21 novembre 2018

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Mercatone Uno, salvi i due negozi riminesi. Ora la questione esuberi

Il bicchiere può essere considerato mezzo pieno, ma restano sul piatto alcune criticità che vanno gestite al meglio. Sul futuro del Mercatone Uno, dopo l’esito positivo dell’ultima gara e l’offerta d’acquisto di due acquirenti, le nuvole si vanno diradando. “Il rischio, fino ad una settimana fa, era quello del fallimento – conferma ai microfoni di Tempo Reale su Icaro Massimiliano Gabrielli della Filcams Cgilquindi complessivamente questa operazione va vista positivamente.”

Mercatone Uno, salvi i due negozi riminesi. Ora la questione esuberi

    68 i punti vendita interessati sui 74 oggetto del bando di cessione. Oltre ai 59 ancora attivi, sono oggetto dell’aggiudicazione anche 9 punti vendita attualmente chiusi. 55 andranno alla Shernon Holding che acquisirà anche il marchio, la logistica e la sede garantendo la continuità dell’attività e dell’insegna Mercatone Uno. Altri 13 punti di vendita saranno acquisiti da Cosmo, noto gruppo nazionale operante con il marchio “Globo”. Lo hanno spiegato ieri i commissari straordinari in un incontro al Ministero con i sindacati. Un nuovo appuntamento è previsto tra fine maggio e primi di giugno: sarà l’occasione per scendere più nei dettagli sui singoli negozi e sui progetti degli acquirenti. “Dalle prime comunicazioni ricevute – spiega Gabrielli – sappiamo che i due punti vendita riminesi riapriranno: quello a Rimini Nord passerà alla Shernon e manterrà quindi l’insegna Mercatone mentre quello di Cerasolo sarà acquisito da Cosmo”.
    A livello nazionale il buon esito della procedura di vendita consentirà la salvaguardia di oltre 2.000 posti di lavoro. “Sappiamo però che ci sarà anche un 20% di perdita occupazionale – dice Gabrielli – e dovremo capire come sarà calata sulle due realtà riminesi. E’ trapelato anche che le nuove società non hanno intenzione di assumere “full time” ma “part time” e quindi ci sarà una riduzione degli orari anche per chi sta ancora lavorando”. Prima della crisi nel riminese si parlava di una settantina di lavoratori mentre ora (dopo dimissioni volontarie legate a ricollocazione) sono una decina in meno. I maggiori dubbi riguardano il negozio di Cerasolo, che potrebbe passare sotto il marchio Globo che attualmente ha un negozio confinante con la struttura. “I commissari – ricorda Gabrielli – avevano scelto di tenere aperto il nuovo negozio di Rimini Nord e di chiudere (salvo riaperture natalizie) quello di Cerasolo a causa di un calo drastico dei volumi di vendita. Quello che ci preoccupa è il fatto che, essendo uno dei primi punti vendita Mercatone ad aver aperto, li ci sia una età media dei dipendenti piuttosto elevata e questo potrebbe avere un peso nella gestione degli esuberi. Inoltre dovremo anche capire dal punto di vista occupazionale come verranno amalgamati i lavoratori Globo con quelli Mercatone”.
    Elementi in più si avranno sicuramente dopo il prossimo incontro, ma una cosa è certa: “il bicchiere è mezzo pieno – ammette Gabrielli – perché, viste le grandi difficoltà in cui versa ancora il settore e la stagnazione dei consumi, il rischio che le cose andassero peggio era notevole.

    I 55 punti vendita che passeranno a Shernon Holding Srl sono così suddivisi:

    47 negozi operativi durante l’A.S.:

    8 negozi non operativi durante l’A.S.

