21 ottobre 2018

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Ausl Romagna: nel 2018 investimenti per 40 milioni. Approvato bilancio

Nei servizi Ausl mancano infermieri. L'allarme della FP Cgil

in foto: repertorio

La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Ctss) della Romagna (composta dai 73 Sindaci del nostro territorio) ha approvato il Bilancio preventivo 2018 dell’Ausl Romagna, con l’81% di voti a favore. Il valore della produzione previsto per il 2018 è di 2,462 miliardi di euro, con un incremento di 13 milioni di finanziamento rispetto al dato consuntivo del 2017. Tra i costi, si segnala la previsione dell’incremento di costi per i farmaci, in particolare per quelli  oncologici e del costo del personale dipendente.

A fine 2018 il totale dei dipendenti aziendali sarà di 15.292 con un incremento di 226 rispetto  ai 15.066 di fine 2017 e con un incremento di 852 rispetto ai 14.440 di inizio 2015. Si aggiungono le stabilizzazioni, che da inizio 2018 sono già state 426 (133 dirigenti medici e 293 operatori non dirigenti); da inizio 2015 le stabilizzazioni sono state 1169. Complessivamente dunque, da inizio 2015  a fine 2018 sono stati assunti o stabilizzati di oltre duemila dipendenti.

Sul fronte degli investimenti, il piano 2017 – 2019 prevede investimenti già finanziati per oltre 112,5 milioni di euro di cui 41,5 nel 2018. In particolare si segnalano interventi di riqualificazione energetica (per 2.750.000 euro nel 2018), attrezzature biomediche per quasi 13 milioni nel 2018, tecnologie informatiche per mezzo milione di euro. Il tutto al netto del progetto per il nuovo ospedale di Cesena.

Zoom sugli investimenti edilizi che riguardano gli ospedali della provincia di Rimini.

 

Ospedale di Rimini: in fase di completamento due piani del DEA dove troveranno nuovi spazi i servizi afferenti l’area materno infantile; ristrutturazione locali ex rianimazione per realizzare una nuova centrale di sterilizzazione; al via l’intervento di ristrutturazione dell’edificio “piastra” per ampliamento dialisi; a breve, anche il servizio Centro di Salute Mentale troverà nel presidio ospedaliero, in una apposita area riadattata, la sua definitiva collocazione.

Ospedale di Riccione: in fase di ultimazione gli ambulatori posti al piano terra della palazzina della direzione sanitaria, sono in fase avanzata i progetti per la ristrutturazione del vecchio blocco operatorio ove troveranno spazio sia il servizio di endoscopia digestiva che il laboratorio a risposta rapida (liberando così la vecchia palazzina esterna che potrà essere demolita).

Ospedale di Novafeltria: procedono celermente i lavori per il completamento della residenza sanitaria assistita, contestualmente si sono completati importanti lavori di ristrutturazione interna dell’ospedale; in programma nel prossimo triennio è il completamento della palazzina che ospiterà la residenza per anziani con il trasferimento dei servizi sanitari oggi presenti in piazza Bramante.

Alcuni investimenti specifici.

Ambito Riminese: aggiudicazione delle forniture per una nuova centrale di sterilizzazione, mammografo digitale, nuova RMN, istallazione di 2 telecomandati digitali, acquisizione di attrezzature per un valore indicativo di 3,5 milioni per completamento DEA,  nuovo sistema per radioterapia.

Per il Presidente della CTSS, Paolo Lucchi:

La sanità romagnola incide direttamente sulla qualità della vita di tutti i nostri concittadini. Per questo, costituendo l’Ausl della Romagna, ci siamo dati l’obiettivo di migliorarne l’organizzazione, la vicinanza ai singoli territori, la professionalità. Come Sindaci c​i abbiamo provato in questi anni e ci impegneremo per riuscirci anche nel corso di un 2018 che, nelle scelte di bilancio, continua ad indirizzare risorse significative all’assunzione ed alla stabilizzazione di personale medico ed infermieristico – da cui dipende la qualità della presa in carico e delle cure ai nostri cittadini – ed agli investimenti nelle nostre strutture ospedaliere.  In particolare, il lungo elenco di interventi infrastrutturali previsti per i prossimi mesi, ci consentirà di accelerare l’opera di ammodernamento dei nostri nosocomi, con una scelta che, purtroppo, non sarà possibile in gran parte d’Italia e che ci conferm​erà come quell’eccezione positiva che siamo orgogliosi di essere. Perché serve ricordarci che la nostra sanità è la migliore in Italia ma, da Sindaci, siamo consapevoli di come non sia mai possibile cullarsi sugli allori, mentre serve invece ogni giorno lavorare per migliorare la qualità dei servizi sanitari rivolti ai nostri cittadini” .

Simona Mulazzani

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