21 ottobre 2018

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Itaca Day 2018. A Rimini ogni anno oltre 300 nuove diagnosi di malattie ematologiche neoplastiche

itaca

in foto: L'equipaggio della barca nazionale dell'AIL con Pinto

Il vento non ha permesso l’uscita delle barche dal porto, ma è stata una bella mattinata di mare comunque quella organizzata per pazienti, bambini e adulti, da RiminiAIL Onlus per celebrare la “Giornata Nazionale contro le leucemie, linfomi e mieloma” (21 giugno). L’“Itaca Day 2018 – Regata per la vita” ha visto tornare a Rimini anche l’imbarcazione nazionale dell’AIL. Protagonista anche la Polizia di Stato, che ha fatto provare ai bambini l’ebbrezza di salire su una moto d’acqua, e la Fondazione Cetacea, che ha liberato in mare una tartaruga. La base operativa è stata ancora una volta il Club Nautico di Rimini.

Icaro TV. Itaca Day 2018 a Rimini con la barca dell'AIL nazionale

    “Il vento è stato troppo forte per rischiare di portare tanti bimbi, come sono oggi, in barca – attacca Eduardo Pinto, presidente di RiminiAIL -. Però l’uscita con alcune barche messe a disposizione da amici del Club Nautico ha consentito ai bambini di provare l’emozione di imbarcarsi e girare nel porto canale della nostra città. Quest’anno tocca all’Adriatico ospitare la barca nazionale dell’AIL, che è partita da Trieste e concluderà la sua regata a Taranto fra dieci giorni. Ringrazio il mio amico presidente dell’AIL di Verona, nonché referente per il Veneto nonché vicepresidente Nazionale, Daniel Lovato. Sa che si è preso una bellissima gatta da pelare. E ringrazio tutto l’equipaggio della barca dell’AIL nazionale, dieci volontari, perché sono veramente di una cortesia, gentilezza, disponibiltà e di un affetto unici nei confronti sia degli adulti che dei bambini. Ringrazio la dottoressa Patrizia Tosi, direttore dell’Ematologia di Rimini, per il grande coinvolgimento che riesce a creare. Quest’oggi sono intervenute diverse ematologhe del nostro Reparto, così come una della Pediatria. Sono momenti importantissimi per gli ammalati perché passano una giornata insieme ai loro “curanti” in maniera diversa; vedono il loro medico, il loro infermiere, sotto una luce nuova. Un ringraziamento non posso non farlo al Club Nautico di Rimini, che ci ospita, e al ristorante del Club Nautico, che ci è sempre vicino”.

    Patrizia Tosi, direttore Unità Operativa di Ematologia di Rimini, dà qualche dato: “l’Ematologia di Rimini sta crescendo in maniera esponenziale e noi di questo siamo orgogliosi, oltre ad essere grati a RiminiAIL per tutto il supporto che ci fornisce in continuazione. Noi facciamo oltre 300 nuove diagnosi di malattie ematologiche neoplastiche all’anno e un 50% in più per quanto riguarda le malattie ematologiche non tumorali. Curiamo mediamente una ventina di leucemie acute l’anno, facciamo tra i 30 e i 35 trapianti autologhi di cellule staminali. La nostra è una realtà che è a disposizione della città di Rimini, della provincia di Rimini e del nostro territorio. Per i pazienti e per le loro famiglie è fondamentale avere l’Ematologia vicino a casa perché il paziente emotologico è un paziente difficile da curare, è un paziente che richiede di essere ricoverato per lunghi periodi e quindi avere la famiglia vicino per lui è fondamentale”.

    Patriza Tosi ha sottolineato poi il ruolo della psicologa domiciliare: “un’idea di Eduardo (Pinto, ndr), una figura che ci aiuta a gestire il difficile vissuto del paziente ematologico assieme alla sua famiglia perché per i familiari avere una persona malata è davvero difficile e la psicologa ci aiuta in questo cammino”.

    “La nostra è una realtà più piccola dal punto di vista dei numeri perché i tumori infantili rappresentano solo il 2% di tutta la patologia oncologica, però hanno un grosso impatto dal punto di vista delle famiglie – dice Beatrice Filippini, dell’Oncoematologia Pediatrica U.O. Pediatria Rimini –. A Rimini esiste un centro di Oncoematologia Pediatrica da circa 20 anni e in questi anni sono stati curati più di 300 bambini. Circa 30 bambini l’anno vengono curati nel nostro ospedale. È stato attivato un progetto, coordinato da RiminiAIL e dalla dottoressa Nucci, che permette di creare una realtà educativa anche a casa dei piccoli pazienti. In alcuni casi è stato possibile creare anche piccoli gruppi di bambini che insieme agli educatori hanno vissuto questa esperienza”.

    “La cosa importante secondo me è definire questo percorso di Sognando Itaca come un’attenzione in più verso i pazienti – spiega Daniel Lovato, presidente AIL Verona –, un modo per reintrodurli in quella che è la normalità delle cose che gente di mare come voi dovrebbe avere la possibilità di fare. Vuole essere anche un viaggio della speranza, lo è per tutti quelli che ce l’hanno fatta, lo potrebbe essere per chi è in cammino nel percorso di cura, purtroppo non lo è per chi non ce l’ha fatta ma che con noi ha potuto godere di un momento di serenità. Oggi non c’erano le condizioni per uscire in mare ma abbiamo chiacchierato in barca, penso ci sia stato un confronto, una conoscenza, forse anche una crescita. AIL è una grande famiglia, noi la immaginiamo come tale: deve crescere, deve migliorare, deve mutare con il tempo. Io mi sono fatto un’idea di come vorrei fosse AIL: non la faremo da soli. In tutto ciò che faremo ci sarà un coinvolgimento delle sezioni. Come tante dita che compongono una mano o stringiamo tutti insieme, chiudiamo e ci sorreggiamo o non faremo niente”.

    Icaro Sport. RiminiAIL: Itaca Day 2018

      Redazione Newsrimini

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