15 August 2018

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Abuso nella mansarda del sindaco. La vicenda torna a far discutere

PoliticaRiccione

14 giugno 2018, 17:42

La vicenda non doveva uscire sulla stampa perché non è assolutamente nostra volontà usare la magistratura per fini politici. Questo l’incipit della nota diffusa da Pd, Patto Civico Riccione Oltre e Movimento 5 Stelle dopo che sulle pagine del Corriere Romagna è comparsa la notizia dell’esposto presentato dai capigruppo di minoranza in procura in merito alla vicenda che coinvolge il sindaco Tosi e la sua famiglia per un abuso edilizio di 18 anni fa. Si tratta di una mansarda sopraelevata di circa 20 cm rispetto al consentito. A questo punto però, la minoranza fa alcune precisazioni. In una nota congiunta si legge che l’esposto, presentato contro ignoti, non ha ad oggetto l’abuso edilizio in sé, già al centro di diverso procedimento tuttora pendente, ma ciò che è avvenuto dopo negli uffici dell’edilizia privata, di cui il sindaco Tosi ha le deleghe. In un accesso agli atti, secondo le minoranze sarebbero emerse gravi situazioni. La tipologia dell’abuso – si legge – non era sanabile e le alternative erano la demolizione o il sanzionamento per ottenere il quale era necessario dimostrare che l’abbattimento avrebbe causato problemi strutturali alle altre parti dell’edificio. Il sindaco e i suoi famigliari hanno allegato una perizia giurata che attestava questo. La Provincia ha così quantificato in 18.678 euro il valore venale delle superfici ottenute con l’abuso e quantificato in poco più di 37mila euro la sanzione. A questo punto però, rilevano i capigruppo di minoranza, “gli uffici hanno archiviato il procedimento di sanzionamento a seguito della presentazione di una Scia da ritenersi illegittima”. La magistratura dovrà appurare come si sia arrivati a questo risultato. Pd, Patto Civico e 5 Stelle chiariscono però che, norme alla mano, era loro obbligo (in quanto pubblici ufficiali) riferire alla magistratura le ipotesi di reato di cui erano venuti a conoscenza. “Forse al Sindaco – è la stoccata finale – non è nota la differenza tra obblighi di legge e utilizzo della magistratura per fare politica. Probabilmente perché ha sempre e solo posto in essere la seconda delle suddette pratiche”. Non credono alla buona fede della minoranza sul voler tenere celato l’esposto i partiti di maggioranza, che uniti intervengono a sostegno del primo cittadino. Per la Legal’ennesimo attacco personale segno di incapacità di fare una reale opposizione”. “E pensare – aggiunge la Lista Civica Renata Tosiche nei primi consigli comunali avevano fatto proclami per un dialogo costruttivo”. “Invece che fare politica, invece che battersi sui veri temi che interessano i cittadini, si affidano alle scorciatoie giudiziarie” attacca Noi Riccionesi. “Bassezza e mancanza di contenuti” per Forza Italia.


