domenica 16 dicembre 2018
di Andrea Polazzi   
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ven 24 ago 2018 14:13 ~ ultimo agg. 17:31
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Gli agriturismo sono l’altra faccia del turismo, quello meno di massa (senza alberghi e residence), ma comunque potenzialmente capace di dire la sua e magari spostare un po’ il baricentro di arrivi e presenze dal litorale alle suggestive località dell’entroterra. Il condizionale però è d’obbligo, visto che in provincia (dati elaborati dalla Camera di Commercio) sono appena 63 gli alloggi agrituristici, l’1,6% del totale delle strutture ricettive e pressoché stabili negli ultimi 5 anni (erano 62 nel 2012). Un’incidenza inferiore sia a quella regionale (4,9%) che nazionale (9,2%). Già nella vicina provincia forlivese gli agriturismo sono il doppio (123). Le località che ne ospitano di più nel riminese sono Montescudo-Monte Colombo e Coriano (7), Saludecio (6), Rimini e San Leo (5), Novafeltria e Verucchio (4). I 63 agriturismo dispongono di 705 posti letto, appena lo 0,4% della capacità ricettiva complessiva, con una dimensione media di 11 letti per struttura. Numeri piccoli che ovviamente si ripercuotono anche sull’impatto turistico: negli alloggi agrituristici si concentra solo lo 0,1% degli arrivi e delle presenze totali con una permanenza media di 2,4 giorni, inferiore a quella totale del ricettivo (4,4 giorni). Insomma un ambito ancora molto marginale per l’indotto turistico riminese ma sul quale, forse, si dovrebbe puntare di più per diversificare l’offerta, intercettare nuovi target di ospiti e valorizzare le aree collinari e montane.

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