domenica 16 dicembre 2018
In foto: la Commissione di oggi
di Maurizio Ceccarini   
lettura: 2 minuti
lun 6 ago 2018 19:52 ~ ultimo agg. 7 ago 12:31
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Si è discusso del progetto microaree oggi pomeriggio in Seconda Commissione Consiliare a Rimini. Presenza massiccia dei consiglieri comunali e anche alcuni rappresentanti dei comitati cittadini. Una seduta che doveva chiarire alcuni aspetti tecnici ma dove si è tornato a parlare della natura del contestato progetto.

L’oggetto tecnico della convocazione era quello di chiarire le eventuali conseguenze di contenziosi aperti o istanze di usucapione, in particolare per aree di via Feleto su aree oggetto di richieste di servitù. Al momento i terreni delle microaree sono terreni di proprietà comunale che risultano disponibili, spiegano i tecnici rimandando comunque a maggiori precisazioni dal settore patrimonio. Su via Della Lontra c’era il dubbio sulla vicinanza dell’Ausa ma gli spazi su cui devono sorgere i manufatti sono comunque previsti fuori dai vincoli fluviali.

L’operazione non prevede una trasformazione definitiva in aree residenziali, ha specificato l’Amministrazione, ma una variazione d’uso temporanea per cinque anni. L’opposizione torna a contestare ancora una volta il senso del progetto microaree. Il più acceso è Rufo Spina di Forza Italia: l’Europa non ha mai parlato di microaree, dice, a prevederle è una legge regionale che per il consigliere è discriminatoria perché fatta su base etnica da una parte, e penalizzante nei confronti di chi non può accedere alle condizioni che vengono date alle famiglie sinti coinvolte. Una sua battuta sugli africani fa partire qualche scintilla: una provocazione sull’incrongruità dei ragionamenti dell’Amministrazione secondo lui, una frase razzista secondo la maggioranza.

Marcello cita il caso di famiglie di Orsoleto in difficoltà con l’agenzia nel vendere la casa dopo che la zona è stata inserita nelle microaree, e di una famiglia di Corpolò che prima si è trovata terreni espropriati e frazionati per la nuova bretella, ma non ha fatto ricorsi per senso di responsabilità. E oggi si trova una microarea di fronte.  “Gli amministratori hanno la responsabilità di prendere decisioni che non portano consenso”, ribadisce la Lisi. Ma via Islanda va chiusa, il prima possibile. E le microaree sono la soluzione che per l’Amministrazione nel caso specifico risponde meglio al concetto di abitazione sociale, rispondendo anche a chi come Mauro ribadisce che la soluzione sarebbe l’edilizia residenziale pubblica.

Per quanto riguarda la spesa, confermato l’obiettivo di restare sotto i 500mila euro. Le osservazioni dei cittadini saranno recepite nel limite del possibile, anche se per il progetto microaree ci sono obblighi meno stringenti in termini di risposte istituzionali ai cittadini rispetto ad altre situazioni come ad esempio i piani urabnistici.

 

 

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