viene sempre preso a bastonate. Ma le problematiche vanno oltre l’apertura domenicale. C’è una tassazione che è troppo alta, ci sono gli affitti elevati. Poi bisogna dire che il provvedimento delle chiusure domenicali su un territorio turistico come quello riminese (che già prima delle liberalizzazioni era suddiviso in fascia turistica) avrà un impatto limitato.Tra i nemici del commercio Vagnini mette al primo posto le vendite online, che permettono lo shopping 24 ore su 24 e con enormi vantaggi dal punto di vista della tassazione.

Il presidente di Confesercenti auspica anche interventi per i piccoli centri che stanno vedendo morire il proprio tessuto commerciale. “A Mulazzano (ndr. frazione di Coriano) qualche mese ha chiuso l’ultimo negozio e ora non c’è più niente. A chi decide di aprire in realtà di questo tipo bisognerebbe dare incentivi oltre ad una detassazione.

 

Intanto dal ministro dell’Agricoltura e del Turismo, Gian Marco Centinaio arriva una conferma alle parole di Vagnini: “La proposta che abbiamo è di non bloccare le aperture domenicali nelle città turistiche“.

Andrea Polazzi

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