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Nazionale Politica

Bando periferie. In Commissione respinti gli emendamenti del PD

In foto: l'audizione del 4 settembre in Commissione
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 10 set 2018 22:59 ~ ultimo agg. 11 set 12:00
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Sono stati respinti in Commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera tutti gli emendamenti presentati dal Partito Democratico per ripristinare nel decreto Milleproroghe i finanziamenti previsti dal Bando delle Periferie. Ora la discussione si sposta in aula dove gli emendamenti saranno ripresentati. Respinto anche l’emendamento del parlamentare romagnolo del PD Marco Di Maio che su Facebook commenta:  “Bocciata ogni proposta di modifica, respinti gli emendamenti che miravano a salvaguardare gli oltre 40 milioni di euro destinati alla Romagna tra Forlì, Ravenna, Rimini e Cesena. Faremo valere le nostre ragioni nel dibattito in aula: i patti si rispettano, sopratutto se a firmarli è lo Stato per realizzare opere che interessano tutti i cittadini di ogni colore politico”.

Martedì intanto, sempre per chiedere lo sblocco dei fondi del bando delle periferie, una delegazione di Anci guidata dal Presidente Angelo Decaro incontrerà alle 19.30 il premier Conte. “Quelle risorse, garantite con una cerimonia formale, proprio a Palazzo Chigi – dichiara Decaro – prima ancora che un accordo vincolante tra istituzioni, rappresentano un patto tra lo Stato e i cittadini che ci onoriamo di rappresentare. Assicurare quell’investimento alle comunità significa restituire non solo opere pubbliche ma anche fiducia nelle istituzioni”.

Sulla bocciatura degli emendamenti interviene anche il parlamentare del PD Di Maio, segretario della Commissione Affari costituzionali. Di Maio aveva presentato anche un emendamento specifico per tentare di salvaguardare i finanziamenti per Rimini e le altre città romagnole.

Per i Rimini il blocco dei fondi del bando periferie significa perdere 18 milioni di euro necessari a realizzare il progetto per la riqualificazione urbana e ambientale dell’area di Rimini nord – spiega il deputato romagnolo –, che a parole tutti volevano sostenere ma nei fatti c’è chi ha preferito seguire gli ordini di partito (o di movimento) anzichè le priorità di cittadini, associazioni e imprese. E’ un insieme di interventi presentati dall’Amministrazione comunale, inseriti in una graduatoria di finanziamento nazionale pubblicata in Gazzetta ufficiale, le cui ‘coperture’ sono state certificate dalla Corte dei Conti. A suggellare il tutto, poi, la firma di una convenzione tra il sindaco e la Presidenza del Consiglio. Ora si vuole violare il patto tra la città e lo Stato solo per la furia di cancellare ciò che è stato fatto dal governo e dal parlamento precedenti, in barba all’impatto che ciò avrà sui cittadini e sulle comunità locali“.

Faremo valere le nostre ragioni nel dibattito in aula – assicura il parlamentare -: i patti si rispettano, sopratutto se a firmarli è lo Stato per realizzare opere che interessano tutti i cittadini, di ogni colore politico“.

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