21 August 2018

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Critiche al RUE e al modello turistico. Noi Riccionesi difende le scelte

in foto: Fabrizio Pullè, Noi Riccionesi

Dopo le aspre accuse sulla variante al Rue del comune di Riccione espresse dai gruppi di minoranza e, ieri, dalla segreteria provinciale del PD Interviene il Gruppo Consigliare Noi Riccionesi. A Riccione – afferma – non ci sarà alcuna cementificazione. “Non possiamo che rimanere allibiti, stupefatti ed attoniti rispetto a quando argomentato dal PD provinciale“.

Sul punto, abbiamo sposato con entusiasmo la nuova legge regionale sull’edilizia (voluta dallo stesso PD regionale, a dimostrazione che lavoriamo per il bene della città senza preconcetti o steccati ideologici) che finalmente chiudeva i rubinetti al consumo indiscriminato di suolo, e che ha, per l’appunto, spostato la visione dell’edilizia in una ottica più tesa al recupero ed al miglioramento dell’esistente piuttosto che alla cementificazione di aree dapprima verdi. E chi è che protesta? il PD comunale, contro il PD regionale, ed il PD provinciale contro i tecnici della Provincia (governata PD), che hanno valutato il nostro RUE in maniera più che positiva“.

La nota

Il Dizionario Garzanti della lingua italiana, alla voce “cementificare”, riporta la seguente definizione: “coprire intensivamente un’area di nuovi edifici, a danno degli spazi verdi e dell’integrità del paesaggio”.
Ecco: partendo da questa definizione, essendo stati chiamati in causa, non possiamo che rimanere allibiti, stupefatti ed attoniti rispetto a quando argomentato dal PD provinciale in merito alla presunta “cementificazione” a cui si andrebbe incontro con il nuovo Rue.
Ben comprendiamo che i Signori del PD provinciale, in questa disperata corsa ad apporre qua e là qualche “bandierina rossa” per arginare la frana dei loro consensi da tempo in atto, abbia voglia di giocare con le parole, ma NOI, da questo gioco, ci chiamiamo fuori.
Non è con la sterile polemica politica che si migliorerà una visione di prospettiva della Città di Riccione, ma con un costante, preciso, silenzioso, minuzioso e concreto lavoro di insieme che stiamo mettendo in atto, giorno dopo giorno, da quando i riccionesi ci hanno concesso l’onore di amministrare questa città.
Proprio oggi, il PD riccionese se ne esce affermando che, sul turismo, “l’amministrazione non sa da che parte andare”; sarebbe troppo facile controbattere che gli unici che non hanno saputo che strada intraprendere, negli anni scorsi, sono stati proprio i Piddini.
Noi, la strada da intraprendere, l’abbiamo ben chiara; il disegno della Riccione futura, è già ben disegnato e delineato; le scelte di amministrazione che ogni giorno vengono prese, vanno proprio in quella direzione.
Su questo punto, leggiamo con piacere ciò che accade in altre importanti mete turistiche, come Ibiza o come Gallipoli che, seppur in modo diverso, stanno oggi iniziando ad intraprendere un percorso inverso a quello seguito fino ad ora, dichiarando guerra al turismo degli eccessi, al turismo del “tutto e subito”, ad una visione orientata solo ai numeri delle presenze piuttosto che alla qualità del soggiorno, e virando con decisione verso modelli di gestione turistica più qualitativi che quantitativi, che tendano alla soddisfazione del cliente ed alla qualità del medesimo piuttosto che alla quantità dei presenti.
Questo percorso, il Sindaco Tosi l’ha iniziato già quattro anni fa. Ponendo la parola fine agli “eccessi incontrollati” della zona Marano, invitando gli operatori ad intraprendere una nuova visione, che potesse fondere il divertimento e la qualità eliminando gli eccessi ed i fastidi.
E proprio in quest’ottica di visione generale deve essere visto il nuovo Rue: dare un’opportunità, dare lo stimolo agli imprenditori privati per rinnovare la loro offerta, riqualificare le loro strutture, riposizionarsi verso l’alto e migliorare la propria redditività attraverso un miglioramento della clientela.
Sul punto, abbiamo sposato con entusiasmo la nuova legge regionale sull’edilizia (voluta dallo stesso PD regionale, a dimostrazione che lavoriamo per il bene della città senza preconcetti o steccati ideologici) che finalmente chiudeva i rubinetti al consumo indiscriminato di suolo, e che ha, per l’appunto, spostato la visione dell’edilizia in una ottica più tesa al recupero ed al miglioramento dell’esistente piuttosto che alla cementificazione di aree dapprima verdi. E chi è che protesta? il PD comunale, contro il PD regionale, ed il PD provinciale contro i tecnici della Provincia (governata PD), che hanno valutato il nostro RUE in maniera più che positiva. Basta questo a comprendere il corto circuito della galassia piddina…
Vedete: i Piddini continuano a piangere di presunte “cementificazioni”, ma non hanno il coraggio di dirvi che quella che loro chiamano “cementificazione”, e’ in realtà una “rigenerazione” del tessuto urbano, è una “densificazione” del già costruito ed un nuovo metodo di “razionalizzazione” dell’edilizia, che migliori la qualità di ciò che già esiste. Oggi il Turista è divenuto più esigente, chiede strutture rinnovate, hotel all’altezza dei nuovi standard, al passo con le aspettative che sono inevitabilmente cambiate.
E NOI saremo sempre a fianco di questa imprenditoria positiva e attenta, che vuole investire, migliorare, rinnovare. I privati, grazie alle nuove norme, hanno proposto all’amministrazione 20 importantissimi progetti di riqualificazione, che andremo prossimamente a vagliare con attenzione, a soppesare, ad integrare, per dare alla Riccione di domani un volto nuovo, più consono e riqualificato.
Ci immaginiamo una Riccione che divenga leader di un nuovo modello di Turismo, più sano, più green, più sostenibile, che riesca ad intercettare turisti con maggiore capacità di spesa.
Qualità più che quantità. Questo è quello che andremo a fare. Questa è la nostra visione di città.
Ma permetteteci un’ultima nota: da tutti siamo disposti ad accettare critiche, sulla “cementificazione”, eccetto che dal PD. Loro, su questo argomento, non dovrebbero proprio avere titolo per parlare. Abbiamo combattuto per anni i loro disastri edilizi, abbiamo lottato per anni contro i loro mostri di cemento, contro i loro POC, contro l’abbattimento del verde, il consumo dei parchi e la sparizione del suolo libero. Il muro di cemento del TRC, che ha deturpato e sventrato la nostra città, con l’abbattimento di più di 200 alberi; i Giardini dell’Alba: laddove c’era un parco, oggi ci ritroviamo un blocco di cemento con un buco dentro; il Playhall: sacrificare una parte di parco pubblico per costruire un cubo di cemento; il Palas, un altro cubo di cemento e vetro incastrato in mezzo alla città. E potremmo andare avanti all’infinito.
Davvero questi signori pensano di poter criticare e tacciare NOI di “cementificatori”?
Abbiamo fatto una promessa ai riccionesi: lasciare una città migliore rispetto a quella che avevamo trovato. Questo è il nostro impegno, quotidiano e costante.
Perché la Riccione di domani si costruisce con le scelte di oggi.
Noi Riccionesi.

Simona Mulazzani

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