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Schiuma bianca sulla battigia in zona Marano. Arpae e assessore tranquillizzano

AmbienteRiccione

19 giugno 2018, 09:59

in foto: la schiuma in zona Marano questa mattina attorno alle 7 (newsrimini)

Schiuma bianca sulla battigia in zona Marano a Riccione

    Una schiuma bianca e soffice è apparsa sulla battigia di Riccione in zona Marano. Di colore bianco l’estesa massa ha invaso un lungo tratto di litorale, alcune centinaia di metri di spiaggia e di mare. La schiuma è apparsa questa mattina, all’alba, destando non poca preoccupazione negli operatori balneari e nei bagnanti che passeggiavano e facevano il bagno in quell’area. Il fenomeno era più consistente nelle vicinanze della foce del Marano, ma era ancora presente, pur in modo più moderato, nell’area al confine con Rimini.

    Alla vista ha la stessa consistenza e lo stesso colore della schiuma provocata da un detersivo e da un sapone. Da parte dei bagnini immediata la richiesta di verifica sull’origine del fenomeno. Attorno alle 7,30 un mezzo di Hera si trovava in zona, forse per fare verifiche e rilievi. Nell’area è anche presente un persistente e cattivo odore, ma non è dato sapere se i due fenomeni siano legati. Una spiegazione arriva da Arpae che negli ultimi giorni è stata sollecitata sul fenomeno, presente in diverse parti del litorale romagnolo: sono microalghe innocue, una sorta di tensioattivi naturali, destinati a sciogliersi in acqua.

    E’un un fenomeno naturale – conferma l’assessore all’ambiente Lea Ermetidall’effetto solo visivo i cui effetti nelle acque marine tendono a scomparire in maniera progressiva a distanza di pochi giorni. Non appena sono arrivate le prime segnalazioni, ho attivato gli uffici di settore per avere da Arpae tutte le delucidazioni necessarie che hanno confermato lo stato di salute del nostro mare. Vorrei evidenziare che gli esiti degli ultimi rilevamenti effettuati fino al 16 giugno scorso hanno dato valori sotto il livello di misura, definendo eccezionale, la qualità delle nostre acque. Il mare è pulito e sicuro per la balneazione. Non intendiamo abbassare la guardia in ogni aspetto che riguarda la sicurezza dei nostri bagnanti, il nostro tratto di costa è continuamente monitorato attraverso un impegno costante con tutti gli enti preposti.

    In una nota, firmata  da Carla Rita Ferrari datata 18 giugno si spiega l’insorgere di fenomeni simili sui litorali nord est della penisola: “A seguito di consistenti precipitazioni che da maggio stanno interessando il nord-est della penisola, le portate dei fiumi mostrano significativi incrementi, con aumento di apporti in mare di sali di azoto e fosforo (nutrienti). Questi elementi innescano fioriture algali (fenomeni eutrofici), sia microalgali (non visibili a occhio nudo, ma solo al microscopio) che alterano la colorazione delle acque e riducono la trasparenza, sia di macroalghe. La fioritura di macroalghe e conseguente accumulo interessa particolarmente i primi metri della fascia di balneazione e la zona interna alle barriere frangiflutti e a ridosso di moli e porti. Le macroalghe verdi sono del tutto innocue e appartengono alla famiglia delle Ulvacee, che stagionalmente fanno la loro comparsa. Queste macroalghe restano fissate al substrato solo nei primi stadi di sviluppo, in seguito si staccano e tendono ad essere trasportate dalle correnti e dal moto ondoso, accumulandosi nei pressi dei porti e sulle spiagge. I fenomeni eutrofici sostenuti da microalghe stanno interessando l’intera costa emiliano-romagnola dalla battigia fino al confine delle acque territoriali, con concentrazioni elevate soprattutto nella parte settentrionale dell’area, direttamente investita dagli apporti del bacino padano, a seguito delle intense precipitazioni che hanno interessato tutta la pianura padana“.

    “Dette “schiume” in mare sono spesso dovute alla sostanza organica particellata presente nell´acqua di mare (generata dall’intenso fenomeno eutrofico) che viene trasformata “montata” in schiume per azione del moto ondoso e del vento. Questa “trasformazione” si realizza più frequentemente in prossimità di substrati duri (nel nostro caso scogliere frangiflutto, pennelli portuali, massi di protezione) ed in maniera più evidente dopo mareggiate. Le schiume così formate persistono anche per giorni ed è possibile avvistarle “spiaggiate” anche in giornate di calma piatta. Il loro destino è comunque quello di smontarsi e quindi sciogliersi nuovamente in acqua. In pratica sono tensioattivi di origine naturale”.

    Redazione Newsrimini

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