lunedì 21 gennaio 2019
di Icaro Sport   
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lun 4 giu 2018 11:29 ~ ultimo agg. 11:31
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Dal triplice fischio finale di Inter-Milan è passata poco più di una settimana. Dopo le emozioni di una finalissima decisa solamente ai calci di rigore, per il Memorial “Flavio Protti” è il momento di tirare le somme e fare il punto su un’edizione che è stata decisamente sopra le righe, sia dal punto di vista dello spettacolo in campo che del calore sulle tribune degli stadi romagnoli. Nella tre giorni di calcio giovanile le strutture che hanno ospitato i giovani talenti provenienti da ogni parte del mondo, hanno registrato un’affluenza record di tifosi, con circa 8mila presenze sugli spalti.

A raccontarci il segreto di un torneo ormai tra i più importanti d’Europa è stato Alex Martino, deus ex machina del Memorial e presidente della società A.S.D Sant’Ermete. Ad Alex abbiamo chiesto quando si inizia a muovere la macchina dell’organizzazione e come si sviluppano i lavori fino all’inizio del torneo: «L’organizzazione di questa macchina non si ferma mai – commenta – perché di macchina si tratta e i tre giorni finali di maggio sono l’ultimo atto di altri 362 giorni passati a invitare squadre, progettare la logistica, raccogliere fondi. Una faticaccia che ci rende orgogliosi. Già durante questo torneo alcune squadre hanno chiesto di poter essere invitate anche l’anno prossimo. Pazzesco e gratificante».

32 squadre, oltre 300 atleti e 9 stadi. Sono numeri da record. Alex ci ha parlato anche delle novità che gli organizzatori vorranno portare per il prossimo anno: «In questa edizione siamo arrivati fino all’Australia – continua – e ci piacerebbe arrivare a questo punto in Asia e Sud America, e senza spingerci tanto oltre portare a Sant’Ermete delle famose maglie blaugrana. Dall’anno prossimo inoltre la principale novità sarà che si dovrà giocare a 9, cambio di regolamento a livello nazionale molto interessante». Non solo Martino però tra gli organizzatori del prestigioso torneo. Il presidente della società romagnola ha voluto fare un plauso anche a tutti gli altri, senza i quali il Memorial non potrebbe esistere: « Tutti siamo figure chiave nell’organizzazione, da io che sono il presidente della società organizzatrice, al volontario che riesce ad aiutarci magari solo un giorno ma che però ci da una mano. Siamo una realtà piccolissima del calcio dilettantistico e senza l’aiuto di tutti, dai già citati volontari, agli sponsor, alle società vicine che ci hanno concesso i loro impianti in condizioni perfette, non saremmo nessuno. Le difficoltà sono infinite, quella di avvicinare culture diverse è per certi versi la minore, perchè quando dei bambini corrono dietro ad un pallone il linguaggio è universale».

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