mercoledì 12 dicembre 2018
di Icaro Sport   
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gio 14 giu 2018 16:00 ~ ultimo agg. 16:00
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All’insegna del rosso accesso di passione, si è svolta presso il Mare Pineta Resort di Milano Marittima la seconda edizione del “Premio alla Carriera” promosso dai Ferrari Club dell’Emilia Romagna in collaborazione con JSH Hotels & Resorts.

A succedere a Jean Alesi, protagonista premiato dell’edizione 2017, è stato uno sportivo straordinario che di inchiostro ne ha fatto consumare tanto a scrivere di lui e delle sue peripezie sulle quattro ruote: Emerson Fittipaldi.

Il mito, la leggenda, arrivato all’Olimpo del successo e della fama che da sempre contrastano con la semplicità del personaggio, l’umiltà dell’uomo espressa anche con l’estrema disponibilità a farsi fotografare e firmare autografi e incontrare tanti appassionati.

Due campionati del mondo in F1, due 500 miglia di Indianapolis sono il fiore all’occhiello del suo palmares, ma tante altre vittorie ed imprese l’hanno messo di diritto nel cuore dei tifosi delle quattro ruote.

“Sono molto contento di essere in Italia e sono orgoglioso di ricevere questo premio indetto dai tifosi della Ferrari. Io sono stato vicino molte volte a guidare la Rossa di Maranello ma non ci sono mai riuscito. Il fatto che questo premio mi venga dato dai Ferrari Club dell’Emilia Romagna mi fa capire che nella mia carriera sono stato apprezzato non solo per i successi ma anche per il mio modo di essere” ha commentato Emerson Fittipaldi.

La dinastia dei Fittipaldi sulle quattro ruote ci fa capire che il DNA è colmo di adrenalina. “Siamo una famiglia che è nata per andare veloce in macchina. Oggi ci sono i miei due nipoti che si cimentano al volante, Pietro ed Enzo. Quest’ultimo partecipa al programma della Ferrari Driver Academy. Io non sono riuscito a guidare la Rossa ma lui si, quindi sono molto contento”.

A condurre la serata il giornalista di Sky Biagio Maglienti il quale sul palco dei premiati ha “strappato” curiosità ed aneddoti oltre che a Emerson Fittipaldi anche al mito Giancarlo Minardi, presente all’evento, che ha dichiarato: “Poter incontrare nuovamente Emerson dopo tanto tempo mi riempie di orgoglio; quando ho iniziato la mia avventura nella Formula 1 è stato a “causa” sua in quanto noi giovani dell’epoca ci ispiravamo a campioni come lui, Andretti, Hunt, Lauda. Emerson, la sua storia, il suo mito sono oltre la leggenda”.

La serata si è conclusa con i festeggiamenti accompagnati da una squisita torta, dedicata al campione brasiliano, all’insegna del rosso a simboleggiare la passione, l’emozione e il rispetto.

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