    Calenzano (FI), Cesano Maderno (MB), Bologna Navile (BO), Rubiera (RE), San Cesario di Lecce (LE), Civitanova (MC), Scerne di Pineto (TE), Capena (RM), Verdello (BG), Noventa Padovana (PD), Sambuceto (CH), Caltignaga (NO), Monfalcone (GO), San Giuseppe di Legnago (VR), Pesaro (PU), Beinasco (TO), Villanova di Albenga (SV), Sacile (PN), Terlizzi (BA), Bari (BA), Preglia di Crevoladossola (VB), Madignano (CR), Monterosi (VT), Russi (RA), Mesola (FE), Trecate (NO), Ferrara (FE), Colonnella (TE), Gravellona Toce (VB), Rottofreno (PC), Rimini (RN), San Giuseppe di Comacchio (FE), Roma (RM), Bertinoro (FC), Pavia (PV), Castegnato (BS), Carrè (VI), Matino (LE), Surano (LE), Monsano (AN), San Michele all’Adige (TN), San Giorgio di Piano (BO), Pombia (NO), Villafranca d’ Asti (AT), Francavilla Fontana (BR), Legnano (MI), Occhiobello (RO);

    Pessano con Bornago (MI), Serravalle Scrivia (AL), Magione (PG), Navacchio di Cascina (PI), Romagnano Sesia (NO), Arzano (NA), Mappano di Caselle (TO), Reana del Rojale (UD);

    I 13 punti vendita che passeranno a Cosmo SpA sono così suddivisi:

    12 negozi operativi durante l’A.S.:

    1 negozio non operativo durante l’A.S.:

    Altopascio (LU), Biella (BI), Castelfranco Veneto (TV), Colle Val d’Elsa (SI), Genova (GE), Misterbianco (CT), Palermo (PA), Parma -Via Mantova (PR), Pieve Fissiraga (LO), Tavernerio (CO), Castelfranco Emilia (MO), Lucca (LU);

    Cerasolo di Coriano (RN).

    Gli 11 punti vendita per i quali non è stato trovato un acquirente

    Mirabella Eclano (AV), Fiorenzuola d’Arda (PC), Bomporto (MO), Parma-Via Fleming, Viterbo, Brandizzo (TO), Genola (CUNEO), Brindisi, Carini (PA), Curtarolo (PD) e Tribano (PD)


    Il commento della Fisascat Cisl nazionale

    Sviluppi nella vertenza che ha coinvolto i lavoratori di Mercatone Uno, il gruppo di vendita di mobili e complementi di arredo in Amministrazione Straordinaria dal 7 aprile 2015. I Commissari straordinari a confronto al ministero dello Sviluppo Economico con i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e i rappresentanti degli Enti Locali, hanno formalizzato l’autorizzazione alla cessione di 68 punti vendita (dei 74 previsti nel bando), costituiti da 59 negozi attualmente attivi e dai 9 chiusi nel corso della procedura di Amministrazione straordinaria.
    Gli acquirenti individuati dalla gestione commissariale sono, per 55 punti vendita, la Shernon Holding Srl – società che opererà nell’ambito dello stesso settore merceologico di Mercatone Uno e garantirà, pertanto, per i negozi oggetto di acquisizione continuità di business – e, per 13 negozi, la Cosmo SpA, società attiva in Italia ed all’estero con negozi a marchio Globo, che opererà, relativamente ai negozi oggetto di acquisizione, una radicale modifica del core business aziendale.
    Rispetto ai livelli occupazionali le garanzie sul passaggio riguarderebbero allo stato 2.063 dipendenti su complessivi 2745 lavoratori riferiti ai negozi oggetto di passaggio; nei prossimi giorni la formalizzazione della procedura chiarirà le ripercussioni dell’operazione di cessione sui livelli occupazionali.
    «Per la Fisascat Cisl le proposte di acquisto e di passaggio dei lavoratori presentate in occasione della riunione al Mise sono da considerarsi un punto di partenza; il confronto negoziale con gli acquirenti dovrà essere teso a verificare la praticabilità di soluzioni finalizzate a migliorare le ricadute dell’operazione rispetto alla componente occupazionale, considerato che per circa 1.000 lavoratori attualmente alle dipendenze del Gruppo Mercatone Uno si profila la prospettiva della disoccupazione. Inoltre il confronto che si aprirà a breve con gli acquirenti servirà anche ad approfondire i contenuti dei piani industriali sia di Shernon che di Cosmo» ha dichiarato il segretario nazionale della categoria Vincenzo Dell’Orefice. «Sarà necessario impegnarsi per individuare un equilibrio tra sostenibilità di impresa e il recupero delle posizioni occupazionali per assicurare la maggior salvaguardia di posti di lavoro» ha concluso il sindacalista.

    Andrea Polazzi

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