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Gnassi: sindaci soffocati da incombenze inutili. Le proposte Anci

AttualitàRimini

23 maggio 2018, 13:27

Gnassi: Comuni soffocati da incombenze inutili. Le proposte Anci contro la burocrazia

in foto: repertorio

I sindaci italiani sono soffocati da una burocrazia che impone doppioni, sovrapposizioni, documenti in eccesso e compiti anacronistici. Per questo Anci, l’associazione dei comuni italiani, ha avviato una campagna per arrivare una proposta di legge che liberi tempo, energie e risorse nei Comuni da mettere a disposizione per altro. Campagna alla quale il sindaco di Rimini Andrea Gnassi aderisce con convinzione. Con un’attenzione anche ai piccoli comuni: uno di mille abitanti non può avere le stesse incombenze di uno da centomila.


L’intervento del sindaco Gnassi:

“Credo sia giunto il momento ormai non più rinviabile per sollevare la pubblica amministrazione da cento e uno compiti inutili che leggi antiche e farraginose attribuiscono ancora ai sindaci e ai comuni di tutt’Italia.

Cosa centra il Sindaco con un’autorizzazione per un Tso, un trattamento sanitario obbligatorio già deciso e certificato dai medici? Cosa centra un Sindaco con il rilascio di una concessione di occupazione di suolo pubblico eventualmente illegittima? Perché deve essere il Sindaco a rispondere di atti di gestione compiuti dalla componente tecnico amministrativa, per legge autonoma?

Sono solo alcune delle questioni più anacronistiche e fuori dal tempo che rendono l’attività dei comuni ancor più difficile e faticosa, occupando e impegnando risorse preziose che, liberate dai mille lacci e lacciuoli completamente inutili e ancor più spesso ripetitivi, potrebbero essere impegnate ad assolvere proficuamente ai compiti istituzionali affidati ai comuni.

Non possiamo più permettercelo! Per questo sono più che mai convinto sia arrivato il tempo di ridurre le incombenze a carico dei Comuni per liberare energie e orientarle verso i servizi ai cittadini. Per questo ho aderito con convinzione all’iniziativa elaborata dall’Anci per giungere ad una proposta di legge d’iniziativa dei “Sindaci” per liberare l’attività amministrativa da tutti quegli ostacoli che impediscono un’attività continuativa e regolare dei sindaci e degli amministratori locali durante il loro mandato impegnandoli in attività e compiti anacronistici.

Solo a titolo esemplificativo, è stato stimato che per 44 dati la cui pubblicazione è obbligatoria, esiste già un concomitante obbligo di comunicazione ad una o altre amministrazioni. Si può stimare che ogni Comune (indipendentemente dalla classe demografica) è oggi obbligato a tenere aggiornate tra le 100 e 150 informazioni e comunicazioni, a cadenze diverse, verso più Pubbliche Amministrazioni.. Per poter assumere occorrono 16 adempimenti preventivi e verifiche finanziarie. Gli adempimenti diventano circa 50 prima di poter approvare il bilancio di previsione annuale. Inoltre, l’accesso a tutte le banche dati delle Pubbliche Amministrazioni, deve essere gratuito per i Comuni nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali.

La proposta di legge elaborata dall’Anci affronta le diverse problematiche che l’attività quotidiana dei sindaci ha fatto emergere come prioritari attraverso 31 articoli e riguardano la ridefinizione di alcuni compiti istituzionali del sindaco, degli amministratori locali e dei comuni.

Semplifichiamo e abroghiamo le norme che davvero non hanno alcun legame con la virtuosità degli enti in base alle nuove regole dei saldi di finanza pubblica. I Comuni sono soggetti a vincoli risalenti a quasi 10 anni fa su voci di spesa essenziali per far funzionare la struttura e attuare le riforme. Ad esempio i Comuni stanno attuando: il nuovo sistema contabile, il nuovo codice appalti, il nuovo regolamento edilizio, la SCIA, la nuova conferenza dei servizi, l’agenda digitale, la trasparenza, la privacy, siope plus, 4 fabbisogni standard, contabilità economico patrimoniale, razionalizzare le società, la riforma del pubblico impiego e della valutazione del personale, rei,…e questo è solo una parte del diluvio di nuove norme che ricade su personale anziano e assai ridotto e per di più che non si può riqualificare e formare perché oggi non si può spendere più del 50% del 2009.

Non è pensabile che un Comune con mille abitanti abbia le stesse regole di un Comune con 100 mila abitanti. Vanno adottate norme che differenziano gli adempimenti a carico dei Piccoli Comuni che non hanno abbastanza personale o non adeguatamente formato per poter assolvere a tutti i compiti assegnati. Ad esempio, il Sindaco di un piccolo Comune, spesso con un solo dipendente, deve approvare il documento unico di programmazione, composto da tre documenti già predisposti in sede di programmazione triennale, e una lunga serie di allegati al bilancio di previsione: dal “prospetto esplicativo del risultato di amministrazione presunto” al “prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamento”. Nel progetto di legge proponiamo semplificazioni che tengano conto della specificità dei Comuni minori e soprattutto della utilità pressoché nulla per la collettività derivante dagli adempimenti ad esempio in materia di contabilità economico-patrimoniale.

“Uguali come gli altri – a ciascuno il suo” è infatti il titolo I della proposta, a cui fanno seguito cinque direttrici: “Buona la prima! Burocrazia zero”, “Regole semplici per amministrare”, “Vita semplice per i piccoli comuni”, “Aboliamo anacronistici tetti di spesa”, “Semplificazioni in materia di entrate”, tutti capitoli che, entrando nel merito un articolo dopo l’altro, cercano di risolvere le maggiori difficoltà su cui quotidianamente sono impegnati i comuni, grandi e piccoli, italiani.

 

Redazione Newsrimini

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