16 novembre 2018

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Governo Conte. Palmizio (FI): ministri politici impreparati; Bonaccini: regione senza ministri

NazionalePolitica

1 giugno 2018, 10:34

in foto: il nuovo esecutivo schierato

Ad 87 giorni dal voto del 4 marzo si ricompone la crisi più lunga nella storia della Repubblica. Dopo una settimana di dichiarazioni, distinguo, scambi d’accuse, ipotesi di impeachment, tentativi di governi tecnici, giovedì sera è arrivato il via libera al Governo M5S-Lega col professor Giuseppe Conte come premier. Il giuramento alle 16. Poi nei prossimi giorni si passerà a raccogliere la fiducia in Parlamento. Un’empasse che si è sbloccata col passaggio del professor Paolo Savona dal Tesoro agli Affari Europei. Buona la reazione dei mercati con lo spread in discesa e piazza Affari in ripresa. Ai cronisti che in mattinata gli hanno chiesto se il governo nasce debole Conte ha risposto: “Dimostreremo coi fatti che non lo è“.

La diretta video del giuramento

La lista dei ministri

GOVERNO, È FATTA: GIUSEPPE CONTE ANNUNCIA LA LISTA DEI MINISTRI

    Questa la squadra di Governo:

    Savona viene spostato al dicastero senza portafoglio degli Affari europei. Per l’Economia spunta Tria, preside della facoltà di Economia di Tor Vergata, professore che ha lavorato con Renato Brunetta, è “tiepido” sull’Euro e sostiene la Flat tax anche a costo di aumentare l’Iva. Agli Esteri arriva Enzo Moavero Milanesi, una vita nelle istituzioni europee e già ministro all’Ue con Monti e Letta. Affiancherà Conte a Palazzo Chigi, con il delicato incarico di sottosegretario alla presidenza, il leghista Giancarlo Giorgetti. Salvini sarà ministro all’Interno, Di Maio prenderà il super-dicastero di Lavoro e Sviluppo Economico (dovrebbe chiamarlo “Welfare”). Alla Difesa Elisabetta Trenta, Alla Giustizia Alfonso Bonafede(M5s), Giulia Grillo (M5s) alla Sanità, Riccardo Fraccaro (M5s) ai Rapporti con il Parlamento, alle Infrastrutture Danilo Toninelli (M5s), Marco Bussetti (M5s) all’Istruzione, Alberto Bonisoli (M5s) ai Beni Culturali.

    I commenti

    Immediati i commenti dei politici locali affidati ai social network.

    Il presidente della Regione Stefano Bonaccini usa il suo twitter per sottolineare come l’Emilia Romagna sia “prima Regione per crescita, per export, con disoccupazione tra le più basse nel Paese e tra le prime per attrattività a livello europeo” ma non ci sia nel nuovo Governo “nessun ministro emiliano-romagnolo“. Erano quattro invece nella precedente legislatura. L’ultimo Governo senza emilianoromagnoli è stato quello De Mita del 1988.

    Matteo Zoccarato, consigliere comunale a Rimini della Lega, fa “sentiti e fiduciosi” auguri al nuovo Governo. “Io ci credo” conclude.

    L’assessore del comune di Rimini Jamil Sadegholvaad scrive: “Tanto tuonò che piovve….ma io mi chiedo non poteva già piovere qualche settimana fa senza la pantomima salviniana su Savona e a seguire la ridicola richiesta di impeachment dell’immenso Mattarella da parte del buon Di Maio?”. L’assessore, dopo aver ricordato i positivi dati sull’occupazione diramati dall’Istat e sottolineato come il PD abbia quindi lasciato una “Paese migliore di come l’ha trovato“, conclude con un auspicio sul nuovo Governo: “speriamo che possano conseguire buoni risultati, perché al di là delle contrapposizioni politiche in questo paese ci viviamo tutti noi.”

