10 dicembre 2018

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Nasce Federsolidarietà area vasta. L’intervista a Borghini

Sono stati proprio i consigli direttivi uscenti a presentare il progetto, alle cooperative associate, durante l’assemblea che si è tenuta a Ravenna lo scorso lunedì 9 aprile. Un pomeriggio impegnativo che ha visto la nascita di Federsolidarietà Ravenna-Rimini: il primo tassello di un progetto più ampio nel quale sono coinvolte anche le altre federazioni. Una tappa importante di un percorso iniziato già in area romagnola con la costituzione di tavoli operativi fra cooperative sociali, scaturiti dalla necessità di condividere azioni uniformi e dialogare insieme con gli Enti pubblici, che già sono inquadrati in ottica di area vasta. La Federazione unitaria del settore sociale, ha sempre rappresentato per le Confcooperative provinciali uno dei settori maggiormente attivi nella vita associativa, nella promozione e rappresentanza della cooperazione sociale.

Una sfida, su cui si sta lavorando da tempo che si estende anche alle altre Federazioni settoriali, in quanto le cooperative dei due territori hanno eletto i propri rappresentanti dei settori agroalimentare e pesca, sociale, lavoro e servizi, cultura-turismo e sport. Questo anche in funzione degli obiettivi di una maggior coesione identitaria, una più forte cultura cooperativistica, e maggiore capacità di dare risposte più concrete al bisogno di innovazione. Oltre alla necessità di nuove tecnologie per costruire percorsi intersettoriali sempre più efficaci nello sviluppo delle imprese.

La nuova Federsolidarietà avrà un unico consiglio direttivo composto da 20 Consiglieri delle due aree territoriali, con un presidente donna Doriana Togni, già presidente della Federsolidarietà Ravenna, di Coop. Vivere (mutua regionale) e di Coop. Ricercazione, e da Pietro Borghini vice presidente, già consigliere di Federsolidarietà Rimini, presidente della coop. La Formica e Madonna della Carità, presidente del consorzio nazionale Idee In Rete del consorzio riminese Il Mosaico. Il nuovo consiglio si dovrà concentrare sulle problematiche tecnico-politiche che interessano le cooperative dai servizi specifici all’inserimento lavorativo, con particolare attenzione alle relazioni con gli Enti pubblici, alle nuove sfide di innovazione dei servizi, riportando per quanto possibile il confronto sui tavoli di lavoro romagnoli.

 

L’intervista a Pietro Borghini

Com’è nato e si è evoluto il progetto di Federsolidarietà aria vasta?

Nasce da lontano perché nasce dalla volontà di riuscire a costruire una Confcooperative unitaria per la Romagna. Si tratta di un percorso partito più di 5 anni fa che coinvolge inizialmente le tre province: Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna, che con il rinnovo di Confcooperative avuto 2 anni fa, ha ripreso vigore. Si è sempre lavorato a tre, poi nelle ultime fasi Forlì-Cesena ha rallentato mettendo in dubbio, per vari motivi, l’idea di aderire. Ma la volontà a stare insieme di Rimini e Ravenna è andata avanti comunque ed è stata deliberata dai 2 consigli provinciali e dal consiglio Regionale dell’Emilia Romagna.

Ad oggi cosa manca ancora per completare il progetto di unione?

Siamo in attesa di avere il nulla osta nazionale, da parte dell’ente nazionale di Confcooperative, che deve avvallare questa ipotesi di fusione. Siamo arrivati a questo punto con la scadenza naturale dei direttivi di federazione a tutti i livelli, nazionale, regionale e provinciale. Oltre a Federsolidarietà formatasi lo scorso 9 aprile ci sono le federazioni: Agroalimentare e pesca (42 agricole e 4 della pesca) il cui nuovo consiglio unitario si è formato ufficialmente lo scorso 11 aprile; Lavoro e servizi, formatasi il 13 aprile con un’assemblea unitaria che ha dato vita ad un nuovo gruppo di 14 consiglieri; Cultura, turismo e sport la cui assemblea ha coinvolto le cooperative culturali, turistiche e sportive dei territori di Ravenna e Rimini lo scorso 6 aprile. Quest’ultima è l’unica non esistente a Rimini né a Ravenna, ma si è comunque deciso a farla. Rimini ha solo Federsolidarietà che ad oggi comunque è il settore principale, cioè di tutte le quote raccolte da Confcooperative, circa la metà provengono da cooperative sociali. Storicamente comunque le due federazioni, insieme anche a quella di Forlì, avevano già lavorato insieme. Era stato anche scritto un protocollo d’intenti quando già si pensava ad un unica Confcooperative.

Quanti altri esempi di fusioni di questo tipo ci sono in Italia?

L’Emilia Romagna è l’ultima regione che ha iniziato a fare integrazioni di questo tipo. In Italia ci sono stati già degli accorpamenti importanti di Confcooperative e l’Emilia Romagna era quella più indietro perché aveva nove Confcooperative. L’esempio di Rimini e Ravenna si può dire che è il primo in regione.

Come si è composto l’organo direttivo e com’è nata la tua disponibilità alla carica assunta?

Essendo un’unica federazione è stato composto un direttivo complessivo di 20 persone, dieci di Rimini e dieci di Ravenna. E’ stato deciso un unico presidente che è Doriana Togni, che era già presidente di Federsolidarietà Ravenna, ed io come vicepresidente. La mia vicepresidenza è nata da una volontà molto chiara e precisa da parte del presidente di Confcooperative Rimini, Luca Bracci, che mi ha chiesto se mi volevo occupare di Federsolidarietà. Lui ha pensato che io potessi essere la figura giusta, anche perché Doriana Togni è molto operativa sul settore della cooperazione sociale di tipo “A” ed io dovrei controbilanciare soprattutto con l’esperienza che ho nel settore B. I consigli di amministrazione attuali si sono fusi insieme con qualche modifica. Nuove persone sono entrate. I direttivi erano comunque arrivati alla scadenza e dovevano essere rinominati, in quello di Rimini inoltre non c’errano donne e ne sono state inserite 3.

Dal punto di vista del lavoro, cosa cambia e che aspettative ci saranno?

Gli obbiettivi da perseguire a livello di area vasta ad esempio sono i rapporti con l’ASL Romagna che comunque già lavora in maniera univoca su Ravenna e Rimini, con cui vorremmo intraprendere una strategia unitaria insieme con Legacoop Sociale Romagna e insieme anche ai forlivesi. Un altro tema grosso di cui mi occuperò è quello dell’igiene ambientale, è già uscita la gara di Ravenna e a breve uscirà quella di Rimini. C’è un consorzio unitario che si chiama CSR dove ci sono cooperative di Rimini e molte cooperative di Ravenna. Quindi sono già attive delle logiche di rete per lavorare insieme, per fare delle sinergie e organizzare al meglio i settori principali della cooperazione. Un’altra grande direzione di lavoro viene anche dal rinnovo di queste federazioni a livello di Confcooperative generali. Si stava già ragionando di integrare alcune federazioni, lavorare di più su strategie intersettoriali, in modo più trasversale.

Ci sarà insomma da stimolare uno scambio più ampio, con più teste, con una fatica maggiore, perché la distanza non aiuta, e ci sarà da lavorare insieme. Dovremmo anche sforzarci di trovare più equilibrio con il territorio di provenienza, attivare sempre le nostre cooperative di base, che a volte difficilmente partecipano ad alcuni gruppi di lavoro. Costruire più condivisione con il presupposto di fare, tutti insieme, qualcosa di più grande.

 

Emiliano Violante

Redazione

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