La nota di Patto Civico Riccione Oltre, M5S e PD

Non era nostra intenzione parlare sui giornali di questo esposto anche perchè, a differenza di quanto sostiene la Sindaca ed il suo entourage, non è assolutamente nostra volontà usare la magistratura per fini politici.
Avevamo deciso per il silenzio assoluto proprio per rispettare il lavoro della Magistratura stessa che dovrà esprimersi in merito ai fatti che sono stati esposti come emersi a seguito di regolare accesso agli atti, evenienza che – per legge – obbligava i consiglieri comunali a notiziare la Procura.
Ma visto che – purtroppo – è già uscita la notizia sulla stampa è allora opportuno mettere un po’ d’ordine: l’esposto, presentato contro ignoti, non ha ad oggetto l’abuso edilizio in sé,  già oggetto di diverso procedimento tuttora pendente.
L’esposto ha ad oggetto ciò che è avvenuto dopo, negli uffici del Comune e più precisamente negli uffici dell’edilizia privata (il cui assessore è il Sindaco Renata Tosi) in relazione alla pratica relativa all’abuso edilizio della cittadina Renata Tosi.
Il risultato dell’accesso agli atti, fatto dai rappresentanti della minoranza, ha evidenziato in modo palese gravi situazioni che si sono venute a creare nella gestione di questa pratica.
Per farla breve: la tipologia dell’abuso non era sanabile; le alternative erano due: la demolizione o il sanzionamento. Per ottenere il sanzionamento era necessario dimostrare che la demolizione avrebbe causato problemi strutturali alle altre parti dell’edificio; ed infatti Sindaca e fratelli hanno allegato una perizia giurata che attestava questo.
A quel punto rimaneva solo la strada del sanzionamento che significa mantenere l’abuso ma pagare come sanzione il doppio del valore venale delle superfici ottenute con l’abuso.
E questo è quello che è stato chiesto da Sindaca e fratelli, al punto che la Provincia ha quantificato il valore venale in € 18.678,60.
Il sanzionamento per mantenere l’abuso quindi comportava il pagamento di € 37.357,00 (il doppio del valore venale).
Ed invece gli uffici hanno archiviato il procedimento di sanzionamento a seguito di una scia da ritenersi illegittima, e Sindaca e fratelli non hanno pagato la somma di € 37.357,00,  che quindi non è stata incassata dal Comune, e l’abuso è rimasto dov’era. Con buona pace dell’assessore all’edilizia privata Renata Tosi.
La valutazione sul come si sia giunti a tale risultato e se a tal riguardo vi siano state pressioni sugli uffici, così come se a cagione di tali pressioni gli stessi uffici abbiano infine avvallato l’illegittima gestione della pratica, è proprio il compito demandato alla magistratura.
Si deve rimarcare con forza, date le strumentalizzazioni e le letture fantasiose che già emergono, che era un preciso obbligo, prima ancora che un dovere, per i consiglieri comunali, riferire alla magistratura le ipotesi di reato di cui erano venuti a conoscenza: l’art. 357 C.P. li identifica quali pubblici ufficiali; l’art. 331 C.P. recita che “i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell’esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di un reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto”.
Forse al Sindaco non è nota la differenza tra obblighi di legge ed utilizzo della magistratura per fare politica. Probabilmente perché lei ha sempre e solo posto in essere la seconda delle suddette pratiche.

Le note dei partiti di maggioranza 

GRUPPO CONSIGLIARE LEGA

“Apprendiamo dalla stampa odierna che i Consiglieri Comunali di tutti i gruppi di minoranza, per mezzo dei loro Capogruppo, hanno presentato un esposto contro il Sindaco Renata Tosi per un presunto insabbiamento di pratiche riguardanti l’abuso nella proprietà privata della sua famiglia. Ci riferiamo ovviamente alla “famosa” mansarda e ai 19-20 cm di -abuso edilizio- di cui abbiamo già sentito parlare in campagna elettorale esattamente un anno fa. Ma stavolta c’è anche di più. Al Sindaco, infatti, verrebbe contestato un presunto insabbiamento e omissione di atti interni al Comune al fine di cancellare le prove di questa operazione di ampliamento, sfruttando la carica di Sindaco e di Assessore competente come corsia preferenziale per i suoi privati interessi.

Restiamo esterrefatti e al tempo stesso basiti per questo ennesimo attacco personale portato ai danni del Sindaco: un’opposizione seria, o che almeno dovrebbe definirsi tale, invece di attaccare e contestare il Primo cittadino nel suo privato dovrebbe controllare e dibattere sull’operato del governo cittadino e magari, a volte, avanzare anche qualche idea giusta, sensata e concreta.

