lunedì 17 dicembre 2018
di Redazione   
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ven 3 ago 2018 19:29
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Giovedì sera, durante la seduta del Consiglio Comunale, tra le interrogazioni presentate una incentrata sul cimitero di San Lorenzo in Correggiano da parte del consigliere del PD Matteo Petrucci. Un camposanto non più in grado di tumulare salme, data l’assenza di loculi disponibili, che da anni attende un ampliamento massiccio. Si prevede la realizzazione di manufatti in due stralci funzionali: nel primo stralcio 128 loculi, 240 ossari e 2 tombe di famiglia; nel secondo 128 loculi e 2 tombe di famiglia. Ma Petrucci – che ha precisato di essere alla quarta interrogazione sul tema negli ultimi diciotto mesi – ha manifestato preoccupazione proprio riguardo ai tempi di intervento.

“Tutto risulta fermo perché si è optato per non procedere direttamente all’acquisizione della particella situata a valle del cimitero e di proprietà dell’Istituto per il Sostentamento del Clero, sulla quale avverrebbe l’effettiva estensione strutturale del cimitero, nel tentativo di ricavare dei denari utili a tale scopo attraverso la vendita di un altro terreno. Si tratta – ha ricordato – dell’appezzamento caratterizzato dalla presenza di una vigna che si trova lato mare, ed il Comune ne è entrato in possesso in seguito all’Accordo per l’Elettrodotto. Questa particella però ancora non è stata messa all’asta e quindi non sono stati effettuati passi in avanti per una celere realizzazione del progetto”.

Petrucci è entrato nel dettaglio delle problematiche. “In linea generale questa impasse è grave e preoccupante, data la critica situazione nella quale versa il cimitero da ormai troppo tempo, principalmente sotto tre aspetti. In primis l’assenza totale di loculi per ospitare le salme. Non è tollerabile perché lede la dignità di persone che, pensando al termine del proprio ciclo vitale, iniziano ad essere agitate: non è né possibile né accettabile caricare anche di queste preoccupazioni gli anziani e le persone che stanno male. Poi la cappellina, che per metà è inagibile, e segnata profondamente da crepe che non creano un ambiente accogliente per dedicare tempo al culto. Si tratta a tutti gli effetti di un moscaio che suscita anche una certa ripugnanza. Infine un macro tema drammatico per le conseguenze che genera: l’ingresso del cimitero. Chi percorre Via San Lorenzo in Correggiano, in direzione Gaiofana, molto spesso non rispetta i limiti di velocità stimolato negativamente ad accelerare data la strada dritta ed in discesa. Ma l’ingresso del cimitero, situato in una leggera curva, è anche oscurato dalla presenza di terra, i cosiddetti “greppi”, e di vegetazione. L’ingresso quindi è totalmente invisibile. E le conseguenze sono gravi, come dimostrano recenti fatti di cronaca. Chi percorre velocemente Via San Lorenzo in Correggiano difficilmente riuscirà ad evitare l’impatto con una vettura che, proveniente dal cimitero, si appresta ad immettersi nella stessa carreggiata. Ho cercato risposte per tamponare almeno parzialmente questa emorragia, svincolando la messa in sicurezza dell’ingresso del cimitero dal più corposo contesto dell’ampliamento, ma non ne ho mai ricevute”.

“La situazione negativa e critica di questo camposanto emerge anche per contrasto rispetto alle più che positive opere, alcune in corso altre già realizzate, portate a termine sulle strutture di altri cimiteri cittadini – ha proseguito il Consigliere di maggioranza – Quello che più sconcerta di questa situazione era la sua prevedibilità. Quello di San Lorenzo in Correggiano non rappresenta un semplice cimitero di campagna in quanto non accoglie solo le salme degli abitanti di San Lorenzo in Correggiano, ma anche di San Salvatore e di un numero significativo di persone provenienti da Gaiofana e Miramare. Senza contare le persone che nate a San Lorenzo, e vissute per la maggior parte della vita altrove, scelgono poi di essere accolte nella propria zona natia. Il tema è davvero sentito all’interno di tutta la popolazione del forese, persone che già in due occasioni hanno organizzato un’apposita raccolta di firme per richiedere l’ampliamento del camposanto. Da qualche settimana ne hanno avviata una terza, che verrà depositata in autunno presso l’Ufficio Protocollo del Comune di Rimini”.

Nella sua risposta l’Assessore ai Lavori Pubblici Jamil Sadegholvaad ha evidenziato che la permuta tra i due terreni coinvolti non è possibile, in quanto la particella di proprietà comunale ha un valore superiore essendo più grande del triplo: 3900 mentri quello della Curia, 10.260 quello del Comune, e si sta attendendo il parere di congruità dell’Agenzia dell’Entrate-Territorio sul valore del terreno stesso per procedere alla sua vendita. “La permuta non è andatata a termine per il differente valore delle aree. – ha spegato l’Assessore – Si è optato per procedere, da un alto, alla vendita delle aree non più da utlizzare; dall’altro ad intraprendere la procedura espropriativa delle aree ora necessarie, avviabile dopo l’apposizione del relativo vincolo. Il vincolo per l’esproprio verrà effettuato a seguito dell’approvazione degli esiti della Conferenza dei Servizi, che si è conclusa lo scorso 18 luglio. L’asta pubblica per la messa in vendita del terreno di proprietà comunale verrà indetta nel mese di novembre. Nei prossimi mesi, con la conclusione del Procedimento Unico e l’auspicata vendita dell’area, dovrebbero concretizzarsi le condizioni per procedere all’approvazione del progetto e all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, e a recuperare almeno in parte le risorse necessarie per l’acquisizione del terreno e per la realizzazione dei lavori relativi al suo consolidamento e alla costruzione del parcheggio: opere che non possonoe essere finanziate attraverso la cessione dei manufatti cimiteriali. L’Amministrazione farà ogni sforzo per mettere a disposizione le somme che servono. Ancorché si intenda già nell’autuno 2018 trovare le risorse necessarie per dare attuazione all’intervento, lo stesso è stato inserito anche nel Programma triennale dei lavori pubblici 2019-2021 per testimoniare che l’Amministrazione non dimentica l’opera ed è assolutamente intenzionata a realizzarla”.

Petrucci, in conclusione, ha evidenziato come “le perplessità maggiori sorgono proprio sulla scelta di voler vendere obbligatoriamente l’appezzamento di proprietà comunale, procedura che rallenta l’intero iter. Sicuramente in città le priorità sono tante. Però Rimini si colloca tra le trenta città più popolose d’Italia, quindi è certamente importante nel panorama nazionale, e se l’ampliamento di un cimitero che non ha loculi disponibili non rappresenta un’emergenza, allora invito a rivedere i parametri per definire quali situazioni siano o meno una priorità. Anche perché una degna tumulazione rientra nei servizi civici fondamentali da garantire in ogni zona del territorio”.

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