lunedì 17 dicembre 2018
di Redazione   
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lun 6 ago 2018 13:01
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“Dopo un mese esatto dall’avvio, i saldi di fine stagione non riescono a far rialzare la testa al commercio al dettaglio”. A sostenerlo, con dati alla mano, la Confcommercio della provincia di Rimini che ha realizzato un sondaggio tra le attività al dettaglio del territorio.

Nella provincia di Rimini per il 29% degli operatori le vendite in questo primo mese di saldi sono in lieve aumento rispetto allo scorso anno, per il 46% invariate e per il 25% addirittura in diminuzione. L’unico dato leggermente positivo riguarda il valore della spesa media pro-capite, che in questo 2018 dovrebbe arrivare a 80 euro, rispetto ai 70 del 2017. Il 60% degli operatori ha dichiarato che il picco delle vendite si è registrato nel primo weekend. I negozianti riminesi lamentano anche la scarsa capacità di spesa del turista medio, ma comunque una maggiore ricerca di qualità: gli acquisti si sono quindi polarizzati sulla fascia media di prezzo. La stragrande maggioranza (94% ) ha avviato i saldi con la stessa scontistica dell’anno scorso e solo il 4% ha deciso di partire con percentuali di sconto più basse. Per quanto riguarda gli acquisti da parte di stranieri, per il 70% dei negozianti questi mancano all’appello: si registra un calo di acquirenti stranieri sia dei Paesi a noi più prossimi come Germania, Austria e Svizzera, sia russi.

In questo primo mese di saldi, la crescita delle vendite è davvero risicata e molto probabilmente si arriverà alla fine con il solito ‘più zero virgola’ – spiega Giammaria Zanzini, presidente di Federmoda–. Insomma, promozioni e sconti non aiutano il rilancio degli acquisti e neppure quest’anno salveranno la stagione. La Camera di Commercio della Romagna ha reso noto l’aumento di aperture di nuove imprese in tutti i comparti, eccetto che nel commercio al dettaglio dove il dato è come sempre negativo (-1%), così come Istat ha sentenziato su base nazionale, per il secondo trimestre, la tendenza ad un -0,4% del valore delle vendite al dettaglio su piccole superfici (+2,1% la grande distribuzione). Ritornando ai saldi, resi sterili anche da promozioni settimanali continue e senza buon senso, alcuni dei fattori che contribuiscono al perdurare della crisi per i piccoli commercianti del nostro territorio sono il bisogno di rinforzare l’aeroporto per competere con le altre mete turistiche nazionali e internazionali, la poca capacità di spesa della maggior parte dei villeggianti come ha ben sottolineato di recente il presidente provinciale FIPE Gaetano Callà e il poco decoro e sicurezza denunciato a più riprese dal presidente Indino. Quel che è certo è che il comparto del commercio al dettaglio va tutelato e rilanciato prima che si spengano tutte le luci delle vetrine e la città rimanga vuota e al buio”.

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