10 dicembre 2018

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“Firmo quindi sono”: la battaglia di Simone Parma sollecita i passi decisivi

"Firmo quindi sono": la battaglia di Simone Parma sollecita i passi decisivi

in foto: Simone Parma

Cosa manca ancora per rendere operative le indicazioni dell’Agid sulla firma per le persone disabili? In attesa di risposte a livello locale e nazionale, “Firmo quindi sono” continua la battaglia per il diritto alla firma per le persone diversamente abili, in grado di intendere e volere promossa da Simone Parma.
A ripercorrere il cammino della battaglia di Simone è la madre Grazia Zavatta:

Simone era affetto da Distrofia Muscolare di Duchenne (DMD), una malattia progressiva a causa della quale non riusciva più a firmare autonomamente con l’ausilio delle proprie mani.
La DMD è una malattia degenerativa che piano piano porta la persona all’immobilità totale ma non compromette il suo intelletto infatti, Simone era assolutamente in grado di intendere e volere.
Nell’ottobre del 2014 presso l’Anagrafe di Rimini, una discriminazione inerente al rinnovo della sua Carta di Identità lo aveva coinvolto: si ritrovò la dicitura “impossibilitato” per il solo non poter firmare con le mani.
Offeso da questa ingiusta vicenda che lo aveva privato di un suo sacrosanto diritto, Simone promosse una battaglia utile a tanti disabili fisici, presenti e futuri, che nominò:     “Firmo quindi sono”

Mio figlio Simone è scomparso il 4 novembre 2015 all’età di 37 anni. Dopo la sua scomparsa, supportata da due Associazioni UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e Luca Coscioni, attraverso il parlamentare riminese Tiziano Arlotti, “Firmo quindi sono” ha varcato le porte del Parlamento a colloquio con il Sottosegretario di Stato Rughetti e successivamente ha incontrato i funzionari dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgiD) che si sono attivati per riconoscere l’autodeterminazione e il diritto alla firma dei disabili fisici pubblicando in data 07/07/2017 la   Circolare AgID n. 3/2017 “Raccomandazioni e precisazioni sull’accessibilità dei servizi pubblici erogati a sportello dalla Pubblica Amministrazione, in sintonia con i requisiti dei servizi online e dei servizi interni” .
Nell’ottobre 2017, assieme a Ivan Innocenti, ho incontrato alcuni responsabili dell’Amministrazione Comunale: l’Assessore Rossi De Schio e il dirigente e il funzionario di riferimento, Bronzetti e Oliva per verificare la messa in atto della Circolare AgiD che a lor parere, non essendo una legge ma solo raccomandazioni,  non poteva cambiare in alcun modo la dicitura discriminatoria sul documento.
Durante l’incontro avevamo chiesto di ricordare Simone in una occasione pubblica per il suo impegno civile grazie al quale, funzionari e parlamentari  hanno preso in considerazione e rivalutato un diritto negato.
Il 4 dicembre 2017 ho ricontattato AgiD evidenziando il problema sollevato dall’Amministrazione Comunale di Rimini, AgiD mi ha risposto con una lettera del Direttore Generale : “Emanando tale atto, l’Agenzia per l’Italia Digitale, in coerenza con le funzioni che le sono istituzionalmente attribuite, ha ritenuto di rappresentare alle P.A. la necessità di un puntuale rispetto della normativa vigente in materia di accessibilità e digitalizzazione dei flussi documentali delle amministrazioni, accelerando i processi di informatizzazione dei documenti amministrativi e promuovendo la rimozione degli ostacoli tecnici, operativi e di processo che si frappongono alla realizzazione dell’amministrazione digitale e alla piena ed effettiva attuazione del diritto all’uso delle tecnologie ICT. In questo senso, la circolare ha il valore giuridico di un’istruzione operativa, vincolante per la P.A., in cui si esplica il valore giuridico delle norme ivi richiamate, (decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, legge n.4/2004, decreto legislativo 82/2005 e s.m.i., ecc.)”.

Dopo l’appuntamento dell’ottobre 2017, non avendo avuto più notizie, ho contattato telefonicamente l’Amministrazione Comunale e avuto la promessa di un nuovo incontro più allargato ad altri responsabili del settore. Nonostante le e-mail da me inviate successivamente all’Amministrazione di Rimini per avere notizie in merito,  sono ancora in attesa di una risposta.
“Firmo quindi sono” è una battaglia di civiltà, non ha colore politico, tuttavia è attraverso il Parlamento che si approvano le leggi. Spero che anche i nuovi interlocutori si attivino per rimuovere quelle barriere obsolete che richiedono urgenti cambiamenti.
AgiD ha emanato una Circolare Ministeriale (con specifiche raccomandazioni) che ha valore giuridico quindi, tramite i moderni strumenti tecnologici, le Amministrazioni Comunali si devono attrezzare per eliminare ogni ostacolo e discriminazione che ledi la dignità delle persone diversamente abili: i mezzi non mancano. Non è ben chiaro quale sia l’ostacolo che si infrappone tra la Circolare Ministeriale e l’attivazione dei suoi contenuti, dalle ultime notizie emerse, sembra che manchi un passaggio attraverso il Ministero degli Interni.
Di recente “Firmo quindi sono” è approdato sul web con un proprio sito che riporta molti contenuti suddivisi in apposite sezioni: la storia di Simone, il ricordo e il ringraziamento per il suo impegno e il suo coraggio; la campagna Firmo Quindi Sono; la rassegna stampa; la circolare Agid e altri documenti.

“Firmo quindi sono” continuerà a far sentire la sua voce fino a quando verrà riconosciuto il diritto alla firma per le persone diversamente abili in grado di intendere e volere.

Grazia Zavatta, madre di Simone, “Firmo quindi sono”

Redazione

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