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Si è spento a 95 anni don Mario Molari

RiminiSaludecioVita della Chiesa

11 giugno 2018, 16:02

Si è spento a 95 anni don Mario Molari

in foto: don Molari

E’ tornato alla Casa del Padre don Mario Molari, all’età di 95 anni. Ne dà notizia la Diocesi di Rimini.
Nato a Sant’Ansovino di Saludecio il 21 febbraio 1923, orfano di madre a 3 anni, entrato in seminario giovanissimo nel 1933, venne ordinato sacerdote nel dicembre 1945. Nella Diocesi di Rimini ha prestato servizio pastorale in diverse parrocchie: a San Pietro e presso il Santuario Trebbio di Montegridolfo, poi a Spadarolo (in Valmarecchia), a Mater Admirabilis di Riccione, infine a Trarivi, Valliano e Vallecchio. Qui ha dato una spinta decisiva alla Chiesa della Pace, alla quale ha pure dedicato un prezioso, suggestivo volume dal titolo La guerra mai più. Dal 1995 era ospite della casa del Clero, a Rimini.

Don Mario è morto domenica 10 giugno alle ore 22.30. La veglia funebre è prevista martedì 12 giugno alle 20. 30 presso la chiesa di Sant’Ansovino. Il funerale sarà celebrato mercoledì 13 giugno alle 16.30 presso la chiesa di Saludecio.

Don Mario Molari era sacerdote notissimo in tutta la Diocesi. Ha sempre destinato i suoi beni alle parrocchie dove ha prestato servizio e alle realtà diocesane più bisognose.
è stato l’anima e il promotore della causa di santificazione di Sant’Amato Ronconi, al quale era devotissimo e alla cui figura ha dedicato diversi studi (alcuni dei quali pubblicati in volume) e la prima edizione della Positio inviata alla Congregazione per le Cause dei Santi.
Intellettualmente vivace e dotato di una penna felice, don Mario ha scritto numerosi volumi e si è anche dedicato ai rapporti tra scienza e fede, analizzati anche nel libro omonimo Scienza e Fede (Pazzini editore, Verucchio 2003) del quale stava elaborando un secondo volume.

Aveva partecipato alla realizzazione del volume collettivo Questa è la mia gente. Cristiani sulla Linea Gotica, edito da ilPonte, raccontando in un “Diario di Guerra” la sua drammatica vicenda di seminarista teologo a Montefiore e durante lo sfollamento a Vecciano, Gemmano etc

Sacerdote molto buono e amato dalla gente, don Mario è stato accogliente e solerte nella sua lunga attività pastorale. Ed è stato tra i primi sacerdoti a celebrare la Messa nelle diverse lingue (inglese, tedesco e francese) durante il suo ministero a Riccione.

“Mentre ringraziamo il Signore per il ministero sacerdotale di don Mario, lo accompagniamo all’incontro del Padre con la nostra preghiera” è il ricordo del Vicario Generale della Diocesi di Rimini, don Maurizio Fabbri.

Così lo ricorda don Roberto Battaglia: “Di don Mario ricordo ancora alcune cose ascoltate nel Catechismo e nella Santa Messa, quando mi preparavo alla Prima Comunione. Questo già dice molto sulla sua incidenza pastorale… sono passati ormai 44 anni!
Racconto solo un episodio del 1974. Eravamo nel cortile delle Maestre Pie a Riccione (Marina centro) e don Mario parlava a tutti i bambini che si preparavano alla Prima Comunione. A un certo punto, col suo tipico intercalare e gesticolare, mentre batteva il piede destro a terra, come quando faceva affermazioni che lo coinvolgevano emotivamente, disse: “In un certo senso Gesù è più del Padre – bambini ma cosa dice don Mario oggi? – sì perché Gesù è Dio, ma è anche uomo!”.
Non voleva certamente sovvertire le relazioni della comunione trinitaria, ma sottolineare la realtà dell’incarnazione.
Non ho più dimenticato quelle parole, che in me suscitarono la prima intuizione dell’inaudito Mistero dell’incarnazione, che fu decisiva per il percorso spirituale degli anni successivi.
. Sono stato lieto di averlo invitato nel 2015 a festeggiare a Valliano e Trarivi il suo 70esimo anniversario di ordinazione sacerdotale. Lui fa parroco di queste frazioni di Montescudo dal 1984 al 1999 ed ho potuto constatare quanto sia stata efficace la sua incidenza nei rapporti personali e nella vita delle di queste piccole comunità, non solo per la meritevole opera di restauro delle chiese (soprattutto quella compiuta a Valliano, di grande rilievo per il valore storico ed artistico dell’edificio e degli affreschi) e per la realizzazione del Museo legato alla Chiesa della Pace, ma per la profondità dell’esperienza che ha comunicato nel suo ministero, dando inizio, tra l’altro, al Circolo parrocchiale ANSPI”.

Redazione Newsrimini

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