    Ampia la riflessione dell’assessore regionale Emma Petitti: “avremo tempo nelle prossime settimane di entrare nel merito delle proposte che il nuovo Esecutivo ha evidenziato nel suo programma, un programma in cui di certo però possiamo dire subito eccedono i ‘più’ rispetto ai ‘meno’, e nella mia esperienza amministrativa ho imparato che se voglio aggiungere soldi in una posta di Bilancio poi serve ridurre o togliere da una altra parte.” Secondo la Petitti “il centrodestra è di fatto saltato e questa è una grande e vera novità. La Lega in maggioranza con i 5 Stelle, la Meloni con FdI che si asterrà e Forza Italia con Berlusconi che voterà contro”. Per concludere con un appello al suo partito, il PD, a “reagire rimettendo in campo un nuovo progetto, guidato da un nuovo gruppo dirigente e da un nuovo “direttore d’orchestra“.

    L’onorevole Giulia Sarti del Movimento 5 Stelle commenta a caldo: “Sembra incredibile ma ce la stiamo facendo!Arriva il #GovernoDelCambiamento“.

    Il consigliere regionale del PD Giorgio Pruccoli spiega: “Non brindo alla nascita di questo Governo, ma auguro buon lavoro nell’interesse dell’Italia a tutti i suoi componenti ed all’intero Parlamento. Francamente mi auguro perfino che i miei pregiudizi (che sono enormi e infiniti) vengano smontati uno a uno“. Pruccoli promette però “nessuno sconto.

    L’ex deputato Sergio Pizzolante, in un post molto critico, mette in dubbio che il nuovo governo sia in grado di mettere in piedi il cambiamento e la rivoluzione che promette e cita le passate esperienza di alcuni esponenti del nuovo esecutivo: ” Moavero Milanesi, assistente e ministro di Monti“, “Savona, l’antieuropeo, già ministro del banchiere Ciampi“, “Tria all’economia. Consigliere e amico dei ministri Brunetta e Sacconi( ed anche mio, nel mio piccolo), componente della Fondazione Craxi e dell’Associazione Riformismo e Libertà di Fabrizio Cicchitto e mia“; “Il Presidente del Consiglio, amico della Boschi e sostenitore del referendum di Renzi.

    Dopo 87 giorni il governo giallo verde è nato con un contratto (alleanza è un termine da prima e seconda repubblica) grazie a Di Maio – scrive la consigliera regionale del Pd Nadia Rossialmeno ha capito che era la sua ultima chances.” “Buon lavoro. Per l’Italia. Applausi a Cottarelli. Mattarella chapeau“.

    Umiltà e grande senso di responsabilità, sarà una grande sfida e daremo tutto il nostro meglio“. Lo scrive il senatore del M5S Marco Croatti in un lungo post nel quale ringrazia tutti gli attivisti pentastellati e spiega che, arrivata la notizia del Governo, “ci siamo incontrati con i consiglieri comunali del territorio“. “Nessuno più di loro ha contribuito a raggiungere questo risultato con un incredibile spirito di sacrificio“.

    Il Presidente del Consiglio, i Ministri degli Esteri, dell’Economia, degli Affari Europei, dell’Ambiente, dei Beni Culturali, dell’Istruzione e della Difesa non sono personalità politiche ma tecniche. Quindi il Governo è tecnico/politico“. Lo rileva il Elio Massimo Palmizio, presidente di Forza Italia Emilia Romagna, evidenziando che “tutti i temi che attengono al rapporto tra l’Italia e il resto del mondo, UE, NATO, ONU, OSCE etc. saranno tenuti da tecnici“. Ma se su quest’ultimi il giudizio è positivo, Palmizio esprime perplessità sui ministri politici: “Salvando Salvini sulla fiducia e Giorgetti che ho avuto modo di conoscere bene, non mi sembra che i Ministri politici abbiano altrettanta preparazione soprattutto quelli pentastellati”. Nel mirino di Forza Italia finiscono il Ministro delle Infrastrutture e quelli della Giustizia e della Salute ma in particolare il dicastero al lavoro affidato a Di Maio “con un curriculum lavorativo che non merita commenti“.
    Da Palmizio anche un giudizio politico su Salvini accusato di essersi “mosso con grande spregiudicatezza tattica non tanto per fare il Governo quanto per lucrare consensi e svuotare il bacino elettorale degli alleati“. Secondo l’esponente azzurro, che avanza dubbi sull’unità del centro destra, il leader del Carroccio aprendo alla Meloni avrebbe cercato di isolare Forza Italia all’opposizione con il Partito Democratico.

    Andrea Polazzi

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