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ven 4 mag 2018 18:11 ~ ultimo agg. 18:12
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La classifica stilata dal DAS, compagnia assicuratrice del gruppo Generali sulla base dei dati Istat, indica Rimini tra le città più pericolose per i ciclisti.
Lo ricorda il senatore riminese del Movimento 5 Stelle Marco Croatti: “Per i riminesi è null’altro che la conferma di una situazione che purtroppo ben conoscono: utilizzare la bici in città è complicato e spesso pericoloso. Le piste ciclabili in città sono disomogenee, prive di continuità e il ciclista appare un soggetto troppo debole e poco protetto. È necessario intervenire in modo deciso, i dati sugli incidenti in città non sono accettabili.  La risposta dell’Amministrazione, che in queste ore promette nuovi investimenti, appare insufficiente e tardiva” (vedi notizia).
Una situazione che anche rilevanza turistica. “La mancanza di sicurezza delle nostre strade rappresenta un freno allo sviluppo della mobilità slow. Anche in chiave di offerta turistica. Consegna ai cicloamatori l’immagine di una città non attrattiva. Questa preoccupante classifica ha avuto risalto su riviste, siti e blog specializzati nel cicloturismo e potrebbe dipingere, agli occhi degli appassionati delle due ruote, una città e un territorio non adatto a questo tipo di turismo.
In Europa il cicloturismo vale 44 miliardi e in Italia 3,2, secondo le rilevazioni dell’Enit il cicloturismo genera in Europa un indotto economico di 44 miliardi, con 2 milioni di viaggi e 20 milioni di pernottamenti. In Italia la “bikeconomy ha un valore potenziale di 3,2 miliardi e sta crescendo a un ritmo costante”.
Proprio per le potenzialità del territorio riminese e del suo entroterra “È necessario aggredire questi mercati turistici, fondamentali per la nostra economia, rispondendo con efficacia e concretezza alle criticità che emergono.  Rimini non può permettersi di perdere competitività turistica su mercati di grande prospettiva e appetibilità. Sul nostro territorio servono pianificazione e progetti integrati e organici sulla mobilità sostenibile, non inadeguati interventi spot. 
Un cambio di marcia che in città non vediamo, con o senza classifiche alla mano”.
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