lunedì 25 marzo 2019
di Simona Mulazzani   
lettura: 2 minuti
mar 7 ago 2018 13:49
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In famiglia, tra vicini di casa, in coda nel traffico in strada o nei parcheggi sul lungomare. Sono questi i principali luoghi dove si scatenano i peggiori litigi nell’estate riminese, con il grande caldo che innervosisce.

A confermarlo la scienza. All’università di Cardiff, gli esperti hanno provato che la correlazione tra calore e nervosismo c’è. A provarlo le statistiche su episodi violenti, che aumentano notevolmente in estate, specialmente se è più caldo della media. Quando si soffre il caldo si è meno generosi e la disponibilità verso gli altri si riduce di molto. Il 30% delle crisi coniugali e delle cause di separazione aumenta proprio nel periodo estivo. L’umidità stessa, spesso soffocante, alimenta l’agitazione tra i presenti. Ed è proprio per colpa del caldo estivo che si producono nel sangue più catecolamine come dopamina e adrenalina e aumenta il testosterone.  

La conferma, a livello locale, arriva anche  da Mirca Zavatta dal suo osservatorio dell’organismo di mediazione ‘Conciliamoci’ di Rimini, dove arrivano in medi il 15% dei casi in più. “Anche nel nostro territorio  – spiega Zavatta – le liti aumentano in estate, quando la città raddoppia i suoi abitanti (con l’arrivo dei turisti) e il caldo afoso non lascia scampo. Le persone che si rivolgono al nostro studio aumentano del 15% rispetto al restante periodo dell’anno. Tantissime persone si rivolgono a noi mediatori dopo che scattano litigi sia sui luoghi di lavoro che in famiglia”. I casi più frequenti sono proprio in ambito familiare, quando “coppie separate cercano di riscattare i propri diritti di visita per vedere i figli ma nel mezzo ci sono anche i periodi di vacanza. Naturalmente in aumento sono anche le liti condominiali, perché con il caldo si diventa intolleranti proprio a tutto. E aumentano anche i dissidi legati alle divisioni famigliari e successioni ereditarie. Senza parlare poi di quello che avviene sulla strada a causa del traffico nei parcheggi al mare”. 

Il consiglio della dottoressa Zavatta è quello di rivolgersi al mondo della mediazione civile, per la ricerca di un accordo amichevole sui diversi fronti di dissidio.

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