lunedì 17 dicembre 2018
di Maurizio Ceccarini   
lettura: 3 minuti
gio 9 ago 2018 11:13 ~ ultimo agg. 14:17
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Sollecitata dal dibattito degli ultimi giorni, AiRiminum interviene con una nota dove si fa il punto della situazione sul ruolo attuale dello scalo riminese. Un unicum, si sottolinea, perché l’unico interamente privato della sua fascia. Prendendo atto del riconoscimento della centralità dell’aeroporto per incrementare l’appeal della costa, la società ricorda anche quelli che sono i compiti del territorio per poter essere in condizione di sfruttare al meglio le potenzialità del Fellini: valorizzarlo a livello strategico e dedicargli importanti budget. Per il masterplan è in corso la fase di approvazione.


L’intervento di AiRiminum:

In relazione al dibattito di questi giorni sui dati del turismo romagnolo, si registra come tutti gli interventi, pur confrontandosi sui vari assunti di partenza o risultanze, concordino su un preciso punto: la centralità dell’aeroporto Fellini per incrementare l’appeal internazionale della costa e la necessità imprescindibile di un suo rafforzamento per raggiungere obiettivi ambiziosi.

 Senza entrare nel merito di aspetti che non competono ad Airiminum, è evidente che il tempo speso per raggiungere una destinazione turistica è diventato un fattore cruciale, soprattutto con vacanze sempre più brevi.

E’ importante in primo luogo soffermarsi su un aspetto che non può essere trascurato quando si procede a un’analisi sulla realtà turistica emiliano-romagnola e sui suoi aeroporti: l’aeroporto di Rimini, oggi, rappresenta un unicum nel panorama aeroportuale italiano.

  • Nel 2017, i 41 aeroporti italiani attivi hanno registrato circa 175 milioni di passeggeri: i primi 20 hanno coperto circa il 96% del traffico totale e i restanti 21 solo il 4%. Bologna a maggioranza pubblica fa parte del primo gruppo e Rimini del secondo: è chiaro come i due aeroporti dispongano di risorse e strumenti diversi e debbano rispondere a modelli gestionali differenziati.
  • Dei 21 aeroporti della seconda fascia, inoltre, Rimini è l’unico che ha una proprietà totalmente privata che si sostiene esclusivamente tramite risorse generate dalla gestione o apportate dai soci pur chiudendo stabilmente in utile e con debiti pari a zero. Gli altri sono di proprietà pubblica e – pur presentando nella maggioranza dei casi situazioni patrimoniali, economiche e finanziarie problematiche – beneficiano di importanti risorse pubbliche sia per la gestione che per lo sviluppo dei voli.

Ad oggi, il Fellini è ora pronto ad assumere il ruolo di “strumento” volto a migliorare il livello di accessibilità alla Romagna. Pronto a mettere a disposizione del territorio, degli enti locali dedicati al turismo e dei vari operatori privati uno strumento efficiente e snello, che in questo breve lasso di tempo ha saputo anche conquistarsi una certa credibilità nel settore aeroportuale attirando compagnie europee leader e altre sono pronte ad arrivare già dal 2019.

Per adempiere pienamente al ruolo di strumento principe per l’internazionalizzazione e diventare l’aeroporto della Costa Romagnola esprimendo appieno le sue potenzialità, come auspicato dall’Assessore al Turismo Regionale Andrea Corsini, vanno ancora compiuti una serie di passi:

  • il Fellini va valorizzato a livello strategico attraverso un coinvolgimento diretto e stabile nei vari organismi regionali e dei vari enti locali dedicati al turismo. Si è iniziato a cooperare con l’Assessore Regionale al Turismo Andrea Corsini come pure con il Presidente di Destinazione Romagna e Sindaco di Rimini Andrea Gnassi attraverso una serie di azioni volte a concentrare i reciproci sforzi su alcuni mercati strategici, in particolare la Germania. E’ auspicabile che si possa arrivare a un meccanismo più sistematico che rafforzerebbe le sinergie e i risultati perseguibili;
  • vanno dedicati importanti budget per l’acquisto della commodity “turista” a favore di compagnie aeree e tour operator (provider) come avviene in altre destinazioni leader a livello internazionale, che investono milioni di euro nell’acquisto di voli.

Questo è un compito del territorio (pubblico e privato) e non dello strumento.

Con l’operazione Ryanair è stato dato un forte segnale in questa direzione, ma rimarrà tale senza un concreto supporto delle altre energie del territorio.

  • il Fellini va migliorato e adeguato con investimenti infrastrutturali (area volo, terminal e macchinari) per supportare la crescita dei volumi e lo standard dei servizi erogati.

Dopo il decreto interministeriale ottenuto quest’anno e dopo un’approfondita istruttoria da parte degli organi competenti, si è aperta la fase di approvazione del Master Plan redatto insieme a Fraport che descrive il piano di crescita e i relativi investimenti già individuati per i prossimi 30 anni. Questo è il documento su cui si basa l’accordo di programma tra Enac e il gestore per il periodo 2020-2023. Su questo tema, lo scorso maggio si è fatta in Regione, con Enac, una prima riunione. Va riconosciuto che l’assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini si è più volte dichiarato, anche pubblicamente, pronto a sostenere il progetto di Rimini, come già avvenuto per l’aeroporto di Parma.

AIRiminum – concessionario pubblico e gestore di un’infrastruttura del Governo Italiano – è consapevole di dover fare la sua parte insieme agli altri attori del territorio (governo locale e operatori economici), ed è pronta a farlo, per migliorare il livello di mobilità e accessibilità della Romagna, che è il vero problema su cui si deve agire per incrementare lo sviluppo e offrire ai residenti lo stesso diritto di mobilità garantito a quelli di altre aree sviluppate.

Quello che deve motivare tutti, è che il successo di tale sforzo congiunto, incrementerà la competitività economica non solo del turismo (in entrata e in uscita) ma in generale di tutte le attività produttive, generando quindi nuovo valore e posti di lavoro per i giovani di questo territorio.

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