Insistere sugli attacchi privati (stavolta con l’aggravante dell’omissione d’atti d’ufficio) denuncia una evidente incapacità di fare una reale opposizione politica sui contenuti e sulle opportunità di sviluppo della nostra città.  Esprimiamo, quindi, totale solidarietà al nostro Sindaco Renata Tosi, confidando nella Magistratura e augurandoci che questo sia l’ultimo atto di questa misera e ridicola farsa.

GRUPPO CONSIGLIARE LISTA CIVICA RENATA TOSI

Continuiamo ad assistere ad un modo di “fare politica” che non condividiamo e che non ci rappresenta. Spiace constatare che l’esposto presentato in Procura da Partito Democratico, Patto Civico e Movimento 5 Stelle sulla presunta irregolarità delle pratiche in Comune, riguardanti la nota vicenda dell’abuso di una mansarda di circa 20 cm (per lavori completati ben 18 anni fa) nella proprietà privata della sua famiglia,rappresenta unicamentlivore e rancore personale verso il Sindaco Renata Tosi. Contrariamente ai proclami di un dialogo costruttivo con l’Amministrazione, espressi nei primi consigli comunali, le affermazioni ed i comportamenti di tutta la minoranza evidenziano un modo di fare politica che non appartiene a questa maggioranza e che nulla ha a che fare con la Vera politicaL’acredine personale verso il Sindaco che questa minoranza ha manifestato in più occasioni è sotto gli occhi di tutti. L’evoluzione della rabbia, verso colei che per ben due volte ha ottenuto il consenso dei riccionesi, rappresenta ancora oggi per la minoranza e purtroppo per loro un qualcosa di incontenibile, senza finalità di cambiamento, arrivando addirittura ad essere auto-distruttivo, come hanno dimostrato le ultime elezioni amministrative. Ad ogni modo prendiamo atto dell’evidente incapacità della minoranza di fare opposizione, di confrontarsi, di proporre, delegando addirittura ed impropriamente la politica alla magistratura. Rinnoviamo, dunque, il nostro totale sostegno al Sindaco Renata Tosi confidando che la magistratura faccia il suo corso e che questo sia davvero l’ultimo attacco Personale nei confronti di colei che fino ad oggi ha sempre dimostrato di lavorare unicamente per il bene di Riccione.

GRUPPO CONSIGLIARE NOI RICCIONESI

Leggiamo con grande amarezza quanto apparso sui giornali stamane.

E non possiamo esimerci dal porci qualche domanda:

Corrisponde a verità che i capigruppo di PD, Cinque Stelle e Patto Civico, abbiano effettivamente depositato un esposto in procura contro “presunti” reati commessi nella vicenda dell’altrettanto “presunto” abuso edilizio in cui sarebbe incorsa la famiglia Tosi?

Corrisponde a verità che, dopo essere andati sui giornali (solo per citare gli ultimi interventi), prima con le “cacche” dei cani, poi con i chiodi utilizzati per fissare il tappeto glicine, poi ancora per affrontare il “cruciale problema” delle simpatiche sculture sul ponte del porto, abbiano voluto fare per la seconda volta un salto di livello ed attaccare ancora il Sindaco per via giudiziaria?

Corrisponde a verità che per le opposizioni riccionesi siano più rilevanti i 18 centimetri di un presunto abuso edilizio di 18 anni fa, che un bel buco di bilancio di 80.000,00 euro che il PD, quando era al potere, ha omesso di registrare nei libri contabili del Comune, facendo sballare il bilancio del Comune con una posta passiva che non si pensava nemmeno esistesse?

Si, purtroppo corrisponde tutto a verità.

Non è la trama di un film tragicomico, ma la trama politica che ogni giorno le opposizioni riccionesi tessono con tanta devozione e abnegazione.

