lunedì 21 gennaio 2019
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mer 30 mag 2018 14:10 ~ ultimo agg. 14:16
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Da oltre 15 anni, nelle pubbliche affissioni disposte dalla Prefettura di Rimini in collaborazione con il Comune, ad annunciare il 2 Giugno festa della Repubblica viene inserita in bella evidenza la frase ‘Si invitano i cittadini a partecipare ed a esporre il tricolore’. La data della celebrazione quest’anno però arriva in concomitanza con le ben note vicende politiche che creano un paradosso sul valore dell’esposizione della bandiera. Un paradosso (il riferimento è ovviamente alla campagna del Movimento 5 Stlle #ilmiovotoconta) sul quale interviene, con posizione ben definita, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi:

“Improvvisamente si scopre che da oltre 15 anni quello che per gli organizzatori era (è) un invito fortemente simbolico a condividere i valori e le ragioni che hanno portato alla scelta della repubblica e delle democrazia altro non è che…. un attacco al Presidente della Repubblica! Non voglio neanche entrare in un merito che non esiste e nella reazione buffa e infantile di un partito/movimento che non ha alcuna remora a tentare di dividere il nostro Paese anche sui valori fondanti. Io voglio semplicemente rimarcare il senso di quella frase che la Prefettura e il Comune di Rimini, così come le Prefetture e i Comuni di tutta Italia, di ogni colore e credo, rivolgono sinceramente alle comunità di riferimento. Il tricolore rappresenta tutti ed è la testimonianza condivisa del riconoscersi in quello spirito di appartenenza comune che adesso qualche sprovveduto vorrebbe addirittura invertirne il significato. Esporre il tricolore il 2 giugno significa fare propri, con convinzione, i valori della Repubblica e della democrazia, a partire dalla fiducia al Presidente della Repubblica. Questo il solo, unico, non negoziabile né interpretabile significato”.

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