giovedì 17 gennaio 2019
In foto: la nave Diciotti
di Redazione   
lettura: 2 minuti
ven 31 ago 2018 14:35 ~ ultimo agg. 3 set 10:06
Print Friendly, PDF & Email
2 min
Print Friendly, PDF & Email

La Chiesa Italiana di fronte alla drammatica situazione dei profughi della nave della Marina Militare “U. Diciotti” e al prolungarsi del braccio di ferro politico, ha dato la sua disponibilità per sbloccare la condizione. Sono stati così accolti 100 migranti.
Si tratta in particolare di 92 uomini e 8 donne, tra cui 4 coppie, tutti eritrei.
La Caritas italiana, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, sta coordinando la prima accoglienza e il trasferimento alle Diocesi dei 100 migranti della Nave Diciotti presi in carico dalla Cei perché, come ha dichiarato il Cardinal Bassetti: “Non potevamo assistere da spettatori a quanto accadeva o limitarci alle parole, agli appelli, ai proclami che lasciano il tempo che trovano”.

Tra la ventina di Diocesi (da nord a sud) che si sono offerte ad accogliere un piccolo numero di migranti, c’è anche la Diocesi di Rimini, che si è resa disponibile con una comunicazione formale alla Cei per l’accoglienza di due profughi della nave Diciotti.

“È un segno semplice, positivo e concreto di comunione da parte della nostra comunità cristiana – ha detto il Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi – una risposta umana e cristiana all’appello di Papa Francesco che, più volte e con passione e tenacia, ha chiesto di «aprire le porte ai nostri fratelli immigrati”.

L’intera operazione sarà coperta integralmente dai fondi 8xMille messi a disposizione dalla Conferenza Episcopale Italiana, e si pone in continuità con un programma consolidato di accoglienza diffusa con cui la Chiesa Italiana, e anche la Diocesi di Rimini, ha accolto negli ultimi tre anni oltre 26mila migranti, spesso in famiglie e parrocchie, con il progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia” e con i corridoi umanitari.

“Le storie che ci stanno raccontando, le sofferenze di queste vite, questi volti, ci interpellano. – commenta il direttore della Caritas Diocesana, Mario GalassoChi di noi non sogna un po’ di sollievo, pace e serenità? Pensiamo a queste persone, a questi 100 migranti eritrei a quanto hanno già troppo sofferto nel deserto, nelle carceri dei paesi di passaggio e, infine, in mare: abbiamo la responsabilità di fornirgli un punto di approdo dove possano ritrovare la speranza di un futuro possibile”.

Adesso è il momento di spegnere i riflettori, abbassare i toni e tornare a dimostrare l’umanità degli italiani e dei riminesi. Per questo la Diocesi di Rimini si è resa disponibile all’accoglienza di due profughi, che potrebbero sbarcare a Rimini già nelle prossime settimane. “Cerchiamo di leggere le migrazioni come «segno dei tempi – prosegue Galasso – consapevoli che dobbiamo cambiare il nostro sguardo con uno più profondo, capace di andare oltre letture superficiali, uno sguardo capace di guardare «più lontano» e cerchi di individuare il perché del fenomeno e i suoi drammatici risvolti sulla vita di tante persone innocenti”.

Altre notizie
Un passatello per la ricerca

Quando il passatello diventa solidale

di Redazione
Notizie correlate
di Redazione
VIDEO
Le proposte di Bimbiarimini

Le proposte di Bimbiarimini

di Redazione
di Redazione
Meteo Rimini
Previsioni Emilia Romagna