Beh, in effetti, meglio parlare delle “cacche” dei cani che della sparizione dal bilancio di 80.000,00 euro di debito; meglio parlare dei 18 centimetri di un presunto abuso di 18 anni fa, che della voragine di debiti provocata dalla costruzione del Palacongressi, o di tutti i project financing in salsa riccionese, finiti poi “gambe all’aria” l’uno dopo l’altro, con relativi strascichi di cause civili da affrontare e sperpero di denaro pubblico; meglio richiedere tutti assieme che il Comune si costituisca parte civile contro il Sindaco che ha lottato contro il TRC, piuttosto che chiedere scusa alla città per il TRC, per il Palacongressi, per il fallimento dell’aeroporto, per il Play Hall, per il parcheggio interrato di San Martino, per i parcheggi del lungomare due; tanto per citare qualche esempio…

Dispiace soprattutto vedere come i grillini “scimmiottino” ancora una volta le gesta politiche del PD, seguendo, in questa corrispondenza di amorosi sensi, una linea che invece di evidenziare le manchevolezze e gli errori di chi ha cementificato la città, preferisce accodarsi ad una politica spicciola fatta di attacchi personali (peraltro infondati).

Una politica che ha portato il PD di Riccione dal 60% dei consensi di qualche anno fa, al 23% di oggi.

La città di Riccione, l’abbiamo ribadito più volte, sta con il Suo Sindaco.

Un Sindaco che tanto più si rafforza quando più subisce ogni genere di attacchi ed angherie politiche che trascendono ogni qualsivoglia logica di opposizione.

Ben comprendiamo che i piddo-grillini, che vedono ogni giorno Renata Tosi aumentare i propri consensi, e che risultano sempre più indeboliti dal non poter porre un freno a quella emorragia di voti che li ha ormai resi politicamente esanimi, cerchino ormai con ogni mezzo di sopravvivere e tenersi desti; quello che non comprendiamo è il metodo utilizzato: invece che fare politica, invece che battersi sui veri temi che interessano i cittadini, si affidano alle scorciatoie giudiziarie, continuano nella politica degli esposti personali, assurti ormai ad unico “mantra” della loro linea.

Quello che è certo, è che non è nel DNA di Renata Tosi e di questa maggioranza fare  favoritismi per sé o per la propria famiglia; anche nel caso specifico, le opposizioni hanno preso un granchio (grosso come quello delle statue sul porto…) se pensavano di avere trovato sul punto un comportamento penalmente rilevante addebitabile al Sindaco.

Qui c’è chi lavora per la città, con tutte le difficoltà del caso, ma con il grande entusiasmo e la Voglia di riportare Riccione al posto che la città merita.

La città lo ha già dimostrato e lo sta oggi ancor più dimostrando; non ci sono congiure di palazzo, attacchi personali, esposti in procura che possano fermare quella voglia di cambiamento e quell’ondata di libertà che Renata ha avuto il merito di risvegliare, e che ogni giorno, con il proprio lavoro onesto, leale e proficuo, continua a portare avanti.

Ci avevano detto: “speriamo in una politica civile, in un sano confronto sulle idee”;

Beh, se questa è la politica civile che riescono a portare avanti, tanto ci basta per dichiararci diversi da loro.

Diversi, sideralmente, da loro…

Greta Testa, gruppo consiliare Forza Italia Riccione

Altra delusione e conferma del clima politico riccionese, affidato alle aule Giudiziarie più che negli ambiti del Consiglio Comunale. Evidentemente l’ opposizione pensa che la  politica si faccia in base al numero di esposti depositati in procura. Ma questa non è politica. La politica scinde da ogni attacco personale.  Queste continue polemiche concernenti la sfera privata del Sindaco, non fanno altro che evidenziare la bassezza nonché la mancanza di contenuti degli altri partiti. Prendiamo le distanze e riconfermiamo il nostro più sentito supporto al Sindaco con l’augurio che a distanza di un anno, la minoranza possa finalmente intraprendere iniziative concrete e desista dal perpetuo riproporsi di argomenti  che lasciano il tempo che trovano.

 

Simona Mulazzani

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