mercoledì 19 dicembre 2018
di Redazione   
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mer 8 ago 2018 17:45 ~ ultimo agg. 17:47
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Non nuove antenne, ma un passaggio di gestore. L’amministrazione di Riccione stoppa l’intervento del movimento Cinque Stelle, che in Regione ha presentato un’interrogazione alla notizia che nuove antenne di telefonia mobile sarebbero state in arrivo lì. Antenne destinate al gestore di telefonia mobile Iliad, da poco sbarcato in Italia.

La questione riguarda anche Zadina di Cesenatico. “A Zadina all’antenna installata nel 2016 molto vicine di case e attività commerciali se ne starebbe per aggiungerne un’altra, mentre a Riccione è prevista addirittura la comparsa di altre 10 antenne” avevano scritto nell’interrogazione Andrea Bertani e Raffaella Sensoli, chiedendo un costante monitoraggio dei valori rilevati nei dintorni delle nuove antenne.

Ma l’amministrazione di Riccione, in una nota, spiega che “le richieste di installazione di telefonia mobile presentate dal gruppo Iliad, sottoposte a procedimento autorizzativo ordinario, sono tutte frutto di subentro ad impianti rimasti disponibili dopo la cessione, avvenuta a seguito della fusione, di Wind e H3G”. Inoltre, l’amministrazione della Perla Verde spiega che “ogni nuova antenna di telefonia mobile è sottoposta alla valutazione di Arpae fermo restando l’assenza di antenne presso i ‘luoghi sensibili'” e che “l’amministrazione non ha, e non ha intenzione, di dare autorizzazioni ad installare antenne nei ‘luoghi sensibili”. 

Ma anche le stesse procedure di  Arpae venivano chiamate in causa dai Cinque Stelle, per la tesi, sostenuta dall´Agenzia regionale per la prevenzione, l´ambiente e l´energia, per cui le evidenze attuali non provano che l’esposizione a bassi livelli di campi elettromagnetici abbia conseguenze sulla salute. Tesi a cui però i consiglieri contrappongono studi scientifici (in particolare uno studio eseguito dall’Istituto “Ramazzini” di Bologna attraverso il Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni”) sulla necessità di rivedere la classificazione delle radiofrequenze, finora ritenute possibili cancerogeni, per definirle come probabili cancerogeni.

 

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