21 June 2018

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Più autonomia, meno vincoli. In Regione il lavoro diventa agile

LavoroRegione

21 maggio 2018, 16:17

in foto: Un momento della conferenza stampa con gli assessori Petitti e Donini

In Regione arriva il lavoro agile. Dal 4 giugno un centinaio di dipendenti saranno coinvolti nella sperimentazione semestrale su base volontaria di un nuovo modello organizzativo più flessibile, orientato anche alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Si tratta dello smart working che la Regione Emilia-Romagna mette in pratica per prima in Italia.

Gli smart worker saranno adeguatamente formati per utilizzare le nuove strumentazioni informatiche di cui saranno dotati per svolgere la loro attività lavorativa ‘in mobilità’.

I commenti

Obiettivi e tempistica del progetto sono stati illustrati oggi alla stampa dagli assessori regionali all’Organizzazione e personale, Emma Petitti, e all’Agenda digitale, Raffaele Donini. “Con il decollo del progetto – sottolinea Emma Petitti la Regione da sempre all’avanguardia nel campo dell’organizzazione interna, si candida a diventare protagonista del processo di rinnovamento della pubblica amministrazione nel nostro Paese; il tutto all’insegna di una maggiore efficienza e di una più ampia flessibilità del rapporto di lavoro dei collaboratori. Lo smart worker sarà una figura professionale sempre più autonoma nel modus operandi e orientata ai risultati, mandando in soffitta la vecchia immagine del pubblico impiegato seduto dietro alla sua scrivania. Un modello che non corrisponde più alla realtà di una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini”.

L’avvio della sperimentazione del lavoro ‘agile’ – aggiunge l’assessore Doninisi inserisce nel percorso avviato nell’ultimo biennio per accelerare il processo di trasformazione digitale dell’amministrazione regionale attraverso la standardizzazione di tutti i dispositivi fissi e mobili e il passaggio al cloud, l’attivazione di nuove piattaforme d’accesso ai servizi regionali con alto standard di sicurezza e la progressiva estensione all’intero territorio regionale delle rete ‘Emilia-Romagna Wi-Fi’, come previsto dell’Agenda digitale della Regione. Un intervento che sarà realizzato dalla società Lepida, che tra i suoi compiti ha, tra l’altro, l’infrastrutturazione digitale dell’intera Emilia-Romagna”.


I dettagli

Chi sono gli smart worker e come funziona il progetto

Nella scelta dei futuri smart worker si è data la precedenza a quei collaboratori che, per motivi inerenti al loro incarico, passano molto tempo fuori ufficio, come, ad esempio, chi esegue ispezioni e controlli nelle aziende o sul territorio, ma la validità del modello verrà testata anche su chi svolge attività amministrativa. Equipaggiati con zainetto, pc portatile e smartphone aziendale per essere sempre on line, prima di prendere servizio nel nuovo ruolo i lavoratori ‘agili’ dovranno sottoscrivere un accordo individuale con indicate le specificità concordate in base ai compiti da svolgere (come ad esempio eventuali necessità di presenza in sede).

Nelle giornate di Smart working i collaboratori saranno esentati dalla timbratura del cartellino e dovranno svolgere l’attività lavorativa nella fascia oraria 7,30-19,30, oltre a segnalare la presenza in servizio tramite un’applicazione ad hoc. Negli accordi individuali saranno indicati anche i luoghi ‘prevalenti’ dove potranno appoggiarsi per svolgere la propria attività, quando non sono in sede; preferibilmente spazi attrezzati messi a disposizione da altre pubbliche amministrazioni da individuare caso per caso in base ad accordi oppure, in certe situazioni, anche da casa propria. Nelle giornate di lavoro in sede saranno invece ospitati in spazi comuni, di co-working, appositamente attrezzati. Agli smart worker è garantito il diritto alla disconnessione fuori dall’orario di lavoro, nelle giornate di sabato, domenica e festivi, mentre nelle giornate lavorative fuori sede non potranno usufruire di permessi ad ore e di straordinari.

Il monitoraggio della sperimentazione

Sarà costituito un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dell’amministrazione, delle organizzazioni sindacali, del Comitato unico di garanzia per le pari opportunità (Cug) e dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls). Sono previsti anche questionari e interviste per rilevare il gradimento dell’iniziativa da parte dei diretti interessati e segnalare eventuali problemi e criticità. Tra gli aspetti più delicati la questione della copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro, che sarà approfondita con l’attivazione di un tavolo tecnico con l’Inail.

Alla fine della fase sperimentale si tireranno le somme per valutare, sempre nell’ambito di un confronto con i sindacati interni, se dare seguito all’iniziativa con l’adozione di una disciplina generale che preveda, tra l’altro, la possibilità per tutti i collaboratori regionali di candidarsi allo Smart working, a prescindere dal tipo di mansioni svolte.

L’avvio della sperimentazione si inserisce in uno scenario in costante evoluzione che vede la Regione Emilia-Romagna nel ruolo di capofila del progetto Vela finanziato con 700.000 euro dall’Ue nell’ambito del programma Open Comunity 2020.

Andrea Polazzi

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