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Odg minoranza: comune parte civile contro Tosi. Maggioranza: attacco alla persona

PoliticaRiccione

3 maggio 2018, 17:46

Interruzione lavori TRC. Notifica di fine indagine per la Tosi

in foto: la Tosi sul cantiere TRC

Il comune si costituisca parte civile nel procedimento che vede imputata anche il sindaco Renata Tosi. E’ quanto chiede un ordine del giorno presentato da Pd, Patto Civico e Movimento 5 Stelle nella conferenza dei capigruppo. La vicenda è quella legata ai fatti avvenuti nel 2014, poco dopo l’elezione a sindaco della Tosi, nel cantiere del Trc. La minoranza cita i pesanti capi di imputazione (violenza privata, invasione di terreni, interruzione di pubblico servizio) e, pur auspicando che la prima cittadina possa dimostrare la sua innocenza, ne evidenzia il conflitto di interesse: da una parte garante dei cittadini e dall’altra imputata. La minoranza sollecita allora la Giunta a deliberare la costituzione di parte civile ricordandone anche l’urgenza, visto che l’atto processuale può essere presentato in occasione della prossima udienza (il 15 maggio). I partiti di minoranza ricordano poi come la stessa Tosi decise la costituzione del comune come parte civile contro l’ex dirigente Zaffagnini e l’ex sindaco Pironi “per tutelare la collettività”.

L’ordine del giorno viene però sonoramente bocciato dalla maggioranza, che rinnova il suo sostegno al sindaco. La lista Renata Tosi motiva il rifiuto col fatto “che non si tratta di un reato nei confronti della Pubblica Amministrazione e che nessun danno è stato arrecato all’ente per i fatti in questione”. Contestato anche l’accostamento con le vicende giudiziarie dell’ex Sindaco Pironi, legate al crac Aeradria, e dell’ex dirigente Zaffagnini, rinviato a giudizio per gli abusi edilizi che hanno portato alla chiusura dell’hotel Sixty di Riccione. “In entrambi i casi – si legge nella nota – si tratta di fatti commessi nell’esercizio delle proprie funzioni di sindaco e dirigente con evidenti danni per l’Ente”. Nel caso in questione è coinvolta invece solo la Tosi “come privata cittadina”.

Ancora più dura la presa di posizione di NOI Riccionesi che ironizza:“salutiamo con vivo rallegramento la prima uscita pubblica del nuovo partito “pattopiddigrillino”” che “non trova di meglio da fare che puntare la prua del proprio barcone verso le sirene della ormai nota delegittimazione dell’avversario per mezzo della via giudiziaria”. Noi Riccionesi mette in fila poi le inesattezze riscontrate nell’ordine del giorno presentato dalla minoranza e ipotizza che ci sia solamente la volontà di colpire il sindaco Renata Tosi. “Lo si comprende – si legge – dal tenore letterale dello stesso documento, laddove si chiede che il Comune si costituisca parte civile nei confronti di Renata Tosi, dimenticando di avanzare la stessa domanda nei confronti degli altri 26 imputati.” Noi Riccionesi ricorda inoltre che “la parte offesa in questo procedimento penale non è il Comune di Riccione, bensì Agenzia Mobilità. Unica – eventualmente – legittimata a costituirsi parte civile”.

Solidarietà a Renata Tosi arriva anche da Forza Italia per voce dell’assessore al demanio, e coordinatore comunale, Andrea Dionigi Palazzi, che parla di strumentalizzazione e stigmatizza il tentativo di confondere i due ruoli di Renata Tosi che al momento dei fatti contestati “agiva come privata cittadina, nell’intento di calmare gli animi di altrettanti cittadini all’interno del cantiere del TRC”.
Forza Italia invita la Giunta e la Maggioranza “a non prestarsi a questi giochini, a votare compatta a tutela del Sindaco della Città di Riccione per denunciare in questa maniera il tentativo maldestro di chi cerca di contrastare gli avversari sul campo giudiziario e non in quello politico”.

L’odg della minoranza suona molto di più come una presa in giro verso i cittadini che con 4000 firme avevano chiesto a gran voce un referendum sul Trc negato dagli stessi che oggi si ergono a paladini dei riccionesi“. Questo il commento della Lega per voce del capogruppo in consiglio Andrea Bedina. “Oggi – scrive – assistiamo all’ennesimo teatrino di una minoranza che incapace di misurarsi sui contenuti e sulle proposte cerca un momento di gloria sull’errore politico più grave perpetrato ai danni della città. L’opera rimane lì, ad imperitura memoria dell’ arroganza di un Pd che ha giustamente pagato l’aver amministrato contro la volontà dei riccionesi”.

Andrea Polazzi

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